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Teatro alla Scala, Lorenzo Viotti dirige la Stagione Sinfonica: oggi le prove aperte con il pubblico Under30 per avvicinare i giovani alla musica classica

Lorenzo Viotti: "La chiave per avvicinare le nuove generazioni al teatro è fare le prove aperte e instaurare un dialogo che li porti a comprendere la musica classica. Prima di ogni concerto spiego cosa si sta per ascoltare e cerco di portarli nel mio mondo: così, la musica arriva al cuore"

23 Febbraio 2022

Teatro alla Scala riapre oggi con due concerti evento e uno show "on the road"

Teatro alla Scala (fonte foto LaPresse)

Dopo il successo unanime ottenuto con la direzione di Thaïs di Massenet (in scena fino al 2 marzo), Lorenzo Viotti torna per la terza volta sul podio della Filarmonica per la Stagione Sinfonica del Teatro alla Scala, in scena giovedì 24, sabato 26 e domenica 27 febbraio. In programma la Serenata per archi di Čajkovskij e la Sinfonia n° 2 di Rachmaninov.

Teatro alla Scala, Viotti: "Noi direttori siamo il ponte tra platea e palcoscenico: da soli non siamo niente, ma possiamo valorizzare l'orchestra agli occhi e alle orecchie del pubblico"

Questa mattina la musica classica ha incontrato i giovani under 30, a cui è stata aperta la prova riepilogativa. Il giovane direttore d'orchestra sostiene fortemente la comunicazione con il pubblico, e anche questa mattina non ha mancato di spiegare ai giovani spettatori quello che avrebbero ascoltato. Anche in occasione di Thaïs di Massenet - in scena al Piermarini fino al 2 marzo - Viotti incontra gli spettatori prima di ogni recita, insieme alla giovane musicologa Liana Püschel. A proposito del rapporto con il pubblico, durante la conferenza stampa di oggi, 23 febbraio, Viotti ha dichiarato

"La nuova generazione ha paura di essere giudicata inadatta: prima di andare a teatro i giovani si domandano come sia meglio vestirsi, se conoscono quello che stanno andando a vedere e se saranno in grado di comprenderlo a pieno. Questo timore delle nuove generazioni che si affacciano all'opera deve terminare, per questo prima di ogni spettacolo parlo con il mio pubblico, spiego con parole semplici quello che stanno per vedere, e cerco di portarli nel mio mondo. La chiave per avvicinare le nuove generazioni al teatro è fare le prove aperte come quella di oggi, rivolgersi a loro, portarli a comprendere la musica classica. Quando mi capita di correggere l'orchestra durante le prove aperte, mi giro verso i ragazzi e spiego dov'è l'errore, sottolineando la differenza di suono: quando loro la percepiscono, la musica arriva al loro cuore."

"Aprire le porte del teatro ai giovani è fondamentale: quando hai 15 anni stai crescendo e sperimenti nuove sensazioni che la musica racchiude in sé. É importante educare le orecchie e gli occhi della nuova generazione a spazi teatrali, ma anche a farli stare seduti due o tre ore senza parlare, imparando ad alzare lo sguardo senza guardare il cellulare. Per farlo, bisogna partire dalla musica del passato che contiene suoni presenti nella vita di ciascuno di noi: basta pensare alla musica di Stockhausen che riprende rumori metallici delle città". Sulla possibilità di organizzare programmazioni speciali per il pubblico più giovane risponde: "Non credo che ci sai bisogno di suonare qualcosa di più facile in termine di valore musicale per i ragazzi: la chiave sta nel dialogo".

Lorenzo Viotti: "Al Teatro alla Scala mi sono sentito subito a casa"

La stagione sinfonica diretta da Lorenzo Viotti andrà in scena al Teatro alla Scala il 24, 26 e 27 febbraio. Nel frattempo, Viotti è impegnato nella direzione dell'opera di Massenet, Thaïs. Un successo all'italiana quello di Viotti, un giovane ma magistrale direttore d'orchestra capace non solo di creare sintonie musicali tra strumenti, ma anche tra musica e ascoltatori.

"Noi direttori siamo il ponte tra platea e palcoscenico: da soli non siamo niente, ma possiamo valorizzare l'orchestra agli occhi e alle orecchie del pubblico - spiega alla stampa Lorenzo Viotti -. Non basta solo mettere un bel vestito e andare in scena per fare uno spettacolo di successo, ma bisogna fare molto di più, bisogna essere il collante fra l'orchestra stessa, musica e pubblico".

"In Italia c'è più voglia di arte rispetto agli altri paesi: molte persone vanno regolarmente al museo e a teatro. Nel resto d'Europa, invece, la situazione è ben diversa: mi è capitato di dirigere concerti, come quello di dicembre al Gewandhaus, in cui la platea era vuota. Non c'erano giovani, ma solo persone adulte e gran parte del teatro non era occupata. É stata una sensazione strana. Prima di venire qui, al Teatro alla Scala, ho rifiutato l'invito molte volte, ma appena sono entrato in teatro e ho conosciuto l'orchestra mi sono sentito subito a casa".

Teatro alla Scala, Viotti presenta la Serenata per archi di Čajkovskij e la Sinfonia n° 2 di Rachmaninov

Interamente russo, in singolare corrispondenza con La dama di picche in scena da oggi, il programma dei concerti che si apre con la Serenata per archi op. 48 composta da Pëtr Il’ič Čajkovskij nel 1880 e dedicata a Kostantin Albrecht, violoncellista, compositore e fondatore con Rubinstejn del Conservatorio di Mosca. Un brano sereno e aereo che richiama la classicità della Suite mozartiana e delle Variazioni rococò, ma piuttosto nella leggerezza dello stile che in una scoperta imitazione formale. Nella seconda parte la Sinfonia n° 2 che Rachmaninov scrisse nel 1906 dopo aver lasciato la guida del Teatro Bols’oj ed essersi trasferito a Dresda, e diresse per la prima volta al Mariinskij nel 1908. Opera di tormentato lirismo e ambiziose proporzioni, la Seconda ebbe tra i suoi estimatori anche Gustav Mahler.

A 31 anni Lorenzo Viotti è uno dei direttori più interessanti e ricercati del panorama internazionale. Direttore Musicale della Dutch National Opera, nel 2022 ha proposto Der Zwerg di Zemlinsky e la Missa in tempore belli di Haydn e dirigerà Tosca con la regia di Barrie Kosky. In pochi anni ha diretto tra l’altro il Concertgebouw, i Berliner Philharmoniker, il Gewandhaus, la Staatskapelle Dresden, l’Orchestre National de France e l’Orchestra Gulbenkian di Lisbona che ha guidato fino al 2021 attraendo nuovo pubblico con progetti speciali. In campo operistico Viotti ha diretto tra l’altro Manon Lescaut a Francoforte, Rigoletto a Stoccarda e Dresda, Werther a Francoforte e Zurigo, Tosca a Francoforte e Tokyo, Carmen ad Amburgo e Parigi, Die Csárdásfürstin  a Zurigo e Faust a Parigi. Alla Scala Viotti, che nel 2017 ha diretto alcuni concerti con l’Orchestra dell’Accademia, ha diretto la Filarmonica per la Stagione Sinfonica nell’ottobre 2018 con L’isola dei morti di Rachmaninov, il Prélude à l’après-midi d’un faune di Debussy e Le poème de l’extase di Skrjabin e il 9 gennaio 2021 (in streaming) la Sinfonia n° 3 di Brahms e la Sinfonia n° 7 di Dvořàk. Nel gennaio 2020 ha debuttato nell’opera al Piermarini dirigendo Roméo et Juliette di Gounod.   

Nel mese di marzo la Stagione Sinfonica prosegue con un grande appuntamento mahleriano diretto da Riccardo Chailly con la grandiosa Sinfonia n. 2 “Resurrezione” con l’Orchestra scaligera e il Coro diretto da Alberto Malazzi e le voci di Anna Prohaska e Wiebke Lehmkuhl. Speranza Scappucci, che con la brillante prova fornita sostituendo a pochi giorni dalla prima Evelino Pidò sul podio de I Capuleti e i Montecchi è stata la prima direttrice italiana sul podio della Scala, debutta nella Stagione Sinfonica il 2, 5 e 9 maggio con l’ouverture “Im italienischen Stile” di Schubert, la Concertante per fiati e orchestra K 297B di Mozart e la Sinfonia “Italiana” di Mendelssohn. Il Direttore Musicale torna il 3, 6 e 8 giugno con una serata di cori, sinfonie e ballabili verdiani di nuovo con l’Orchestra scaligera e il Coro diretto da Alberto Malazzi. La conclusione della Stagione è affidata il 7, 8 e 9 ottobre a Tugan Sokhiev: sui leggii il Secondo concerto per pianoforte e orchestra di Rachmaninov con il giovane Haochen Zhang (già vincitore del Van Cliburn) e la Sinfonia n. 4 di Čajkovskij. 

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