LEE MILLER: donna d’avanguardia capace di coniugare stile e bellezza con la fotografia, attraversando i circoli degli artisti e delle menti geniali fino a confrontarsi con l’abisso della guerra e la complessità della diplomazia politica
TORINO – Lee Miller. Opere 1930-1955: il segno indimenticabile di una fotografa tra arte e storia al CAMERA- Centro Italiano per la Fotografia di Torino
La mostra “Lee Miller. Opere 1930-1955”, curata da Walter Guadagnini, riunisce oltre 160 immagini provenienti dai Lee Miller Archives, molte delle quali pressoché inedite, per offrire al pubblico una lettura profonda e articolata del lavoro e della personalità della fotografa americana.
Il percorso espositivo, visitabile fino al 1° febbraio 2026 a Torino, esplora gli anni cruciali della carriera di Miller, dagli esordi tra Stati Uniti ed Europa agli anni della maturità artistica. Attraverso scatti che vanno dal surrealismo alla fotografia di moda, fino al potente reportage di guerra, la mostra racconta una figura poliedrica e in continuo divenire. Tra i punti salienti figurano immagini che documentano la Londra sotto i bombardamenti e la liberazione dei campi di concentramento, testi visuali che coniugano sensibilità estetica e testimonianza storica.
L’esposizione segna anche l’avvio delle celebrazioni per il 10° anniversario di CAMERA, accompagnata da un ricco programma di iniziative educative e di approfondimento rivolte a pubblici diversi. La rassegna si propone così come un’occasione unica per riscoprire il contributo fondamentale di Miller alla storia della fotografia e il suo sguardo capace di fondere arte e impegno civile.
La vita di Lee Miller è stata un’esplosione di libertà e coraggio: modella, artista surrealista e fotoreporter di guerra, ha attraversato il Novecento lasciando immagini che ancora oggi interrogano la coscienza del mondo. Con il suo sguardo lucido e inquieto, ha trasformato l’esperienza femminile in materia artistica, rompendo ruoli e convenzioni con una curiosità feroce e mai addomesticata. Ci ha lasciato un’eredità fatta di fotografie iconiche, scelte radicali e di una lezione potentissima: vivere senza chiedere permesso, osservando tutto, anche l’orrore, con intelligenza e umanità.