Giacomo Maria Prati: “Il Concilio Vaticano II ha contribuito alla degenerazione della Chiesa cattolica, così come Bergoglio”

Intervista a Giacomo Maria Prati sul suo ultimo libro "Saturno e l'Orchidea"

 1) Nella prima sezione del tuo ultimo libro non risparmi critiche alla Chiesa cattolica degli ultimi sessant’anni. Una critica interna, da vero credente, non una mera polemica esteriore. A tuo giudizio, il Concilio Vaticano II avrebbe contribuito, in maniera decisiva, allo svuotamento di senso dell’istituzione ecclesiastica. Come?

 

Invertendo il rapporto con il mondo e il suo linguaggio. La Chiesa da Istituzione divina chiamata ad ammaestrare il mondo si auto-degrada a ente che insegue il mondo per restarne “aggiornata”. Si è dimenticata la natura mistica-metafisica della Chiesa quale Corpo mistico di Cristo idealizzando il mondo e le masse, assumendone gli atteggiamenti e il pensiero. Il Cattolicesimo così si riduce a orto-prassi etica perdendo il suo cuore spirituale più profondo, che è trascendente e ascetico.

 

2) Nel capitolo Francesco e la comunicazione emerge l’immagine di un Papa tutto mondano, più influencer che pastore, appiattito sulle logiche massmediatiche. Come dovrebbe essere, a tuo avviso, la comunicazione del Papa nell’epoca dei social?
 

San Giovanni Paolo II riuscì a realizzare un buon equilibrio e un giusto compromesso fra esigenze di comunicazione veloce, chiara e sintetica e urgenza pastorale di evangelizzazione e annunzio cristico. Allora fu criticato da molti vescovi e cardinali ma lo Spirito ispira la creatività e un Cattolicesimo poco creativo indica una fede spenta. Bisogna essere creativi e “caldi” ma dentro la Dottrina immutabile.

Non è facile ma è possibile. Non ci sono ricette segrete o tecniche efficaci: occorre amare Cristo: gli innamorati sanno sempre parlare in modo efficace.

 

3) Il mondo è entrato in una fase di aperta conflittualità. Secondo alcune letture, in queste guerre non ci sarebbe in ballo solo il potere, ma qualcosa di più grande. C’è del vero in ciò, o siamo di fronte all’ennesimo oppio dei popoli, strategie psicopolitiche per pilotare le masse?
 

Le guerre di oggi assumono sempre più un aura apocalittica sia per la potenza militare di distruzione di massa che hanno assunto che per la radicalità ideologica delle reali motivazioni che le sostengono: il controllo mondiale del potere. Voler controllare tutto il mondo è già un’idea anticristica di per se, secondo la logica dell’ermeneutica cattolica tradizionale.

 

4) Che fine fa “l’amore del prossimo” nello scontro di civiltà del tribalismo hi-tech? Chi è “il prossimo” di cui parla Gesù?
 

Nonostante la melassa sociologica e finto-cristiana che ci propinano da decenni il “prossimo” per il Vangelo non è una categoria mentale o ideologica da idolatrare ma al contrario è “chi ci è più vicino” e verso il quale noi dobbiamo farci “prossimo”. La lezione meravigliosa di Cristo nei suoi Vangeli e nella parabola del buon samaritano è opposta come dinamica alla recente pastorale di massa che ci vorrebbe tutti passivi accoglitori di imposizioni altrui. Cristo invece chiede a noi di “farci prossimo” cioè di “farci vicini” alle necessità profonde di chi ha bisogno di noi, di chi incontriamo nella nostra vita. Vedere Chiese in cui si pone un pos per le donazioni amareggia il cuore perché la fede non è un bancomat e non può fare a meno della relazione umana, da cuore a cuore, come è stato per Cristo e i suoi discepoli. Non ci sono altri modelli.

 

5) Credi che Leone XIV sarà l’ultimo Papa?
 

Ammesso che Leone XIV sia Papa (lo penso, ma non ne siamo canonicamente certi) e considerata come attendibile la profezia di San Malachia allora non può che corrispondere al “Pietro romano” della profezia stessa: l’ultimo non della storia umana ma del tempo cristiano come lo conosciamo da Cristo ad oggi. Se la serie si interrompe questo non può che indicare sconvolgimenti tali da far pensare a passaggi apocalittici come il sesto sigillo. Non la fine del mondo ma un doloroso passaggio ad una nuova epoca, migliore. Sto solo cercando di ragionare secondo il logos che c’è nelle profezie. Cristo è Logos, quindi le profezie hanno una loro logica…Ne parlo nel mio recente volume: “Apocalisse di Gesù Cristo”.

Di Pietro Cattana