La Poesia civile quale ossigeno per l'anima e per l'Italia. In margine alla nuova collana del Prof. Giuseppe Langella
Giovedì 8 maggio alla Pinacoteca di Brera si presenta "Sfilata d'alti modi. Ritratti poetici di figure esemplari"
Giovedì alle 17 alla Pinacoteca di Brera in Sala Bassetti il Prof.Giuseppe Langella dell'Università Cattolica di Milano presiederà la presentazione di una nuova collana di poesia civile da lui curata per "La Scuola di Pitagora editrice". Perchè questo evento è importante? Perchè oggi non c'è più nulla di più necessario della Poesia con la P maiuscola, di quella "poesia al cubo" che è la Poesia civile, cioè quella poesia non che non ha paura di confrontarsi con il mondo, di sfidarlo e di vincerlo. E' la Poesia civile che può salvare la nostra coscienza e la poesia stessa. Salvarci dal narcisismo, dall'alienazione di massa, dal ripiegamento sulla nostra mediocrità, dalla rassegnazione all'assenza di prospettiva e di spessore esistenziale e sociale. Quella poesia che vuole celebrare l'Ideale proprio perchè non lo vede testimoniato e vissuto, che vuole andare oltre l'ego e i suoi bisogni di consolazione. Il tono fiero delle poesie di Lidia Sella, l'autenticità intima di Angelo Gaccione, la dolcezza appassionata di Claudio Damiani, la franchezza luminosa di Alessandro Magherini, l'asciuttezza eroica di Umberto Piersanti il sapiente delirio fantasmagorico di Nina Nasilli, lo slancio mitico di Renato Minore, tra i molti altri autori che con le loro poesie musicali, fiere, epiche e vitali celebrano figure a loro modo altrettando poetiche: da Ghandi a Ida Magli, da Carlo Cassola a David Maria Turoldo e molti altri spiriti luminosi. La Poesia della parola che canta la poesia della vita e ci aiuta a comprendere come la Poesia civile sia il fuoco più profondo e più antico della poesia italiana: dall'amore per l'Italia di Jacopone da Todi e di Petrarca al simile amore di Alfieri, Foscolo, Leopardi, D'Annunzio. Mai è cessato questo filo rosso, questo fiume carsico che tutto assorbe, affronta e trasfigura. Questo è quello che chiedeva Nietzsche all'arte: rifiutare la consolazione come la decorazione. Questo voleva Roberto Calasso quando parlava di "classico" come sintesi di neoclassico e barbarico, cioè congiunzione di forma aionica e vitalità istintiva, attuale. C'è più vita nell'alta poesia che in qualsiasi altra forma di vita. La Poesia civile libera l'espressione umana e artistica dal pudore del linguaggio e dell'interiorità. La lingua italiana è come una donna stuprata ogni giorno. Non è facile amare e offrire fiori ad una donna violentata. La Poesia civile ci riesce, tanto sa amare e tanto segue la sua dedizione. Alla poesia è capitato quello che è capitato alla filosofia: sembra scomparsa essendo venuta meno un'idea e una prassi organica della società quale comunità ma in realtà si è diffusa ovunque, pur velandosi sotto varie maschere: la musica, i video, le performance. Luca Gambardella, uno dei più grandi scienziati sull'Intelligenza Artificiale, da me intervistato due volte, ricorda che la scienza ha bisogno di poeti. E molti altri scienziati lo dicono. Gambardella scrive non a caso come passione sua personale romanzi d'amore. Senza poesia il mondo vacilla, va in necrosi. Senza la folle purezza gratuita e insensata del poetare ci si disintegra. Pinocchio di Collodi è opera poetica e in quanto tale è stata ed è opera fondativa e identificativa per l'Italia. Ha ragione il Prof. Langella: la Poesia civile con la sua vis polemica è uno straordinario "atto di coraggio", "un'urgenza", una "palingenesi". Giuseppe Langella vuole riunire l'etico con l'estetico. Vi sembra opera da poco? L'Italia nasce con la sua lingua e la lingua italiana sorge con la poesia mistica e concreta di Francesco d'Assisi e di Jacopone da Todi. La via poetica è una delle vie più dirette per risvegliare la coscienza nazionale italiana dal suo coma e per riconnetterla con la sua anima profonda. L'Italia è una potenza mondiale in quanto potenza culturale, animica, spirituale. Il resto conta poco, è una mera conseguenza.