È morto Valerio Evangelisti, lo scrittore re del fantasy italiano

Evangelisti era noto soprattutto per i bestseller della trilogia di Nostradamus e per il ciclo dell'inquisitore Eymerich, l'addio a 69 anni

Valerio Evangelisti si è spento a Bologna, la città dove è nato il 20 giugno 1952. Si tratta di uno dei più famosi autori italiani contemporanei di fantascienza, fantasy e horror. Prima della carriera di scrittore però si era dedicato a un percorso accademico, lavorando al Ministero delle Finanze.

Addio al re del fantasy italiano 

Il ciclo dell'inquisitore Nicolas Eymerich, ambientato nell'Europa medievale, è la sua opera più conosciuta. Il ciclo è composto da 11 romanzi, pubblicati fra il 1993 e il 2017. 

Un altro grande successo è stata la trilogia Magus - Il romanzo di Nostradamus. Risalente al 1999 e tradotto in tutto il mondo, la trilogia riprendeva la biografia del noto autore di profezie e la trasformava in romanzo. 

Grazie alle diverse traduzioni, Evangelisti ha conquistato fama internazionale e ha vinto diversi premi di letteratura fantastica e fantascientifica. Da ricordare il Grand Prix de l'Imaginaire (1998) e il Prix Tour Eiffel (1999), o ancora il Prix Italia per la fiction radiofonica (2000). 

La trilogia Il sole dell'avvenire (2013-2016) ha invece un carattere storico-politico. Ambientata fra il 1875 e il 1950, racconta le vicende di alcune famiglie di contadini e braccianti dell'Emilia-Romagna.

Non solo letteratura 

Oltre all'attività di scrittore di bestseller, con l'andare degli anni Evangelisti si è anche dedicato alla vita politica. Ha infatti preso parte ai movimenti antagonisti, come Potere al Popolo! di cui è stato capolista nel 2021, alle elezioni amministrative di Bologna. 

La formazione piange la sua scomparsa e lo ricorda: "Valerio Evangelisti ci ha lasciato. Una vita spesa per l'antifascismo, contro la guerra e per il socialismo." Potere al Popolo ha anche aggiunto: "In questi anni si è speso tanto, trasmettendoci la sua cultura, la sua rabbia e la sua convinzione, che non lo ha mai fatto arrendere, nemmeno di fronte a una lunga malattia. Da sempre un antifascista che ha portato avanti le sue idee in modo coerente, nella vita come nei libri."