Nobiltà fiorentina sul piede di guerra, firmata petizione sullo scempio del “cubo nero” e altre amenità, edificato nel silenzio delle autorità che dovevano tutelare lo skyline del capoluogo toscano

Parte una petizione tra le storiche famiglie fiorentine per la moratoria alle Ogr. Dai Corsini ai Budini Gattai, l'appello alla sindaca Funaro per gli 8 ettari tra Leopolda e Cascine che rischiano di diventare una nuova Manhattan del cuore di Firenze

Nobiltà fiorentina sul piede di guerra, firmata petizione sullo scempio del “cubo nero” e altre amenità, nel totale silenzio di Soprintendenza e Comune di Firenze, che dovevano tutelare lo skyline del capoluogo toscano

Tutto è partito dal «cubo nero», l’ex teatro del Maggio Musicale Fiorentino, abbattuto e ricostruito per far posto ad appartamenti e residenze di lusso gestite dalla Starhotels di Elisabetta Fabri, proprietaria della nota catena alberghiera con strutture in tutto il mondo e per un periodo legata all’ex premier Matteo Renzi che la nominò nel 2014 membro del Consiglio di Amministrazione di Poste Italiane. Il gruppo Starhotels va a gonfie vele. «Sono 34 strutture 4 e 5 stelle in Italia, Londra, Lugano, Parigi e New York che fanno dell'autentica ospitalità italiana una questione di stile» come recita il sito della catena. Ma il problema non è della signora Fabri, ben inserita nella buona società fiorentina, dove compare anche nel comitato organizzatore di Artigianato e Palazzo portato avanti da Sabina Corsini e Neri Torrigiani, “per la promozione e la tutela delle professioni artigianali” ma dell’autorità, in questo caso Comune e Soprintendenza, che dovevano sorvegliare sull’impossibilità di rovinare un pezzo di centro storico con un “Cubo nero” al posto dell’ex Maggio Musicale, abbattuto e ricostruito nel parco delle Cascine. Il "cubo nero" di Firenze, noto come Teatro Luxury Apartments in Corso Italia, è un complesso residenziale di lusso nato dalla riconversione dell'ex Teatro Comunale, composto da 156 appartamenti gestiti appunto da Starhotels. Progettato dallo studio Vittorio Grassi Architects per il fondo Future Living (Hines & Blue Noble), offre servizi esclusivi con tariffe di affitto breve elevate.La clientela è, basta affacciarsi qualche minuto sulla strada, una clientela per la maggior parte provenienti di Paesi arabi come Emirati e Arabia Saudita (molte donne portano il velo sul capo, ndr) e dell’Est, persone che naturalmente apprezzano la “modernità” nel pieno comfort del centro cittadino ma che certo non sanno che proprio li sorgeva il glorioso vecchio teatro comunale di Firenze. Ormai il “cubo” è li, difficilmente verrà abbattuto, anche se la Procura di Firenze ha aperto un’indagine, affidata a Guardia di Finanza e Carabinieri, coordinati dal procuratore aggiunto Marilù Gattelli. Sono arrivate le prime contestazioni dei magistrati: i pm hanno inviato avvisi di garanzia a una decina di persone, ipotizzando reati quali abuso edilizio, falso ideologico, violazione alle norme urbanistiche sul paesaggio. Gli avvisi sono inviti a comparire nei prossimi giorni in Procura per interrogatori su come sia stato autorizzato il “Cubo nero”. Tra gli indagati ci sono membri della Commissione paesaggistica del Comune di Firenze e dirigenti e tecnici degli uffici urbanistici della pubblica amministrazione cittadina. I magistrati nei mesi scorsi avevano acquisito atti e documenti presso la Direzione urbanistica del Comune e presso la Soprintendenza archeologia, Belle arti e paesaggio. Avevano studiato il percorso del progetto e analizzato i pareri e le decisioni comunali che avevano dato il via libera alla trasformazione urbanistica dell’area dell’ex Teatro comunale, dismesso e demolito per far posto a un’operazione immobiliare che prevede la costruzione di appartamenti di lusso e residenze per soggiorni temporanei per turisti ad alta capacità di spesa. Nel frattempo, i cittadini e il comitato Salviamo Firenze ha presentato esposti anche su un’altra operazione immobiliare, quella del cosiddetto  “Mostro di San Gallo”: la costruzione, nel cortile del vecchio ospedale militare di San Gallo, di una cittadella extralusso di 22 mila metri quadri, con due torri alte 23 metri che dovrebbero ospitare 33 suite, 56 camere e 10 residenze esclusive, un ristorante toscano e uno giapponese, oltre a un bar con piscina sulla terrazza in cima all’edificio. Ma adesso, all’orizzonte, c’è il pericolo che le ex Officine Grandi Riparazioni delle Ferrovie dello Stato, un’area di otto ettari tra la stazione Leopolda e le Cascine, tre anni fa venduta a un fondo lussemburghese che intende farvi una trasformazione residenziale e ricettiva, siano oggetto di nuovi “stravolgimenti” senza tener conto del contesto urbano fiorentino. Le famiglie storiche di Firenze, a firmare l'appello rivolto alla sindaca Sara Funaro e all'assessora comunale all'Urbanistica Caterina Biti, per chiedere che al posto delle ex Ogr venga fatto un parco sul modello del Kulturforum di Berlino, sono Rezia Corsini Miari Fulcis, Filippo Corsini, Sabina Corsini, Francesca Carrara Screti, Claude d'Orléans (la prima moglie del Duca Amedeo di Savoia-Aosta) che adesso vive tra Firenze e il Borro dei Ferragamo, Stefano Dalgas, Giorgio della Seta, Marco Geddes da Filicaja, Ginevra Marchi, Elisabetta Pandolfini, Idanna Pucci, Corso Rucellai, Fabio Sanminiatelli, Ginevra Sanminiatelli, Giorgio Galletti, l’architetto e urbanista Roberto Budini Gattai, tra i più agguerriti agli scempi fiorentini degli ultimi anni. Nomi ti tutto conto, che includono non solo la Firenze dell’aristocrazia, come i Corsini, Pucci, Sanminiatelli, Rucellai, Geddes da Filicaja ma anche della cultura come Budini Gattai, Dalgas, Marchi, Galletti. Tutti preoccupati «per poter cercare di salvare almeno quello che non è ancora del tutto perduto»: A farsi portavoce del gruppo è l’architetto Roberto Budini Gattai, non nuovo a questo tipo di proteste pacifiche e legittime: il professore di Urbanistica dell’Università di Firenze ricorda che alle ex Ogr, oltre a capannoni moderni da demolire ci sono di monumentali da salvare, attorno ai quali potrebbe nascere «un parterre vegetale, disegnato e alberato per manifestazioni che alleggeriscano le piazze del centro». Budini Gattai, nella conferenza stampa organizzata a palazzo Corsini, fa una “lezione” di urbanistica: «Non si può riempire tutto, il vuoto è l'unico modo per recuperare la città in un'area che sarà l'ombelico di Firenze. E dobbiamo smettere di scrivere la città scheda per scheda, dobbiamo recuperare una visione complessiva dell'urbanistica che preveda anche spazi non edificati. Altrimenti, senza vuoti, quanto costruito perderà valore». La proposta a Palazzo Vecchio è una moratoria per recuperare l'area delle ex Ogr, dando in permuta ai proprietari la sede dell'ex Sip di viale Guidoni, vuota da decenni. All'appello si unisce però la collera: «Il Cubo Nero, le ex Ogr e tanti altri interventi, tutto è collegato: è violenza fatta sugli spazi, ma anche sui fiorentini». Di Andrea Cianferoni