31 Marzo 2026
Professoressa Chiara Mocchi
Chiara Mocchi, la professoressa accoltellata lo scorso 25 marzo da uno studente 13enne nei corridoi di una scuola in provincia di Bergamo, è stata dimessa dall'ospedale. Stando a quanto dichiarato dal suo legale Angelo Lino Murtas, da lei soprannominato il suo "Angelo Custode", la docente punta a tornare a scuola quanto prima: l'obiettivo è quello di riuscire ad accompagnare i suoi alunni di terza media agli esami finali.
Chiara Mocchi ha lasciato l'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Nella nuova lettera diffusa dal suo avvocato, con la quale la docente ha voluto ringraziare i donatori di sangue dell'Avis che le hanno salvato la vita, si legge, fra le altre cose, che uno dei fendenti sferratole dall'alunno 13enne è arrivato "a mezzo millimetro dall'aorta". Subito dopo l'aggressione, la vittima ha infatti perso 1,5 litri di sangue in pochi minuti, ma è stata salvata - stando al suo racconto, e al di là del successivo e necessario intervento medico - dalla prontezza e dal coraggio di un altro giovane alunno, che ha evitato il peggio e l'ha difesa "rischiando la sua stessa vita".
La docente era ricoverata da mercoledì scorso dopo essere stata accoltellata da un suo studente nella scuola media Leonardo da Vinci di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo. Secondo quanto si è appreso, continuerà le cure previste a casa. Per lo studente che è intervenuto fisicamente, cacciando l'aggressore a calci nel momento in cui l'atto veniva consumato, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha previsto una premiazione ufficiale al Ministero, mentre il legale della vittima ne intende chiedere il riconoscimento della medaglia al valore. Nonostante il trauma fisico e psicologico subito, la professoressa Mocchi non prova rancore verso l’aggressore. Il suo principale obiettivo è riprendere la normalità: stando alle parole di Murtas, l’insegnante mantiene un "forte spirito" e "punta a tornare a scuola per accompagnare i suoi alunni di terza media agli esami finali". La docente è infatti determinata a non lasciare che l’episodio di violenza interrompa il rapporto con i suoi studenti.
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