Famiglia nel bosco, Catherine e Nathan partiti per Roma con una lettera scritta a mano: li attende il presidente del Senato La Russa

Nella lettera si mostra il desiderio di vivere in l'Italia perché "aveva gli stessi valori che con cui volevamo crescere i nostri bambini e cioè la famiglia, l'amore, lo stare insieme; ma essere presi di mira e attaccati nel modo in cui lo siamo stati noi, va oltre la nostra capacità di comprensione"

Catherine Birmingham e Nathan Trevallion sono partiti questa mattina per Roma dove li attende un incontro con il presidente del Senato Ignazio La Russa. Un viaggio carico di significato, accompagnato anche da una lettera scritta a mano, simbolo di una battaglia che continua nonostante le difficoltà. Dopo mesi durissimi segnati dalla separazione dai figli, la speranza della coppia resta alta e il loro legame appare ancora saldo. Catherine stessa ha ammesso un cambio di atteggiamento, spiegando "non voglio più litigare con nessuno, sto dicendo sì a tutte le richieste", segnale di una volontà di collaborazione per riunire la famiglia.

Famiglia nel bosco, Catherine e Nathan partiti per Roma con una lettera scritta a mano: li attende il presidente del Senato La Russa

La partenza è avvenuta poco dopo le 10 da Chieti, dopo un incontro con i legali che seguono il caso. Catherine e Nathan sono saliti su un’auto diretta a Roma, accompagnati da un’interprete, con destinazione Palazzo Giustiniani dove è previsto il colloquio con Ignazio La Russa. L’incontro arriva in un momento delicato per la coppia, che da novembre vive una situazione estremamente complessa. Il Tribunale per i minorenni de L’Aquila ha infatti disposto la sospensione della responsabilità genitoriale e il trasferimento dei tre figli in una casa famiglia, ritenendo non adeguate le condizioni di vita nel casolare nei boschi di Palmoli.

La lettera scritta dai genitori: "Dopo mesi di completo silenzio Nathan e io esprimiamo la nostra sincera gratitudine a chiunque ci abbia supportato in giorni lunghi e difficili pieni di dolore e tristezza per i nostri bambini. Abbiamo scelto l'Italia perché aveva gli stessi valori che con cui volevamo crescere i nostri bambini e cioè la famiglia, l'amore, lo stare insieme, il vivere e mangiare in maniera naturale e più di tutto un'esistenza piena di amore e pace dove le persone si supportano. Come una madre e un padre che adorano i propri bambini, pur sapendo di non essere perfetti, essere presi di mira e attaccati nel modo in cui lo siamo stati noi, va oltre la nostra capacità di comprensione. Abbiamo portato la nostra verità e con questa verità chiediamo di essere ascoltati e di essere di nuovo una famiglia".

Nonostante la pressione e le difficoltà, la coppia ha scelto di restare unita e di affrontare insieme questo percorso. Le tensioni iniziali sembrano aver lasciato spazio a un approccio più collaborativo, con Catherine che ha deciso di cercare un dialogo con le istituzioni. Il prossimo passaggio decisivo sarà l’udienza fissata per il 21 aprile, quando verrà discusso il ricorso presentato contro la decisione del Tribunale. Nel frattempo, il confronto con il presidente del Senato rappresenta un momento importante, anche sul piano simbolico, in una vicenda che continua ad alimentare il dibattito pubblico.