31 Marzo 2026
Carabinieri
Un risveglio carico di sgomento per la comunità di Persichello, frazione di Persico Dosimo, nel Cremonese. Nella notte tra sabato e domenica il cimitero del paese è stato teatro di un episodio che ha lasciato tutti attoniti: la profanazione della tomba di una donna di 94 anni, morta nel 1998. Un gesto dai contorni ancora indecifrabili, sospeso tra un possibile rito esoterico e una violenza gratuita di rara brutalità.
I responsabili hanno agito nel buio, colpendo prima la struttura della sepoltura. La lapide è stata distrutta e la tomba forzata. Una volta raggiunti i resti della defunta, le ossa — teschio compreso — sono state estratte, raccolte e accatastate. Poi l’atto finale: il cumulo è stato incendiato all’interno del cimitero.
I carabinieri stanno conducendo gli accertamenti mantenendo il massimo riserbo, non è stata ancora resa nota infatti l'identità della defunta. Il sindaco, vista la gravità dell’accaduto, ha disposto la chiusura temporanea del camposanto per consentire i rilievi tecnici. Secondo le prime verifiche, non emergono collegamenti tra la defunta e i possibili autori del gesto. I familiari hanno riferito di non aver mai ricevuto minacce, elemento che rafforza l’ipotesi di una scelta casuale della tomba.
Tra le ipotesi, oltre a quella di una "bravata" o di un atto casuale, prende piede quella di un presunto "rito esoterico", con le ossa della anziana donna usate come materiale. Anche sui social l'opinione diffusa è quella di un collegamento con degli ambienti occulti: "Magia nera o riti satanici", scrivono alcuni utenti sul web.
Gli investigatori puntano ora sulle immagini delle videocamere del cimitero e delle vie circostanti. L’obiettivo è individuare movimenti sospetti, varchi temporali o veicoli transitati nella zona nelle ore dell’incursione.
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Articoli Recenti
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2026 - Il Giornale d'Italia