Le foibe e gli usi ideologici della memoria storica: quando la memoria diventa progetto politico del presente

Alcune considerazioni Controvento sulla giornata delle Foibe

Oggi ricorre il giorno della memoria relativa all'orrore delle Foibe. Giusto ricordare, naturalmente: soprattutto, giusto ricordare le vittime della tragedia, facendo valere quello che mi piace definire lo scopo paideutico della memoria, volto a fare sì che le atrocità del passato non si ripetano mai più. Profondamente sbagliato, invece, è l’uso ideologico della memoria, così come troppo spesso viene fatto valere tanto in relazione alla tragedia dei lager nazisti quanto a quella delle Foibe titine. Per uso ideologico della memoria intendo l'incorporamento delle tragedie storiche in un programma politico, che finisce per annettere le vittime degli orrori del passato in un impianto ideologico del presente e, in tal guisa, finisce altresì per fare violenza alle vittime stesse. Sotto questo riguardo, l'uso ideologico della memoria delle Foibe figura oggi come la risposta uguale e contraria all'uso ideologico della memoria dei lager nazisti: come la sinistra neo-liberale usa i lager a mo' di clava morale contro la destra neoliberale, così la destra neoliberale, già da diversi lustri, utilizza le Foibe titine come clava morale contro la sinistra neoliberale. In questo modo, come ricordavo, le vittime vengono strumentalizzate e, di più, uccise una seconda volta, poiché sono piegate a un progetto ideologico del tutto estraneo alla loro vicenda. Oltretutto, la contrapposizione ideologica dei due generi di memoria non fa altro che rinsaldare l'ordine liberale dominante: mentre la sinistra accusa di fascismo la destra rinfacciandole i lager, e mentre la destra accusa di comunismo la sinistra rinfacciandole le Foibe, la classe dominante e il blocco oligarchico neoliberale continuano indisturbatamente esercitare la propria dominazione di classe. Per non tacere poi del fatto che, quanto a tragedie storiche, il capitalismo liberale non ha nulla da insegnare a nessuno: basti ricordare il fatto che oggi ricordiamo, giustamente, le Foibe e i lager con apposite giornate della memoria ma non facciamo altrettanto per le due bombe atomiche sganciate dalla "più grande democrazia del mondo". Anzi, si dice vergognosamente che lo sgancio delle due bombe atomiche fu un gesto doloroso ma necessario. Insomma, bene la memoria storica, ma non la si pieghi agli usi ideologici del presente.

di Diego Fusaro