Il tesoro nascosto di Michelangelo riaffiora dopo secoli con 20 opere affidate agli allievi e celate in una stanza segreta
Valentina Salerno ( ricercatrice):"Uno dei documenti ritrovati descrive l’esistenza di una stanza in cui vennero nascosti dei beni, materiale tanto prezioso da prevedere un sistema di chiavi multiple per la sua apertura"
Il tesoro nascosto di Michelangelo riaffiora dopo secoli con le 20 opere inedite affidate agli allievi e celate in una stanza segreta .La ricercatrice Valentina Salerno ha svelato l'esistenza di un "tesoro nascosto" di Michelangelo, composto da circa venti opere inedite tra sculture e disegni, finora ritenute distrutte dal fuoco. Attraverso lo studio di atti notarili e testamenti, ha individuato un "cubicolo segreto" nella dimora romana dell'artista in via Macel de’ Corvi, dove avrebbe messo al sicuro il suo patrimonio poco prima di morire.
Per cinque secoli, Giorgio Vasari ha tramandato l'immagine di un Michelangelo che, in punto di morte, bruciò i propri disegni per celare la fatica creativa. Il lavoro decennale della studiosa, intitolato “Michelangelo gli ultimi giorni”, ribalta questa narrazione grazie ad analisi su documenti d'archivio inediti.
Contrariamente a quanto si è a lungo creduto, Michelangelo non distrusse centinaia di bozzetti, disegni e sculture ma gli conservò nella sua abitazione romana. Al contrario, spiega Salerno, l’artista affidò a allievi e amici il compito di mettere al sicuro le opere in una stanza segreta: "Uno dei documenti ritrovati descrive l’esistenza di una stanza in cui vennero nascosti dei beni, materiale tanto prezioso da prevedere un sistema di chiavi multiple per la sua apertura", dichiara la ricercatrice, sottolineando che la stanza è però "vuota da oltre 400 anni".
Lo studio del piede, bozzetto preparatorio per la Sibilla Libica sul soffitto della Cappella Sistina, riemerge ora sul mercato: tracciato dalla collezione di Daniele da Volterra fino a una famiglia svizzera, combacia perfettamente con gli archivi inediti di Salerno. Venduto da Christie’s per 27 milioni di dollari, questo record valida l'esistenza del patrimonio protetto e disperso privatamente, spingendo il Vaticano a verificare le attribuzioni.
La portata della scoperta ha portato la Basilica di San Pietro a istituire un Comitato Scientifico internazionale guidato dal cardinale Mauro Gambetti. Esperti come William Wallace, Hugo Chapman del British Museum e Barbara Jatta dei Musei Vaticani stanno verificando le venti opere riemerse, tra sculture, disegni e sanguigne mai catalogate. Se confermate, si tratterà del ritrovamento più significativo degli ultimi decenni, capace di ridefinire la comprensione del genio rinascimentale.