Non solo Foibe e coscienza collettiva
Honorè de Balzac : " esiste una storia ufficiale, menzognera, ed una vera,vergognosa.
Fino a non molti anni fa la tragedia degli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia fu sommersa da decenni di oblio,poi lentamente iniziarono ad emergere le verità celate. Fu la Legge 92 del 30 marzo 2004 ad istituire il 10 febbraio come " Giorno del Ricordo" delle terribili vicende che riguardarono gli italiani di quelle terre martoriate. Ovvero l'esodo di circa 350.000 italiani e la pulizia etnica attuata dai partigiani titini nei loro confronti. Allo scopo di ricostruire le verità storiche sono state molte attive le varie associazioni di esuli, fra le quali spicca il Movimento Nazionale Istria, Fiume e Dalmazia, presediuto dall'instancabile e tenace Romano Cramer, originario di Albona, che ha vissuto sulla propria pelle la tragedia e gli stenti dell'esodo. E' al suo impegno che dobbiamo la costruzione, dopo anni di battaglie, del monumento di Piazza della Repubblica a Milano, nel giardino di fronte all' hotel Westin Palace. E' lì che , ogni anno, si svolgono le commemorazioni. Anche quest'anno vi sono state due cerimonie. La mattina con le autorità. La sera, molto suggestiva, con fumogeni rossi, come il sangue versato, quella di alcune associazioni, fra le quali Memento. Il sindaco di Milano, Sala ha utilizzato la generica accusa nei confronti dei nazionalismi per spiegare l'origine della tragedia. Appare un pò come una sorta di tappeto, sotto al quale buttare un pò tutto, mantenendo, però una certa distanza. Diverso l'approccio delle varie associazione che hanno sottolineato la feroce brutalità della pulizia etnica perpetrata. A pochi giorni di distanza, il 21 febbraio, vi è stata, a Gallarate, la cerimonia di inaugurazione della nuova sede del Movimento Nazionale Istria, Fiume e Dalmazia, presso gli Istituti Vinci. Alle 10.00 è iniziata la cerimonia con la sala piena e la viva e sentita partecipazione del pubblico. Ha aperto i lavori, il Prof. Antonio Vinci, il padrone di casa in quanto direttore degli Istituti Vinci, sottolineando l'importanza dell'educazione dei giovani alle verità storiche. Pur non essendo originario di quelle terre ha manifestato una grande sensibilità nella comprensione di quella grande tragedia, che ha interessato 350.000 italiani. La scaletta è proseguita con l'intervento del Presidente Romano Cramer, che da tutta la vita si batte per l'emersione delle verità storiche, per troppo tempo celate. Numerosi gli interventi di autorità, fra i quali l'onorevole Umberto Maerna, deputato al Parlamento, il dott. Andrea Cassani, sindaco di Gallarate, la dott.ssa Claudia Mazzetti, assessore alla Cultura del Comune di Gallarate, il dott. Pier Maria Morresi, Presidente dell' Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, del Comitato di Varese, il dott. Dario Frattini, già presidente della Casa Militare Umberto I di Turate ( Como), e l'architetto Gabriele Pagliuzzi, presidente di Assoarma. Non hanno potuto partecipare per impegni istituzionali l' Onorevole Paola Frassinetti e l'Onorevole Isabella Tovaglieri. Non è potuto intervenire, per un contrattempo , l'Avv. Vetullio Mussolini, vice presidente del Movimento N.I.F.D. I drammi degli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia vanno inseriti nel contesto storico più ampio, ovvero il tentativo di " bolscevizzazione", che ha interessato molti paesi europei, dopo la Rivoluzione d'Ottobre in Russia. Fu proprio la Rivoluzione Russa a dare il via alle sciagure che hanno afflitto l'Europa nel 900. Ad occidente vi fu la terribile Guerra Civile in Spagna ( 1936 - 1939), durante la quale i repubblicani furono ampiamente aiutati dall 'Urss. Il tentativo fu bloccato dall' Alziamento dei Nazionalisti del generale Francisco Franco. In Ungheria il " Terrore Rosso" si manifestò ben prima nel 1919, con il sanguinoso tentativo di emulazione della Rivoluzione Bolscevica, da parte di Bela Kun ( vero nome Abele Cohen). Fece l'errore di non distribuire le terre ai contadini, perse l'appoggio delle masse rurali. L'esercito rumeno, sostenuto dalle potenze dell'Intesa, invase l' Ungheria ed occupò Budapest. Prima dell'invasione da parte delle forze rumene de dell'Intesa, la milizia paramilitare " I Ragazzi di Lenin" , guidata da Tibor Szamuely scatenò il terrore rosso contro gli oppositori politici, contadini e benestanti. Diversi religiosi vennero trovati con il crocifisso conficcato nel cuore, dopo essere stati seviziati. In parallelo, nel 1918-1919, in Germania entrarono in scena Rosa Luxembourg ed il movimento Spartachista. La Lega di Spartaco ( Spartakus Bund) si trasformò poi nel Partito Comunista di Germania ( KPD). Il governo socialdemocratico di Friedrick Ebert diede mandato ai FreiKorps di soffocare la rivolta. Sempre in quegli anni, in Italia nel 1919- 1920 vi fu uno dei periodi più turbolenti della storia italiana del 900, ovvero il " Biennio Rosso". Lo storico israeliano Zev Sternhell ( 1935- 2020) scrisse che senza il Biennio Rosso, in Italia non sarebbe mai nato il Fascismo. Sternhell vide il Fascismo come il culmine di un " Anti Illuminismo" e non solo come una reazione al Bolscevismo, che era la tesi dello storico Ernst Nolte ( 1923-2016). E' proprio per non cristallizzare le categorie del Bene e del Male che è da analfabeti storici prendere il Fascismo come l' Anno Zero della storia delle terre dei confini orientali italiani, come, del resto, hanno sempre fatto i negazionisti, anche ispirati da un gruppetto di storici slavi, a libro paga della Repubblica Socialista di Jugoslavia. Quelle erano terre Veneto Latine da duemila anni. Tre Dogi della Serenissima furono di origine istriana. Le testimonianze storiche ed architettoniche sono impressionanti. L' Arena di Pola, da 22.000 posti, costruita nel I secolo d.c. sotto gli imperatori Augusto e Vespasiano. Il Palazzo di Diocleziano a Spalato, fatto costruire fra il 293 ed il 305 d.c. da Diocleziano, che era proprio originario della Dalmazia. Senza dimenticare tutte le meravigliose architetture veneziane, che sottolineano l'importanza della Serenissima; non per nulla sulle carte geografiche fino alla fine del '700, l'Adriatico era chiamato " Golfo di Venezia". Gli slavi arrivarono nel VI secolo d.c., si ritiene al seguito degli Avari. Altri giunsero in seguito, cercando rifugio nei domini della Serenissima, sotto pressione dei Turchi, in particolare dopo la Battaglia di Kosovo Polije del 1389. il Maresciallo Tito creò artificiosamente la Repubblica Socialista di Jugoslavia, riunendo etnie differenti, che non si erano mai sopportate. Questo lo abbiamo visto durante i fatti tragici nella ex Jugoslavia negli anni '90, dopo la morte di Tito ( 1980). La stessa sanguinaria ferocia balcanica si espresse anni prima durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, contro gli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia, ed anche contro sloveni, croati e serbi non comunisti. I partigiani comunisti titini applicarono agli italiani un vero progetto di pulizia etnica, pianificato grazie al manuale di Vasa Cubrilovich ( 1897- 1990), ringrazio l'amico Marco Fornasir per la segnalazione. Il " Manuale Cubrilovich" inizialmente venne pensato per l'espulsione degli albanesi, poi venne segretamente diffuso nelle sezioni del Partito Comunista Slavo per essere utilizzato contro gli italiani. Cubrilovich era un terorista che diciassettenne partecipò al Complotto della Mano Nera , società segreta del movimento nazionalista pan slavo, per assassinare nel 1914 a Sarajevo l'Arciduca Francesco Ferdinando d 'Asburgo. In seguito divenne ministro nel governo di Tito. Quindi il Terrore Rosso che attraversò l'Europa per decenni nel 900, purtroppo colpì anche gli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia. Non ve ne è lo spazio, ma sono migliaia gli episodi di brutalità. Fra i mille poco conosciuti vi fu il massacro di Siroki Brijeg , in Erzegovina, durante il quale trenta frati francescani furono trucidati, dai partigiani titini, e poi bruciati, perchè si erano rifiutati di sputare e calpestare la croce. Sputare e calpestare la croce era un abitudine molto amata da Lenin, che fece chiudere tutte le chiese ortodosse e lasciò aperte le sinagoghe. Gli assassinii in" odium fidei" furono un filo conduttore del Terrore Rosso che attraverso' tutta l'Europa. In Jugoslavia , una stima prudente, indica un migliaio di omicidi di religiosi, ma l'attività del governo titino fu sempre molto attenta nel coprire questa pagina. Durante la Guerra Civile in Spagna furono circa 10.000 i religiosi massacrati. In seguito alla Rivoluzione Bolscevica furono decine di migliaia in Russia. Concludendo, un velo pietoso va steso sulla dichiarazione del ex presidente Cossiga, vedi l'articolo del Piccolo di Trieste. Testuale . " bisognerebbe ricordare agli italiani di Trieste che fu il IX corpus dell'armata jugoslava a liberarli dal terrore tedesco". Una strana considerazione, visto che furono, in buona parte, i tedeschi a contenere lo sfondamento dei titini ai confini orientali. Quando lasciarono quelle terre aumentò sensibilmente il numero delle vittime italiane della pulizia etnica. Un altro politico italiano turbò i sonni degli esuli. Fu il Presidente Pertini, che l' otto maggio 1980, ai funerali di Tito si chinò a baciare la bandiera jugoslava. Per fare dei passi in avanti per ristabilire una giustizia storica andrebbe sicuramente revocata al Maresciallo Tito la massima onorificenza della Repubblica Italiana, che gli conferì Saragat nel 1969. Fu insignito come Cavaliere di Gran Croce Decorato di Gran Cordone al Merito della Repubblica Italiana. Una colossale ingiustizia nei confronti degli esuli di Istria, Fiume e Dalmazia è l'assenza di riparazioni. Vennero fatte delle proposte offensive, che, ovviamente quasi tutti rifiutarono. Riparazioni consistenti e restituzioni sono avvenute in tutti quei paesi che erano stati sotto il giogo sovietico. Ad esempio alla famiglia Czartoryski in Polonia venne restituita tutta la preziosissima collezione d'arte. A Praga la famiglia Lobkovicz si vide restituire tutto lo storico palazzo, inclusi gli arredi. Evidentemente la tragedia degli italiani è di serie B.
Alexandro Rossi
Presidente Onorario del Movimento Nazionale Istria, Fiume e Dalmazia
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