Storia de Roma Antica - Capitolo XIII - Cincinnato - Approfondimento storico
APPROFONDIMENTO STORICO AL CAPITOLO XIII - CINCINNATO
Lucio Quinzio Cincinnato (520 a.C. circa – ...) fu console nel 460 a.C. e due volte dittatore, nel 458 a.C. e nel 439 a.C.. La data di nascita non è precisa, ma sappiamo da Tito Livio (IV, 13) che aveva passato gli ottant’anni quando fu proclamato dittatore per la seconda volta. Secondo alcuni storici, Cincinnato si era dedicato ad una vita di agricoltura e sapeva che la sua partenza poteva rendere povera la sua famiglia se in sua assenza i raccolti non fossero stati curati. Secondo Tito Livio, invece, Lucio Quinzio si era visto costretto in un podere di quattro iugeri fuori Roma e oltre il Tevere, i Prata Quinctia, perché gli erano rimaste le sole inalienabili terre di famiglia: aveva dovuto vendere tutti i suoi beni per pagare una pesante cauzione per il figlio. Un giorno Roma ebbe bisogno di lui, dato che il console Lucio Minucio Esquilino Augurino era rimasto assediato all’interno del suo accampamento durante le operazioni di guerra che i Romani avevano portato agli Equi. Nemmeno l’altro console, Gaio Nauzio Rutilo, che pur stava vincendo contro i Sabini, sembrava in grado di fronteggiare la situazione. Nei momenti di grave crisi Roma eleggeva un dittatore con pieni poteri, e per unanime consenso si pensò a Lucio Quinzio Cincinnato: i senatori si recano ai Prata Quinctia dove lo trovano che sta lavorando manualmente la terra e lo pregano di accettare la dittatura. Cincinnato acconsentì e ritornò a Roma attraversando il Tevere su una barca “noleggiata a spese dello Stato”. Il giorno seguente prese in mano la direzione delle operazioni e in poche ore radunò l’esercito e lo condusse con marcia forzata al soccorso dei concittadini assediati nel loro stesso accampamento. Quella stessa notte iniziò la battaglia del Monte Algido che vide gli Equi completamente, anche se non definitivamente, sconfitti. Una volta liberato l’esercito romano, distribuì il bottino ai suoi soldati, depose Lucio Minucio dalla carica di console, e non diede nulla ai soldati soccorsi, avendo rischiato di essere loro stessi preda. Questo non creò malumori, tanto che a Cincinnato venne donata una corona d’oro da una libbra. Poco dopo aver festeggiato il trionfo se ne tornò a lavorare nei campi.
La statua di Cincinnato a Cincinnati (nome dato alla città in suo onore), Ohio, USA