Nel cuore della tradizione spirituale indiana, una festa solare diventa chiave di lettura universale della crisi contemporanea tra ego, potere e perdita della luce interiore
Makar Sankranti, la festa del calendario indiano che unisce il “cambio di direzione” del Sole ad un invito universale alla crescita interiore e spirituale
Dal Sole che entra ( Shankranti = si sposta) nel segno del Capricorno (Makara) alla coscienza che si risveglia: Sankranti come simbolo universale di trasformazione interiore, luce spirituale, responsabilità morale e superamento dell’ego nell’insegnamento di Shri Mataji Nirmala Devi
Nel cuore della tradizione spirituale indiana, una festa solare diventa chiave di lettura universale della crisi contemporanea tra ego, potere e perdita della luce interiore
La festa astronomica indiana dello Shankranti, il “cambio di direzione” del Sole che entra nella costellazione del Capricorno una occasione di crescita interiore spirituale
Dal Sole che entra nel segno del Capricorno (Makara) alla coscienza che si risveglia: Sankranti come simbolo universale di trasformazione interiore, luce spirituale, responsabilità morale e superamento dell’ego nell’insegnamento di Shri Mataji Nirmala Devi
Nel calendario spirituale indiano, la festa dello Shankranti racchiude in sé il principio simbolico della trasformazione spirituale. Il termine deriva da Shankraman e indica un passaggio, un cambiamento di direzione, un mutamento che riguarda non solo il cosmo ma soprattutto la coscienza umana.
Dal punto di vista astronomico, la ricorrenza della festa dello Shankranti coincide con il momento in cui il Sole inizia il suo movimento verso l’emisfero nord. Ma astrologicamente, quando si dice che “il Sole cambia direzione”, non si intende propriamente un’inversione fisica, si indica, invece, l’ingresso del Sole in una nuova qualità del tempo. In questo passaggio, il Sole entra nel segno del Capricorno (Makara), simbolo di responsabilità, maturità e struttura.
In termini astrologici, l’energia solare diventa meno espansiva e più concentrata la quale non spinge a brillare, ma a orientarsi; non invita all’esibizione, ma alla stabilità interiore. È il passaggio dall’impulso alla direzione, dal calore dispersivo alla luce che ordina. Per questo, nella tradizione indiana, il movimento del Sole verso nord (Uttarayana) è letto come un ascesa della coscienza, non come un semplice fenomeno stagionale.
È in questo contesto che si colloca l’insegnamento di Sri Mataji Nirmala Devi, che interpreta la festa dello Shankranti come un invito rivolto ad ogni essere umano a non limitarsi a osservare la luce esterna a sé stessi, ma a riceverla dentro di sé.
Creatività, amore e luce
Il fondamento di ogni autentica creatività, afferma Sri Mataji Nirmala Devi, è l’amore. Non esiste creazione che duri nel tempo se non nasce da un movimento che supera l’ego e si orienta verso il bene collettivo. Ciò che non termina nell’amore si consuma, si avvolge su se stesso, scompare. Il tempo conserva solo ciò che possiede vibrazione, cioè verità interiore ed amore.
Questo vale per l’arte, per la scienza, per la cultura e per le civiltà. Anche ciò che appare potente o innovativo, se non è sostenuto da una dimensione di amore e purezza, non resiste all’impatto del tempo atteso che la luce autentica non è spettacolare ma è silenziosa, nutriente, stabile.
L’Occidente e il Sole: una proiezione esterna
In questo quadro, l’Occidente appare come una civiltà profondamente “solare”, orientata alla luce, al progresso, alla visibilità, alla conquista. Eppure, proprio questa insistenza sulla luce esterna rivela una mancanza di luce interna. Quando il Sole non è stabilizzato interiormente in termini di conoscenza di sé stessi, chiarezza morale, equilibrio emotivo, coscienza spirituale, lo stesso viene cercato fuori proiettandolo nel successo, nel dominio, nel potere.
L’adorazione del Sole diventa allora una compensazione. È una luce che abbaglia, ma non riscalda l’anima. La vera luce, insiste Sri Mataji Nirmala Devi, non è quella che colpisce gli occhi, ma quella che illumina il proprio sé spirituale.
Calore, collera e disciplina interiore
Il Sole non dona solo luce, ma, come tutti sanno per esperienza diretta, anche calore. Questo calore è indispensabile alla vita rendendo possibile tutte le manifestazioni della vita sulla terra. Tuttavia, nell'essere umano se il principio solare non è interiormente equilibrato, può generare irritabilità e collera.
Per questo la festa dello Shankranti richiama anche alla dolcezza, poiché quando l’energia solare aumenta interiormente, la risposta umana deve essere più mite, non più aggressiva. Anche perchè tra i nemici interiori dell’essere umano, la collera è il più distruttivo, sintomo evidente che l’energia solare non è governata ma subita.
Astrologicamente, questo periodo non favorisce l’esuberanza, ma il controllo dell’ego. È un tempo che chiede disciplina, responsabilità e capacità di reggere la luce senza esserne bruciati.
Gesù, moralità e tradimento della luce
Nel centro del Sole interiore, riposto nel sesto chakra secondo gli insegnamenti di Shri Mataji Nirmala Devi, è collocata la figura di Gesù Cristo. Questo implica una conseguenza precisa: senza purezza e moralità, la luce non può stabilizzarsi.
La moralità non è moralismo, ma integrità. È coerenza tra ciò che si è, ciò che si pensa e ciò che si fa. Quando questa dimensione viene relativizzata o ridotta a opinione personale, la luce perde forza e la spiritualità diventa ideologia. È in questo senso che Sri Mataji parla di un tradimento del messaggio cristico: non per mancanza di invocazioni, ma per assenza di trasformazione reale interiore.
L’ego come ostacolo alla luce
Il principale ostacolo alla luce interiore è l’ego il quale instilla in ogni essere umano l’illusione di essere l’autore di ciò che accade. L’ego, purtroppo, si manifesta come dominio, come razionalità arida, come auto-esaltazione spirituale o come volontà di sottomettere gli altri alle proprie verità. In ogni caso, l’esito è lo stesso: la luce interiore viene oscurata.
Particolarmente insidioso è l’ego che parla di sé, che si mette in mostra, che costruisce un’identità autoreferenziale. Questo atteggiamento interiore ispessisce la coscienza e la rende impermeabile alla verità.
Dal “io” al “noi”: la svolta richiesta
La soluzione proposta è semplice e radicale: passare dall’“io” al “noi”. Non come formula retorica, ma come priorità interiore. Quando l’individuo smette di porsi al centro di tutto, la propria coscienza diventa permeante, capace di nutrire senza dominare.
La vera spiritualità, pertanto, non impone ma permea, come la musica che entra senza forzare. Sri Mataji Nirmala Devi usa un’immagine essenziale protagonista di una sua poesia scritta alle elementari: diventare una particella di polvere, leggera e profumata, capace di arrivare ovunque senza peso.
Il senso profondo di Shankranti
L'evento astronomico celebrato con la festa dello Shankranti, quindi, non è una data da ricordare, ma una condizione da raggiungere interiormente. Il Sole cambia direzione nel cielo; l’essere umano è chiamato a cambiare direzione dentro di sé.
Astrologicamente, è il tempo in cui la luce non serve a espandere l’ego, ma a trascenderlo. Spiritualmente, è l’invito a trasformare il calore in fiducia, la luce in coscienza, la forza in stabilità.
In un’epoca segnata da reazioni violente, leadership narcisistiche e spiritualità spettacolarizzata, il messaggio della festa dello Shankranti resta di sorprendente attualità ossia che la vera luce non si mostra in esibizioni esteriori, ma si alimenta interiormente.