Famiglia nel bosco, casa gratis per 2 anni e scuola parentale pagata dal comune di Palmoli; Nathan verso recupero custodia dei figli

La concessione dell'abitazione è subordinata alla ristrutturazione del casolare nel bosco dove viveva la famiglia ed è limitata al tempo necessario al rinnovo e all’adeguamento igienico-sanitario dello stesso, che attualmente sarebbe sprovvisto di certificato di abitabilità. Il progetto dovrà essere presentato al comune dalla coppia anglo-australiana entro sei mesi. Non si tratta di un contratto di locazione e non è previsto alcun rinnovo tacito

Dal comune di Palmoli arriva una casa gratis per la "famiglia nel bosco": secondo una delibera di Giunta recentemente approvata, la coppia anglo-australiana potrà infatti usufruire di un'abitazione per due anni e godere del pagamento della scuola parentale per i loro figli da parte dell'amministrazione locale. Mossa che, unita all'incontro che Nathan ha avuto con l'assistente sociale Veruska D'Angelo, è volta a favorire uno "sblocco della situazione" e il ricongiungimento dei coniugi con i bambini. Nel frattempo, si ritiene che il padre possa presto recuperare la custodia dei figli.

Famiglia nel bosco, casa gratis per 2 anni e scuola parentale pagata dal comune di Palmoli; Nathan verso recupero custodia dei figli

Con una delibera di Giunta il comune di Palmoli ha concesso ai coniugi Nathan Trevallion e Catherine Birmingham di usufruire gratuitamente di un'abitazione sito nella frazione in provincia di Chieti Fonte La Casa per un periodo non superiore a due anni; si tratta di un alloggio destinato a finalità sociale edificato nell'area del campo sportivo. La concessione della casa è vincolata all'obbligo, da parte della coppia usufruente, di avviare i lavori di ristrutturazione adeguamento igienico-sanitario del casolare nel bosco dove abitavano con i figli. Fra i vari obblighi previsti, l'atto del comune prevede anche quello della presentazione del progetto da parte di Nathan e Catherine entro sei mesi. Non si tratta di un contratto di locazione e non è previsto alcun rinnovo tacito. Con l'obiettivo di favorire il ricongiungimento familiare, l'amministrazione locale si è altresì dichiarata disposta a sostenere le spese per la scuola parentale dei bambini, che potranno presentarsi a un doposcuola per 2-3 giorni a settimana.

Nel frattempo la madre Catherine, allontanata dai suoi tre figli il 6 marzo, esprime la sua preoccupazione verso le condizioni di salute dei bambini, che nei giorni scorsi hanno avuto la febbre: "I bambini sono malati e non hanno accesso alle cure e all’amore della loro mamma, da cui non sono mai stati separati in tutta la loro vita. Saperli ammalati e non poterli consolare mi distrugge". E ancora: "Sto davvero facendo molta fatica a sopportare il fatto che i miei figli siano malati e che non mi sia nemmeno stato permesso di andarli a trovare, controllare come stanno e confortarli. Questo è sbagliato sotto così tanti aspetti". La sua condizione, emerge da una conversazione avuta con lo psichiatra Tonino Cantelmi e raccolta dal difensore Danila Solinas e dalla psicologa Martina Aiello, sta generando profonda disperazione nella donna. "Catherine è una madre che non può contenere il dolore di una separazione così dura e incomprensibile - afferma Cantelmi -. Dobbiamo restituirle la dignità e accompagnare il suo dolore, scambiato superficialmente come ostilità".