Da Monroe a Trump l'isolazionismo americano e l'Europa. Ecco il nuovo "ordine" mondiale
L'analisi della segretaria dei Repubblicani Europei Luciana Sbarbati
James Monroe,quinto presidente degli Stati Uniti d'America,nel 1823 enunciava la sua "DOTTRINA"
Inviando in tal modo un messaggio chiaro alle potenze europee di astenersi ad intervenire in quell'emisfero ,ad eccezione che per i territori coloniali che ancora appartenevano a loro.
In seguito pero' la Francia,la Spagna e il Portogallo verranno comunque via via scacciate dai territori che possedevano ,mentre agli Inglesi sara' concessa la permanenza in Canada e alle Maldive.
La "DOTTRINA" venne interpretata come una accettabile proposta di spartizione del mondo:l'America agli americani,l'Europa agli europei,l'Asia Orientale e il Pacifico sotto il controllo degli USA e l'Asia Occidentale e l'Africa sotto l'influenza delle potenze europee.
Successivamente pero' la Spagna venne espulsa dal continente americano ,mentre il Regno Unito inizio' a costruire rapporti diretti con gli USA sulla base di comuni interessi finanziari e mercantili.Nasceva così il "blocco anglosassone",di certo non amico ,ma ostile all'Europa ,che in seguito con il presidente Wilson attuerà una serie di riforme che avevano come principale obiettivo la privatizzazione del sistema bancario e una assimilazione del modello finanziario inglese.
Nel 1913 nasceva così la Federal Reserve che ,come la Bank of England britannica ,era posseduta da soggetti privati . Entrambe avevano il diritto esclusivo di battere moneta nazionale e prestarla ai governi.
Con la presidenza Wilson il mondo della finanza abbandonava il Partito Repubblicano e abbracciava il Partito Democratico ,con l'obiettivo di collegarsi con altre potenze finanziarie e di espandersi oltre le frontiere disegnate dalla DOTTRINA MONROE
Nasceva il colonialismo economico americano che ,mentre lasciava campo libero agli inglesi nei loro domini afroasiatici, concentrava i suoi obiettivi sul ricco mercato europeo di paesi civili e sviluppati,mentre ,per contro ,il neocolonialismo europeo si indirizzava verso paesi arretrati ,poveri di strutture democratiche.
La grande occasione per abbandonare la storica politica isolazionista ,molto radicata nel popolo americano,si presento 'agli USA nel 1914 con l'attentato di Sarajevo. Il neutralismo assoluto,difficile da abbattere ,venne abilmente smontato da Wilson dopo l'affondamento da parte della Germania del cargo "Vigilantia " con tutto il suo equipaggio ,che scateno 'una forte indignazione nel mondo politico americano,per cui fu piu' facile per il Presidente chiedere al Congresso di votare l'entrata in guerra degli USA che avvenne nel 1917.
La scelta della guerra fu sapientemente propagandata ,condita da nobili ideali di libertà ,lotta alle dittature,pace ,che Wilson declino' nei suoi "Quattordici punti" (un refrain che l'America ha sempre ripetuto in tutti i conflitti armati che ha ingaggiato poi nel mondo ,fino al recente intervento militare in Venezuela) con i quali definiva anche le direttrici della pax americana ,alla quale vinti e vincitori avrebbero poi dovuto sottostare ,che ,di fatto ,favoriva il passaggio della produzione e dei capitali americani in Europa. La storia di questi giorni che sbandiera "America first" ritornata questo passato.
Oggi Trump ha nelle sue mani la forza armata piu' potente e piu 'efficiente del mondo e ha voluto dimostrarlo con quella che ha definito "una brillante operazione chirurgica,"con la quale le forze speciali americane hanno prelevato e deportato il dittatore Maduro dal Venezuela per processarlo per la tragica mole dei suoi crimini ,per il traffico di droga e per la persecuzione crudele contro i suoi oppositori, ai quali aveva scippato il governo del Paese dopo che avevano democraticamente vinto le elezioni.
Non gli basta pero' lo spregiudicato uso della forza ,che ha inesorabilmente schiacciato il diritto internazionale con la violazione della sovranità di uno stato,anzi rilancia con spocchia provocatoria le sue mire espansionistiche verso l'Europa,l'Iran,la Colombia,Cuba,infischiandosi delle regole della Diplomazia.
Tutto questo ha pero' una motivazione che non e' solo il petrolio venezuelano,o la via artica per l'Europa,perche'il passaggio sicuro a nord da una Groenlandia americana taglierebbe le unghie commerciali della Cina verso il nostro continente,in quanto piu' breve e piu' sicura di Suez,ma anche di mostrare i muscoli ai suoi veri competitor per la governance globale del pianeta.
A differenza del presidente Wilson,Trump ha agito senza passare per il Congresso USA con la dichiarata e duplice motivazione della"lentezza e inaffidabilita' del Congresso"stesso.
Per carita',nessun dubbio sul giudizio da dare a Maduro,ne 'su quello nei confronti dell'oligarchia venezuelana che ha schiacciato i diritti del popolo senza ritegno,ma ignorare con tracotanza i riti costituzionali ,ponendosi al mondo come decisore unico ,lasciando il mondo sbigottito di fronte alla plateale dimostrazione di un Presidente che continua ad esaltare la sua persona ritenendosi al di sopra di tutti,dell'ordinamento,delle leggi,dell'ONU del suo stesso popolo non e' accettabile.
Forse siamo vicini ad una nuova versione Yalta di nuovi diritti e delle reciproche zone di influenza basate pero' solamente sulla forza, che cancellano pericolosamente la sacralità del diritto internazionale; siamo di fronte a un tragico teatro di prove muscolari,a concordate non interferenze reciproche ,che tentano di rallentare la corsa della Cina e dell'India,a un provocatorio tentativo di ridimensionare il ruolo elitario dell'Europa ,percepita come fabbricatrice di diritti ormai poco utili al nuovo mercatismo e alle leggi della finanza internazionale.
Ciò che ci fa ben sperare per il domani e' che l'Europa sembra aver ben compreso che l'ombrello protettivo degli USA e' stato chiuso con l'elezione di Trump e la vittoria in America della sua linea isolazionista ,che ha segnato una profonda discontinuità rispetto al passato recente.
Oggi abbiamo ritrovato il Regno Unito in chiave europea,una Germania con un diverso senso e concetto dell'Europa, una Francia e soprattutto una Italia consapevoli di dover operare assieme, perche'il diritto senza la forza e' troppo debole ,come la forza senza il diritto e' prevaricazione.
Speriamo che tutto questo confuso,pericoloso e turbolento momento politico internazionale ,scandito da insensate guerre imperialiste, ci avvii senza titubanze sulla via maestra di una Europa politica, che abbia anche capacita' militare per difendere i valori per i quali e' nata: liberta', democrazia, autodeterminazione dei popoli.
Luciana Sbarbati