L'Ambasciata di Monaco a Roma ha riunito l'Assemblea Generale dei Sindaci dei Siti Storici Grimaldi di Monaco in Italia

L'Ambasciata di Monaco in Italia, guidata da S.E. Anne Eastwood, ha ospitato per il terzo anno consecutivo l'Assemblea Generale dei Sindaci dei Comuni aderenti dei "Siti Storici Grimaldi di Monaco" in Italia

L'Ambasciata di Monaco a Roma ha riunito l'Assemblea Generale dei Sindaci dei Siti Storici Grimaldi di Monaco in Italia

L'Ambasciata di Monaco in Italia, guidata da S.E. Anne Eastwood,  ha ospitato per il terzo anno consecutivo l'Assemblea Generale dei Sindaci dei Comuni aderenti dei "Siti Storici Grimaldi di Monaco" in Italia. Ormai federazione di 46 comuni in tutta la penisola, l'associazione italiana presieduta dal Sindaco di Dolceacqua, Fulvio Gazzola, si contraddistingue per il dinamismo delle sue iniziative volte a evidenziare il patrimonio comune di questi ex feudi. Li raccoglie intorno a progetti culturali, sportivi o ambientali, tra l'altro, portando visibilità e progresso basati sui forti valori oggi incarnati dal Principe Alberto II e Monaco. Rivolgendosi ai Sindaci presenti, compresi quelli delle città vicine ben note come Genova o Ventimiglia, ma anche provenienti da altre regioni del sud Italia, S.E. Anne Eastwood ha ribadito la vicinanza e l'attaccamento del Principato a questa "grande famiglia monegasca" su cui l'associazione ha la missione di operare sul territorio italiano. Questo impegno si tradurrà nel 2026 attraverso nuove iniziative del Principe Alberto nei comuni che hanno recentemente aderito alla rete, oltre che attraverso l'organizzazione di un evento a Roma volto alla scoperta di questi siti di interesse e della ricchezza del loro patrimonio culinario. La famiglia Grimaldi di Monaco viene da tutti ricondotta al Principato, ma, con i suoi 700 anni di storia, è legata a più di 150 diverse località francesi, italiane e spagnole a seguito di alleanze, accordi diplomatici e matrimoni, i cosiddetti Siti storici Grimaldi di Monaco. Nel 2015 da un’iniziativa del Sindaco di Mentone, Jean-Claude GUIBAL, e di SAS il Principe Alberto II di Monaco, nasce la Association des Sites historiques Grimaldi de Monaco. Successivamente, il Principe stesso decide di creare diverse associazioni a carattere nazionale al cui vertice è costituita la Federazione dei Siti Storici Grimaldi di Monaco con sede nel Principato. Per questo, il Sindaco di Dolceacqua Fulvio Gazzola, già vicepresidente dell’Associazione francese, riceve da Palazzo il mandato di predisporre la costituzione dell’Associazione italiana: ad inizio 2020 viene pertanto costituita l’Associazione Siti storici Grimaldi di Monaco in Italia. L’Associazione, il cui presidente onorario è proprio il Principe Alberto di Monaco, ha lo scopo di riunire in un percorso, segnato da un forte legame storico e culturale, tutti i Comuni che nella loro storia hanno avuto un rapporto con la famiglia Grimaldi di Monaco. Partendo da questo legame, si propone quindi di costruire un progetto di cultura e promozione turistica, che grazie al Principato regala una visibilità di respiro internazionale ai luoghi ed ai prodotti tipici dei Comuni associati. Ad esserne coinvolti nel progetto, per ragioni diverse, i sindaci, nonché gli abitanti dei Comuni e, in particolare, i produttori, gli artigiani e le eccellenze del territorio. Per tutti, un elemento distintivo, ossia l’attaccamento al Principe Sovrano monegasco che, per premiarli, ha concesso sia etichette distintive che possono essere apposte ai loro prodotti tipici, che pannelli segnaletici su cui spicca il logo di questo circuito internazionale principesco dalle innumerevoli opportunità. L’Associazione pone anche uno sguardo molto attento al futuro, attraverso progetti di tutela ambientale nei confronti dei quali anche il Principato, ed in particolare SAS il Principe Alberto II di Monaco in persona, sono molto sensibili. SAS il Principe Alberto II di Monaco sostiene ogni evento realizzato e non manca di visitare queste località, donando ulteriore visibilità, per ripercorrere la storia della sua famiglia. La nobile famiglia Grimaldi, originaria della Francia, si trasferì a Genova nel 1070 con Inigo Grimaldo. Nel capoluogo diversi casati si riunirono sotto il nome di Grimaldi e divennero una delle famiglie più potenti di Genova, poi a capo della fazione politica dei Guelfi, che sosteneva gli interessi del Papa e si opponeva ai Ghibellini, che invece appoggiavano il Sacro romano impero germanico. Ma alla fine del XIII secolo, subirono una sconfitta e, cacciati da Genova, tentarono di conquistare territori meno ostili dando origine di fatto ai vari rami della famiglia. Furono questi gli anni di Lanfranco, uomo politico genovese, dei figli Ranieri(I), rinomato uomo d’arme ed ammiraglio e Bartolomeo dal quale originò il ramo calabrese, ma soprattutto di Francesco detto “Malizia”. Fu proprio quest’ultimo che con un astuto piano (che gli valse il soprannome), travestendosi da frate francescano in cerca di asilo con altri compagni, tra cui il cugino Ranieri I, riuscì ad impossessarsi della fortezza genovese per la prima volta nel 1297. Lo stemma di casa Grimaldi di Monaco infatti, per celebrare l'impresa di Francesco Grimaldi, riporta due frati francescani armati di spada. Nel 1400 iniziò un processo di riconoscimento esterno e, essendo il territorio piccolo ma ambito, una continua ricerca di alleanze e di protezione. Prima fu la volta del Duca di Savoia e del Re di Francia, poi nel XVI secolo fu la Spagna di Carlo V a riconoscere la sovranità del Signore di Monaco e a suggellare il protettorato. Come ricompensa per la fedeltà alla Spagna, i Grimaldi ottennero il titolo di marchesi sulla città di Campagna, conti su Canosa (di Puglia), signori su Terlizzi, Monteverde, Ripacandida e il castello di Garagnone, tutti in amministrazione feudale e posti in varie province del vicereame di Napoli. Onorato II si proclamò primo principe sovrano di Monaco nel 1612. Questo fatto segnò, politicamente, il passaggio sotto l’egida della Francia (1641), alla quale la casata si legò in modo duraturo. Tramite questo legame i Grimaldi si videro riconoscere, da parte della corona francese, importanti feudi nell’entroterra. Dopo la Rivoluzione francese, il Principato viene riannesso alla Francia, ma dopo la restaurazione, i Grimaldi recuperano i loro titoli e i loro territori sotto la protezione del Re di Sardegna. Sarà l’imperatore Napoleone III che, dopo l’acquisizione francese della contea di Nizza, concederà l’indipendenza al Principato dando inizio ad un'era molto florida che porterà il Principato ai fasti che oggi conosciamo. La gens dei Grimaldi, nel corso dei secoli, si ramificò in varie zone di Italia ed ebbe delle discendenze anche in altre zone d’Europa. Vi sono stati rami di Sicilia con titolo di principi di Xirumi da cui il ramo cadetto modicano dei Baroni di Calamenzana, di Spagna, di Bologna, di Carignano e di Genova. Vi furono inoltre il ramo di Londra, detto dei Marchesi Grimaldi di Belforte, quelli del Lazio e della Corsica, che compaiono nel XIII secolo nell’Ifriqiya, quello di Boglio, che nel XVI secolo annoverò un governatore di Nizza ed i cui membri vissero per secoli come feudatari di Casa Savoia, ed altri minori come quelli del ramo Messimeri Grimaldi in Campania a Torre Annunziata, Cava e Nocera. E ancora Roccapiemonte, Reggio Calabria e Napoli, Gioia, Terranova, Policoro, Monte Sant’Angelo, Scigliano, Catanzaro. Oggi questi territori rafforzano il loro legame tra loro con il percorso dell'Associazione Siti Storici Grimaldi.