Il 27 febbraio il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia presenta il restauro del ritratto di Amanzia Guerillot, grazie al sostegno di Italia Nostra
L'opera sarà esposta, nei prossimi mesi, nella mostra "Le Signore dell’Arte. La parità del talento nell'arte italiana moderna", a cura di Massimo Bertozzi, che si terrà a Palazzo Cucchiari, Carrara, dal 26 giugno al 25 ottobre 2026.
Il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia presenta il restauro del ritratto sagomato di Amanzia Guerillot, realizzato da Angelo Inganni (Brescia, 24 novembre 1807 – Gussago, 2 dicembre 1880) tra il 1856 e il 1859. L'intervento è stato possibile grazie al sostegno di Italia Nostra Sezione Milano attraverso il Fondo Monti. All’incontro, che si terrà venerdì 27 febbraio alle ore 17.30 presso la Sala Colonne del Museo, dove sarà possibile ammirare l’opera, interverranno Laura Ronzon, Direttrice Collezioni del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia; Edoardo Croci, Presidente nazionale di Italia Nostra; Claudio Giorgione, Curatore delle Collezioni d’Arte del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia; e i restauratori Grazia Cavanna e Giovanni Gualdani.
L'opera, a grandezza naturale, rappresenta un esempio rarissimo di ritratto sagomato con funzione di fermaporta: di questa particolare tipologia si conoscono solo altri due esemplari, conservati in collezione privata e raffiguranti un Ussaro e una Brianzola. Inganni vi raffigurò la seconda moglie Amanzia Guerillot (Milano, 1828 – Boffalora sopra Ticino, 1905), pittrice milanese di origine francese che era stata sua allieva e amante, ritratta con un mazzo di fiori nell'atto di accogliere gli ospiti nella loro dimora presso la Santissima, un ex monastero sul colle verso Gussago.
Come testimonia lo storico dell'arte Giorgio Nicodemi nella prefazione al catalogo della mostra monografica su Angelo Inganni del 1942, i coniugi Inganni si adattarono al mercato realizzando per clienti privati e attività commerciali una varietà di opere decorative: dipinti su vetrate, paraventi, ventagli, cartelle, scatole, carta da lettere e figure a grandezza quasi naturale per ingressi e vetrine. Di queste opere sopravvivono pochissimi esemplari.
“L'impegno di Italia Nostra - sezione di Milano per il restauro di beni artistici e monumentali, grazie al lascito della famiglia Monti, ha consento in un trentennio il recupero e la valorizzazione di opere rappresentative del nostro patrimonio culturale in collaborazione con le più importanti istituzioni milanesi - dichiara Edoardo Croci, Presidente di Italia Nostra - Sostenere interventi mirati significa non solo conservare un bene artistico, ma restituire alla collettività un frammento significativo della propria storia”.
Il restauro, condotto da Grazia Cavanna per la parte pittorica e da Giovanni Gualdani per la struttura lignea, ha affrontato importanti criticità conservative: una grave fessurazione verticale del supporto ligneo, cadute di colore e depositi superficiali che compromettevano la leggibilità dell'opera. L'intervento ha restituito stabilità alla struttura e riportato alla luce le vivaci cromie originali, rivelando pennellate sottili e ricche di dettagli per viso, mani, fazzoletto e mazzo di fiori, mentre l'abito blu è costruito con rapide pennellate ricche di colpi di luce. Tra i dettagli preziosi, emerge la spilla in pastiglia dorata che chiude il colletto bianco.
"Il restauro del ritratto sagomato di Amanzia Guerillot, rara e curiosa opera di Angelo Inganni, grazie al sostegno di Italia Nostra - sezione di Milano, si inserisce nel complesso percorso di studio e conservazione che il Museo in questi anni sta realizzando. L'obiettivo è quello di restituire al pubblico le nostre Collezioni d'Arte in una futura esposizione permanente che le valorizzi nel dialogo tra pittura, scultura, arti decorative, orologeria, musica, scienza e tecnica”, afferma Fiorenzo Marco Galli, Direttore Generale del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia.
Il dipinto si inserisce all'interno delle collezioni d'arte del Museo, un patrimonio di rilievo che rappresenta una presenza inusuale per un museo tecnico scientifico. Questo nucleo nasce dai legami personali del fondatore Guido Ucelli (1885-1964) con i principali esponenti dell'imprenditoria lombarda di fine Ottocento e inizio Novecento, le cui collezioni includevano nomi di spicco come Giuseppe Pellizza da Volpedo e Silvestro Lega. L'amicizia con Ucelli pose le condizioni per affidare al Museo questi importanti lasciti, nel solco dell'ideale unione tra Arte e Industria che l'istituzione intendeva coltivare. La presenza di importanti opere attirò nel tempo ulteriori donazioni, tra cui quella del ritratto di Amanzia Guerillot, giunto al Museo nel 1976 per lascito di Paolina Farnesi Mazza, vedova del pittore Aldo Mazza, insieme a tutta la collezione dell’artista. Conservata nella quadreria di famiglia, l'opera era stata donata al nonno di quest'ultimo, Giuseppe Mazza, da Inganni stesso, con cui era in amicizia sin dagli anni di studio condivisi all'Accademia di Brera.
Le collezioni d'arte del Museo sono al centro di molteplici iniziative, tra cui prestiti nazionali e internazionali per esposizioni, e di un percorso di studio volto alla loro futura esposizione permanente.
L'opera sarà nei prossimi mesi esposta nella mostra "Le Signore dell'Arte. La parità del talento nell'arte italiana moderna" a cura di Massimo Bertozzi (Palazzo Cucchiari, Carrara, 26 giugno - 25 ottobre 2026). La mostra indaga il percorso di emancipazione delle donne artiste nell'Ottocento italiano, quando la familiarità con i maestri si trasforma da rapporto professionale a relazione di vita. Proprio la vicenda di Amanzia Guerillot, allieva, modella e amante di Inganni prima di diventarne la seconda moglie, rappresenta una svolta significativa in un'epoca in cui le giovani pittrici di buona famiglia erano per consuetudine costrette ad abbandonare ogni ambizione artistica al momento del matrimonio.
SCHEDA TECNICA DELL’OPERA
Autore: Angelo Inganni (Brescia 1807 – Gussago 1880)
Anno di realizzazione: 1856-1859
Anno di acquisizione: 1976, donazione Paolina Farnesi Mazza
Materiali: olio su tavola sagomata
Misure: 175 cm h x 114 cm
Periodo di restauro: 2025-26
Funzionari Soprintendenza (SABAP MI): Loris Bendotti, Marica Guccini
Direzione lavori Museo: Marianna Cappellina, Responsabile Conservazione e Restauro, Claudio Giorgione, curatore Restauratori: Grazia Cavanna, Giovanni Gualdani