Dal 9 gennaio a Catanzaro apre la mostra Autorotella, omaggio a Mimmo Rotella in occasione dei 20 anni dalla sua scomparsa
Dal 9 gennaio al 29 marzo 2026 nella Casa della Memoria di Catanzaro sarà visitabile la mostra Autorotella sul lavoro sull'autoritratto di Mimmo Rotella, padre del décollage
Dal 9 gennaio a Catanzaro apre la mostra Autorotella, omaggio a Mimmo Rotella, l’inventore del décollage nel 1953, in occasione dei 20 anni dalla sua scomparsa.
La Fondazione Mimmo Rotella rende omaggio all'artista con questo progetto espositivo, a cura di Alberto Fiz, in programma dal 9 gennaio al 29 marzo 2026. Le opere sono esposte nella Casa della Memoria di Catanzaro, la casa-museo dove l'artista è cresciuto accanto alla madre modista e che, nel 2005 – un anno prima della sua morte – ha aperto le porte al pubblico. Grazie alla Fondazione, la mostra è arricchita da preziose testimonianze. Il titolo fa riferimento all'autobiografia dell'artista, che racconta in forma diaristica gli avvenimenti che lo hanno coinvolto tra il 1966 e il 1970.
Le opere selezionate sono autoritratti che coprono un arco temporale dal 1969 al 1999, mettendo in dialogo parola e immagine e ripercorrendo una fase fondamentale della sua ricerca artistica. L'esposizione propone un'indagine sul maestro del décollage attraverso la disseminazione della propria immagine. Le opere vanno dalla tela emulsionata Autoportrait al ritratto su lamiera Autoritratto napoleonico, dove décollage e pittura trasformano il volto in maschera, fino ai ritratti con la figlia Asya, alle sculture in bronzo e ai disegni caricaturali. Nel caso di Rotella, la pratica dell'autoritratto è parte di un sistema complesso di significati, in cui il suo volto può essere strappato, manipolato, ridipinto o reso iconico attraverso la maschera.
Secondo Alberto Fiz, curatore della mostra: "Mimmo Rotella ha anticipato il mondo dei media e dei social con uno sguardo sempre provocatorio e mai compiacente, distinguendosi nettamente dalla Pop Art americana. La sua è una linea europea che mette tutto in discussione: non c’è celebrazione, non c’è staticità. Per questo, nella Casa della Memoria – luogo legato alla sua vita – la Fondazione ha voluto celebrarlo partendo dai suoi autoritratti"