Domenica, 29 Maggio 2022

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Lisa Bernardini: una grande scrittrice e il suo Peter Pan

Interviste dal cuore alla scoperta del fanciullino che é dentro di noi

Di Ivan Rota

14 Maggio 2022

Lisa Bernardini: una grande scrittrice e il suo Peter Pan

La giornalista Lisa Bernardini ha presentato  a Roma il suo libro di interviste dal titolo Tu ce l’hai Peter Pan? Appunti di viaggio in un tempo difficile (Pegasus Edition) presso la sede della Associazione Stampa Estera in Italia. Prefazione a cura del critico e saggista Filippo La Porta. E poi ieri a Milano con Roberto Sarra, critico, scrittore e editore alla presenza di Ronnie Jones, Barbara Enrichi e Michele Piccolo,
Occupandosi di Informazione e anche Pubbliche Relazioni, Lisa Bernardini ha sempre creduto nel potenziale spontaneo degli incontri e lo si percepisce nitidamente quando indossa le vesti di giornalista.
Conoscersi è entrare in una esperienza di scambio, da realizzarsi attraverso un circolo di sensazioni, un gioco di rimandi ed accedendo, insieme all’altro, a quel piccolo mondo misterioso che descrive la poetica degli incontri.
Tu ce l’hai Peter Pan? ha selezionato diciassette “viaggi” più o meno brevi dell’autrice in un periodo complicato da fronteggiare: quello di una imprevedibile emergenza sanitaria che ha sconvolto tutto il mondo. Si parte a Settembre 2020 e si termina a Dicembre 2021. Nel mentre, ecco che i “viaggi” divengono soprattutto opportunità di dialoghi con interlocutori in ascolto e disponibili alla parola. Un interlocutore per ogni “viaggio” selezionato. Sono state raccolte, in questo vagare, semplici conversazioni: domande e risposte. Senza filtri e senza schemi, e volutamente senza la troppa formalità del mestiere giornalistico. Tutto nato per caso e secondo uno stile di approccio personalissimo della intervistatrice. Anche Roberto Gervaso lo sosteneva : La vita è un'avventura con un inizio deciso da altri, una fine non voluta da noi, e tanti intermezzi scelti a caso dal Caso.
Ogni intervista somiglia a una peregrinazione, scandita da frasi significative, altrettanti stazioni di un percorso comune. L’autrice non vuole rivelare anzitempo i nomi dei suoi intervistati - donne e uomini – che appartengono a discipline ed ambiti diversi: musica (leggera, classica, jazz), pittura, cinema, astrofisica, fotografia, letteratura. Non resta che acquistare il volume per entrare dentro il passo di questi originali colloqui. Alla ricerca della leggerezza – lungi dalla superficialità- e di una essenza nascosta che affiori dai dialoghi.
Lisa Bernardini ne anticipa al lettore l’atmosfera : Il gioco di vivere, attimi di scambi, rivelazioni del cuore. Viaggi brevi tra me e chi ho intervistato. Un virus che ha sconvolto il mondo a fare da invisibile spettatore.
Dalla prefazione di La Porta: Un tema percorre come un fil rouge i diciassette dialoghi: la figura di Peter Pan e il mito dell'infanzia. Tema scivoloso ma al tempo stesso fondamentale del mondo contemporaneo. (...) Peter Pan è un ragazzo che decide di non crescere più, di restare sigillato nella sua adolescenza autoprotetta, perché ha paura del mondo degli adulti, percepito come ostile. Si tratta di un personaggio volutamente ambivalente, che rimanda a due possibili accezioni del nostro legame con l''infanzia. Da una parte la nostalgia del puer eternus che abita dentro di noi, di un mondo incantato, fatto di gioco, fantasia, candore, attitudine alla meraviglia. Dall'altra l'incapacità di maturare, di relazionarsi al prossimo, di differire il piacere, un mix di capricciosità, egocentrismo e irresponsabilità.

In queste interviste Peter Pan viene perlopiù citato in quanto simbolo dell'infanzia tradita - dunque dell'infanzia come incanto e tenerezza, capacità di godere dell'attimo presente, e insomma stato di grazia 
Il saggista ed il critico La Porta se lo domanda:  Come recuperare il Peter Pan "buono", ossia una adesione all'infanzia che non significhi rinuncia alla maturità, la fedeltà al gioco dell'immaginazione capace di coesistere con l'accettazione responsabile della realtà?
L'arte in un senso ampio, che comprende anche la creatività di uno scienziato, è capace di "disciplinare" l'immaginazione, di dare una forma condivisa ai propri sogni personali, di mantenere la curiosità inesausta verso il mondo e insieme l'impegno a crescere, a modificarsi con gli altri e ad evolversi.

Seguici su

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Più visti

x