Salvati ben 400 volumi dalla storica biblioteca comunale "Mario Giori" di Niscemi, sull'orlo del precipizio a causa di una frana di scorrimento

La distruzione dei libri a Niscemi, che speriamo limitata, è una tragedia umana, soprattutto in uno scenario come quello di oggi, dove le librerie e le edicole vivono momenti di difficoltà

Il 25 Gennaio 2026 il paese di Niscemi (Sicilia) ha subito una frana di scorrimento.  

Una rottura sotterranea a margine del paese che ha trascinato nella caduta case e cose per  una lunghezza di 4 chilometri. Per fortuna senza morti e feriti.  

Sul precipizio insieme a molte altre case c’è la biblioteca del paese.  

La biblioteca comunale “Mario Gori” possiede 4000 volumi e nei giorni 24-25 febbraio  sono stati recuperati circa 400 volumi. I cittadini sperano di salvare i libri (almeno in parte)  quando l’edificio precipiterà.  

Molte persone, prima della comparsa del pc, hanno passato molte ore nelle biblioteche per studi, ricerche ecc…ed erano definite: “topi di biblioteca”.  

Le suddette sono luoghi di cultura, condivisione, luci soffuse e silenzio. Un silenzio rotto  dal rumore di pagine girate e di libri spostati. È una sensazione incredibile il profumo della  carta stampata. Nei confronti dei libri subentra un rapimento fisico fatto di frasi  sottolineate, fregi ai margini, fogli, foglietti. E in quell’accumulo il lettore trova sé stesso.  

La sua identità è un archivio letterario fatto di appunti conservati, annotati e dimenticati.  Dai libri vengono fuori storie sepolte, le loro angosce, i traumi, le gioie che ci toccano e ci  scuotono.  

Nei tempi antichi a scuola ci insegavano a leggere e rileggere un libro e poi leggere e  rileggere perché solamente nell’approfondimento si “grattava” la parola. I libri ci fanno  capire quanto la parola scritta riveli chi siamo e chi cerchiamo. Ripercorrere il passato,  come nella lettura dei vecchi libri, è necessario, perché dalla sua scoperta nasce un nuovo  senso della vita.  

In questo momento i libri si vendono sempre di meno. Vivono questa difficoltà le librerie  e le edicole che chiudono le loro attività commerciali. La distruzione dei libri, che speriamo  limitata, a Niscemi è una tragedia umana, come tutto quello che si chiama distruzione. I  libri parlano a chi li vuole sentire e ci servono per formare coscienza e conoscenza.