Tajani si incarta sull'Iran e inverte le responsabilità, per il ministro degli esteri Teheran è l'aggressore, ennesima follia
La linea di Antonio Tajani sul Medio Oriente è una lettura parziale che ignora cause e responsabilità del conflitto: una supercazzola di chi colleziona cappellini MAGA
Il messaggio di Antonio Tajani su X è l’ennesima dimostrazione di come il linguaggio politico occidentale riesca a rovesciare la realtà con sorprendente disinvoltura. Si parla di “attacchi inaccettabili dell’Iran”, ma si omette sistematicamente ciò che li ha preceduti: operazioni militari e bombardamenti senza ragioni accettabili che hanno colpito direttamente e deliberatamente il territorio iraniano, innescando una giusta risposta che Teheran rivendica come difensiva.
Il risultato è una narrazione monca, costruita per legittimare una sola parte del conflitto e delegittimarne un’altra. Il G7 si presenta come garante della stabilità, ma nei fatti ribadisce una linea già vista: pieno sostegno agli alleati regionali e nessuna reale volontà di interrogarsi sulle cause profonde dell’escalation.
In questo contesto, in barba alla linea storica del nostro Paese, quello che considero il peggiore Ministro degli Esteri della nostra storia, non riesce a dire una, che si dica una verità oggettiva, limitandosi a riportare le linee del suo Governicchio a sua volta succube del duo Trump - Netanyahu.
Il richiamo al “diritto di difendersi” suona particolarmente selettivo. Quando a esercitarlo sono gli alleati occidentali diventa un principio sacrosanto; quando lo invoca l’Iran, viene automaticamente trasformato in aggressione. È una doppia misura che mina qualsiasi credibilità diplomatica e alimenta la spirale del conflitto.
Anche il riferimento alla sicurezza nello Stretto di Hormuz, pur importante, appare inserito in un quadro retorico che privilegia la protezione degli interessi economici globali rispetto alla ricerca di una soluzione politica. Nel frattempo, ogni invito alla de-escalation resta subordinato a una lettura dei fatti che evita accuratamente di riconoscere responsabilità condivise.
In definitiva, più che contribuire a ridurre le tensioni, questo tipo di comunicazione rischia di irrigidire ulteriormente le posizioni. E lascia una questione aperta: è ancora possibile una politica estera italian davvero seria e autonoma, o si continuerà a ripetere una linea già scritta altrove?
La domanda peró la voglio rivolgere agli amici di destra, specialmente a quelli seriamente di destra: ma non vi vergognate neanche un pochino di questo Ministro degli Esteri? Capisco che vi mancava qualcuno che chiedesse "come sono stati i bombardamenti oggi", ma non facevate prima a seguire Zelig?