Venerdì, 30 Luglio 2021

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Piersilvetta

Con 'Piersilvetta' continua la collaborazione di Alfredo Tocchi con il nostro giornale. I racconti brevi dello scrittore milanese verranno ospitati, con cadenza indicativamente settimanale, fino al termine dell'estate

Di Alfredo Tocchi

17 Luglio 2021

Piersilvetta

(fonte:pixabay)

Si, è la notte di Natale.
“Quel pirla di mio marito se n’è andato di casa con una sciampista brasiliana. No, forse è un’estetista... Sai che differenza! Una sciacquetta da quattro soldi. Per carità, carina. Ma ragazzine così se ne trovano a vagonate. Vengono qui apposta per trovare un pirla come lui e farlo fesso. Perché lui è un povero fesso. Certo, è avvocato. Va bene, ha un master canadese. Ma se non fosse stato per papi, sarebbe ancora a scrivere ricorsi per decreto ingiuntivo in uno studio di periferia. Ora no, ora si atteggia a principe del Foro. Sai che roba, ci sono più avvocati che idraulici! Ha perso la testa per ‘sta cretina che ride sempre e parla con un accento che mi sembra Mourinho. Potrebbe essere sua figlia. Se non si fosse sposato tardi, purtroppo con me, potrebbe proprio essere sua figlia. Ma non si accorge che si rende ridicolo? Non vede che quando entra da Bebel tutti gli ridono dietro? Le mie amiche mi hanno detto che le versa il vino. Con me non lo ha mai fatto. Forse almeno gli abbiamo insegnato l’educazione, io e mami. Lui è un parvenu, uno nato sì a Milano, ma in fondo a via Monte Bianco! Gli piaceva abitare qui, in viale Majno, vicino allo studio... Grazie a suo suocero, naturalmente. Perché l’anticipo per la casa l’ha pagato papi. Va bene, poi il pirla ha pagato le rate del mutuo, per dieci anni. Tanto peggio per lui, ora è casa mia. Ho i figli, ho il diritto di restarci io. Lui se ne torni da dove è venuto, si prenda un bilocale in periferia con la sciampista, che è il loro posto ideale. Eh no, l’Audi Qs5 è un regalo, me la tengo. Mi hanno detto che si è comprato una Mini: cosa pensa di essere, un ragazzino? Mi fa ridere, anzi mi fa pena. Tra poco si tingerà i capelli e metterà i pantaloni senza pinces. Magari andrà anche in discoteca.”
Risatina isterica. Trascina sotto l’albero di Natale due giganteschi sacchi colmi di regali.
“Devo fare tutto io. Lui chissà dove sarà con quella mezza troietta ventenne. E io qui, a mettere i regali sotto l’albero per il Pigi e l’Ale. Poveri bambini, con un padre simile. È persino riuscito a dirmi che sono un’ignorante, che non ho mai fatto un cazzo in vita mia, che le donne come me sono parassiti sofisticati. Va bene, non mi sono laureata. Ma mi serviva una laurea per portare il Pigi e l’Ale al San Carlo, a judo, a danza, alle ripetizioni, alle festine e ai corsi di cinese? Si, il pirla adesso ha clienti cinesi e vuole che il Pigi e l’Ale, poveretti, imparino la lingua. Tutto il giorno a correre da una parte all’altra, mentre lui se ne sta in studio, a fatturare migliaia di euro agli amici del papi. Gli farò sputare il sangue, l’avvocato Rimini gli farà una guerra all’ultimo sangue. Peggio per lui. La casa di Courma è già intestata a me. L’Audi Q5 mi serve per andarci a sciare. Ma cosa crede, che io continui ad andare in quel posto di merda? Mi troverò un altro marito, davvero ricco, con uno chalet a Mègeve. Prima mi farò rifare le tette da Muti, coi soldi suoi. Poi un po’ di palestra, dieta, botox... Tornerò più bella di quando mi ha conosciuta e allora sì che inizierà a pentirsi. Ha avuto una moglie bellissima (certo, sono poco meno di un metro e sessanta, ma ho dei bellissimi capelli tinti di biondo da Coppola, non capelli da troia negra come quella sciampista del cazzo!), una casa in centro a Milano, una casa a Courma e adesso cosa si ritrova? Una troiona di vent’anni scarsi con due gambe come un fenicottero, un culetto da ragazzino, una terza di reggiseno, due occhioni da gatta morta e un accento da Mourinho! Che pena, che pirla! Magari gli farà anche quelle cose schifose che mi domandava di fare all’inizio del matrimonio. Certo, quelle li sono cresciute nelle favelas, non hanno paura dei microbi. Chi le ammazza quelle puttanone extracomunitarie? Arrivano già impestate! È un maiale, lo è sempre stato. Ho fatto male a sposarmelo, aveva ragione il papi: Piersilvietta, sposati il Crespi che è un ragazzo di buona famiglia. Ma io no, mi ero fatta un’idea sbagliata. Non mi versava l’acqua a tavola, avrei dovuto capirlo. Il baciamano a mami, poi... Da ridere per non piangere. Un maiale parvenu, ecco chi ho sposato.”
Ogni tanto, mette un regalo sotto l’albero.
“Proprio così, mi ha gridato. Ma che belle parole difficili... decerebrata! La mezza negra invece è Rita Levi Montalcini!”
Risata isterica. Tira fuori un altro pacchetto.
“È Natale e io devo fare tutto da sola, stare tutta la giornata a dire a questa deficiente di Lourdes che deve lavare a mano i bicchieri di cristallo, che domani vengono papi e mami. Puliva l’argento con una flemma che se non le avessi gridato di muoversi non sarebbe stato pulito neanche per Capodanno. Tutte così, queste lazzarone extracomunitarie e le italiane poi, chi ne trova più? Chissà domani se si ricorderà di mettere in forno il tacchino. Spero che almeno sappia quante ore deve cuocere, io cosa ne so di tacchini? Beh, uno l’ho avuto in casa, tronfio d’orgoglio per il suo master, socio di uno studio legale con cento anni di storia. E perché lo hanno fatto socio? Per gli amici del papi!”
Prende un ennesimo pacchetto e si rompe un’unghia.
“Ahi! Guarda che disastro, mi sono rotta un’unghia appena fatta. Chissenefrega poi, di ‘sti regali, il Pigi e Ale sono grandi, ormai, è ora di raccontargli che Babbo Natale non esiste. Io non posso, non posso proprio andare avanti a fare questo lavoro, è troppo faticoso. Io sono una signora!”
Così, dopo la mezzanotte, Piersilvietta bussa alla porta della camera di Lourdes: “Lourdes, per favore, finisca di mettere i regali sotto l’albero di Natale. Io me ne vado a dormire, ho diritto anch’io a un po’ di riposo.”
E Lourdes, silenziosa, paziente, si fa il segno della croce, indossa la vestaglia di flanella e le pantofole e senza dire una parola va in sala e incomincia a fare il primo lavoro del giorno di Natale.
Non le pesa, vuole bene ai bambini.
Soprattutto a Pigi, perché somiglia tanto all’avvocato…

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

Più visti

x