Alessia Morani e lo schifoso commento sulla morte Bossi, con quel “finalmente” che svela il volto cinico del PD: buttatela fuori dal partito
Dalla morale progressista all'odio via social: l'esponente dem festeggia la morte del Senatur. Una pagina nerissima di miseria umana
C’è un termine clinico per descrivere chi trae sollievo dalla dipartita altrui, ma in politica quel termine si traduce semplicemente in miseria umana. Il tweet di Alessia Morani sulla morte di Umberto Bossi non è uno scivolone, non è un’iperbole malriuscita: è la radiografia di un’anima politica in decomposizione che non conosce il limite del rispetto istituzionale.
Quel "finalmente" piazzato in chiusura, con il cinismo di chi ha sostituito il dibattito parlamentare con il livore da tastiera, è lo schiaffo definitivo a ogni barlume di decenza. La Morani, esponente di un PD che si erge quotidianamente a cattedra morale del Paese, ha deciso di celebrare il lutto con una nota di sollievo che qualifica più lei che il defunto.
Cosa festeggia, Alessia Morani? Festeggia la fine delle sofferenze di un uomo che la malattia aveva già piegato da anni? O festeggia, con un fegato gonfio di bile, la scomparsa di un avversario che — piaccia o meno — ha scritto la storia d'Italia mentre lei si limitava a collezionare presenze nei talk show?
Quel "finalmente" è lo sputo di chi, non potendo battere le idee del nemico nelle urne, ne attende con ansia il certificato di morte per sentirsi, per un istante, superiore. È il segnale di una subalternità culturale devastante: la sinistra di oggi, incarnata perfettamente dalla Morani, non ha più un progetto per i vivi e dunque si riduce a fare il tifo per la falce della morte. È lo sciacallaggio elevato a strategia di comunicazione digitale.
La figura della Morani è l’emblema di quel progressismo da salotto che spende i pomeriggi a pontificare contro il "linguaggio d'odio", per poi scivolare nello squallore più profondo non appena l'avversario esala l'ultimo respiro. Dov’è finita la pietas? Dov’è finito il rispetto per la dignità umana che il PD sventola come una bandiera a giorni alterni?
La verità è che la Morani, in questo tweet, rivela la vera natura di una certa classe dirigente dem: un moralismo di facciata che nasconde un rancore viscerale. Attaccare la figura di Bossi oggi, citando la sua Lega "quella vera" solo per tentare di colpire il leader attuale del Carroccio, è un’operazione di un’ipocrisia nauseante. È il tentativo disperato di usare una salma come ariete politico.
Umberto Bossi ha guidato popoli, ha creato un movimento dal nulla, ha sfidato lo Stato centrale. Alessia Morani, invece, rischia di passare alla storia per questo post: una macchia indelebile di volgarità.
Mentre il Paese osserva con rispetto la fine di un'era, la Morani ci ricorda perché il PD è sempre più percepito come una casta distante dalla sensibilità popolare: perché non hanno cuore, non hanno stile e, soprattutto, non hanno il senso della misura. Se questo è il volto della "resistenza" democratica, la democrazia ha un serio problema di igiene morale.
Riposi in pace il Senatur. Per la Morani, invece, non ci sarà pace politica: il suo "finalmente" resterà il suo epitaffio di fronte a tutti gli italiani che conservano ancora un briciolo di umanità.