QS World University Rankings 2026 Europe, Politecnico 1º tra le università italiane ma scivola al 45º, altre 3 italiane tra le prime cento
Nunzio Quacquarelli, presidente e fondatore di QS: "L’Italia ha perso quasi 100.000 laureati di età compresa tra i 25 e i 35 anni nell’ultimo decennio, una minaccia diretta alla produttività e alla crescita"
QS World University Rankings Europe 2026, Politecnico è 1º tra le università italiane ma scivola al 45º posto; altre 3 italiane tra le prime cento. Per la classifica mondiale il Politecnico si colloca al 98º posto, prima università italiana a classificarsi all'interno delle 100 migliori università mondiali. Alle spalle del Politecnico, tra le prime 100 nella classifica europea, l’Alma Mater di Bologna, che passa dal 48º al 59º posto; poi Roma Sapienza (77ª) e Padova (92ª). Tor Vergata entra tra le prime 150 grazie a una scalata di ben 17 posizioni.
Il nostro Paese vede aumentare del 25% i propri piazzamenti, raggiungendo il quarto posto per presenze nella classifica redatta dagli esperti di QS Quacquarelli Symonds, dopo Regno Unito, Turchia e Germania. Delle 65 università italiane censite, 51 erano già presenti nell’edizione precedente. Di queste, 14 salgono in classifica, 35 scendono e due rimangono stabili. Così il nostro Paese registra un tasso netto di calo del 41%, il quarto più alto in Europa tra i Paesi con 10 o più istituzioni classificate, dietro Slovacchia, Ucraina e Francia.
Passando alle 14 nuove entrate del QS World University Rankings: Europa 2026, due si piazzano tra i primi 500: Università di Cagliari (482ª) e Cassino e del Lazio Meridionale (491ª). L’Università di Catania registra un importante miglioramento salendo di 56 posizioni al 301º posto. Fa meglio anche Genova, che scala 20 gradini e si piazza 204ª.
Il ranking complessivo vede trionfare l’Università di Oxford, che era terza nel 2025 e scalza l’ETH di Zurigo sceso al secondo posto. Sul terzo gradino del podio, Imperial College di Londra a pari merito con UCL; Cambridge cala dal quarto al quinto posto. Oltre al Regno Unito, top ten solo per Svizzera e Francia.
San Raffaele al terzo posto per la ricerca
Il ranking QS è importante perché evidenzia la solidità delle università italiane in alcuni ambiti fondamentali. Come per esempio nella ricerca, misurata da articoli pubblicati per ogni ricercatore: 11 atenei italiani entrano nei primi 50, con l’Università Vita-Salute San Raffaele al terzo posto tra i top 10.
Per quanto riguarda l’internazionalizzazione, il quadro è molto più complesso. Pur mancando dalla top 100 per docenti e studenti internazionali, abbiamo delle eccellenze per quanto riguarda gli scambi: quarto posto assoluto per incoming (quattro atenei nei primi 50), mentre guidiamo gli outgoing con sette università nelle prime 50 e due (Cattolica del Sacro Cuore, Venezia Ca’ Foscari) nelle prime cinque.
Gli stessi temi sono evidenziati anche da Nunzio Quacquarelli, presidente e fondatore di Qs, secondo il quale questo squilibrio riflette "un più ampio allarme demografico ed economico: l’Italia ha perso quasi 100.000 laureati di età compresa tra i 25 e i 35 anni nell’ultimo decennio, una tendenza che, secondo il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, unita al calo dei tassi di natalità, potrebbe rappresentare una minaccia diretta alla produttività e alla crescita. Per l’Italia, la sfida consiste nel trasformare il successo accademico in posti di lavoro, innovazione e fidelizzazione dei talenti".