13enne che ha accoltellato professoressa, l'amica choc: "Voleva uccidere i genitori, piano elaborato dopo diagnosi di Adhd"

L'amica conosciuta su un gruppo Telegram: "Aveva pianificato di uccidere suo padre colpendolo con un martello, poi aveva intenzione di andare a casa di sua madre il giorno dopo e ucciderla, in seguito aveva pianificato di andare a scuola e uccidere la sua insegnante. Non ha ucciso suo padre perché era spaventato"

Un'amica del 13enne che ha accoltellato la professoressa Chiara Mocchi di Bergamo ha rivelato un presunto piano confessato dal giovane che prevedeva l'uccisione dei propri genitori, oltre a quella della docente. La ragazza ha anche rivelato che lo studente l'avrebbe ricattata: "Mi diceva 'o ti tagli o rivelo a tua madre tutti i tuoi segreti'".

L'amica del 13enne che ha accoltellato la professoressa: "Voleva uccidere i genitori"

"Inizialmente aveva pianificato di uccidere suo padre colpendolo con un martello. Poi aveva intenzione di andare a casa di sua madre il giorno dopo e ucciderla. Il metodo non è noto. In seguito aveva pianificato di andare a scuola e uccidere la sua insegnante. Non ha ucciso suo padre perché era spaventato". Così una amica del 13enne che ha accoltellato la professoressa di francese a Trescore Balneario. "Ha deciso di risparmiare i suoi genitori e attaccare solo la sua insegnante. Questo piano è stato elaborato sabato, dopo il rifiuto della sua diagnosi di Adhd (il disturbo di deficit d'attenzione, ndr). Dopo anni di tormenti e maltrattamenti, è crollato e ha colpito", ha aggiunto la ragazza.

I due si erano conosciuti in un gruppo Telegram e poi avrebbero iniziato a messaggiare in privato. Proprio qui, il tredicenne avrebbe anche ricattato la coetanea dicendole di tagliarsi in diretta, altrimenti lui avrebbe raccontato tutti i suoi segreti a sua madre. La giovane, spaventata, si sarebbe sentita costretta a raccontare quanto accaduto proprio alla madre, per proteggersi.

"Quali sono i valori che noi trasmettiamo ai nostri giovani e che impediscono queste degenerazioni?", si chiede il Segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, che commenta così la vicenda di Trescore. "La scuola deve di entrare luogo dove si impara a vivere insieme, a rispettarsi, e a essere costruttivi. Credo che di fronte a questi fenomeni - aggiunge Parolin - ci sia bisogno anche di un intervento normativo che prevenga e impedisca questi episodi. Non è da escludere però, allo stesso tempo, una questione di più ampia portata, di valori. È fondamentale l'educazione".