Sabato, 16 Ottobre 2021

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Pompei, scoperta tomba con corpo semi-mummificato: ecco a chi appartiene

Nuova scoperta entusiasmante a Pompei che continua a dimostrarsi una "miniera di informazioni"

17 Agosto 2021

Pompei

Pompei (foto da https://www.instagram.com/tickitaly/)

Scoperta una tomba a Pompei: gli scavi continuano a regalarci preziose informazioni sul nostro passato. Si tratta di una struttura molto particolare e decoratissima, che custodisce all'interno un copro semi-mummificato. Il ritrovamento affascinante e pieno di mistero nasconde una conferma: dall'iscrizione marmorea perfettamente leggibile, si deduce che nei teatri della colonia romana si recitava anche in lingua greca, almeno negli ultimi decenni prima dell'eruzione del 79 d.C.

Pompei, scoperta tomba con corpo semi-mummificato: è giallo

Nuova affascinante scoperta nel Parco Archeologico di Pompei. Ritrovata una tomba a recinto, con una facciata ricca di decorazioni: piante verdi su fondo blu. Lì è anche presente una camera per l'inumazione: i corpi degli adulti venivano sempre incenerati.

Gli scavi che hanno portato alla scoperta della tomba sono stati condotti con l'Università Europea di Valencia. Sul ritrovamento è al lavoro un team interdisciplinare di esperti che ora si aspettano di ottenere tantissimi informazioni. Gli studi che saranno effettuati potranno fornire preziosi elementi sul passato grazie alle "le condizioni di conservazione del defunto, che appare in parte mummificato, la testa ricoperta di capelli bianchi, un orecchio parzialmente conservato, così come piccole porzioni del tessuto che lo avvolgeva", come sottolineano il direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel e Llorenç Alapont dell'Università di Valencia. Si tratta di uno "degli scheletri meglio conservati della città antica".

"Pompei non smette di stupire - conferma orgoglioso il ministro della cultura Dario Franceschini - e si conferma una storia di riscatto, un modello internazionale, un luogo in cui si è tornati a fare ricerca e nuovi scavi". Il Ministro ha poi ringraziato "le tante professionalità dei beni culturali che con il loro lavoro non smettono di regalare al mondo risultati straordinari che sono motivo di orgoglio per l'Italia".

Scavi Pompei, scoperta tomba: ecco a chi appartiene

La tomba scoperta grazie agli ultimi scavi a Pompei è costruita subito all'esterno di Porta Sarno, uno dei più importanti varchi di accesso alla città. La tomba risale agli ultimi decenni di vita di Pompei e appartiene a Marcus Venerius Secundio, un liberto che nella vita era stato il custode del Tempio di Venere. Si tratta di un tempio molto importante. A Venere infatti i romani avevano intitolato la città. Nella sua vita, Marcus era stato anche minister degli augustali e infine anche Augustale, ossia membro di un collegio di sacerdoti del culto imperiale.

L'uomo era un ex schiavo "pubblico", uno dei tanti che a Roma o nelle città di provincia svolgevano lavori di custodia o amministrativi. Ex schiavo che, dopo il riscatto, aveva raggiunto un certo agio economico. "Non aveva mai svolto lavori particolarmente pesanti", spiegano gli esperti rivelando che aveva più di 60 quando è morto. Si potè inoltre permettere una tomba importante, in un luogo prestigioso. Nell'iscrizione sul sepolcro Marcus si vanta addirittura di aver dato "ludi greci e latini per la durata di quattro giorni". Questa cosa poteva assimilarlo alla classe sociale più elevata e più colta della città. Zuchtriegel spiega infatti che in quel periodo, nell'area del Mediterraneo, "la lingua greca era un po' come oggi per noi l'inglese". Era dunque molto diffusa e non nota a tutti.

Perchè Marcus Venerius Secundio aveva deciso di farsi inumare, scegliendo un rito che veniva usato in epoca molto più antica e non a Pompei dove, con la sola eccezione dei bambini, i cadaveri venivano cremati? Una delle ragioni possibili, spiega il direttore generale dei musei statali Massimo Osanna all'Ansa, potrebbe risiedere nel fatto che Marcus si sentisse o fosse estraneo al corpo sociale della città. Uno straniero dunque, forse arrivato da qualche altro luogo dell'impero romano o da Roma "dove in quel periodo alcune famiglie continuavano a praticare l'inumazione, cosa che diventerà poi usuale dal secolo successivo".

Il mistero della tomba scoperta a Pompei

Dietro alla tomba si celano altri misteri. Nel recinto, dietro alla cella sigillata in cui era presente il corpo di Secundio, sono state trovate due urne. Una di queste appartiene ad una donna chiamata Novia Amabilis. Si trattava probabilmente della moglie del defunto e per la quale sarebbe invece stato seguito un rito più propriamente pompeiano.

Un altro giallo consiste nella parziale mummificazione del cadavere, dovuta probabilmente alla perfetta chiusura della camera sepolcrale, ma anche ad una pratica di imbalsamazione. "Potremo capirne di più dall'analisi dei tessuti. Dalle fonti sappiamo che determinate stoffe come l'asbesto venivano usate per l'imbalsamazione - spiega Alapont - Anche per chi come me si occupa di archeologia funeraria da tempo, la straordinaria ricchezza di dati offerta da questa tomba, dall'iscrizione alle sepolture, ai resti osteologici e alla facciata dipinta, è un fatto eccezionale, che conferma l'importanza di adottare un approccio interdisciplinare, come l'Università di Valencia e il Parco archeologico di Pompei hanno fatto in questo progetto".

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

Più visti

x