Omicidio Mansouri, Cinturrino chiede domiciliari e respinge accuse: "Ho sparato per paura", altri 2 poliziotti indagati

"Ho sparato perché avevo paura perché quella è una brutta zona della città". La stessa "paura" di conseguenze per il suo gesto lo avrebbe spinto, a suo dire, a posizionare una pistola accanto al cadavere di Mansouri, per accreditare la versione di una legittima difesa

Carmelo Cinturrino chiede i domiciliari e respinge le accuse. Il poliziotto, in carcere dal 23 febbraio con l'accusa di aver ucciso Abderrahim Mansouri nel boschetto di Rogoredo, si è difeso davanti al Riesame di Milano, ribadendo la sua posizione. Cinturrino ha riferito di aver "sparato per paura" e "non voleva uccidere", che è "molto provato" per la perdita di una "vita umana", ma che è stata "una tragica fatalità". E riguardo al martello con cui girava, che gli era valso l'appellativo di "Thor", ha spiegato: "Non lo usavo per picchiare le persone, ma per cercare droga o denaro che veniva nascosto sotto terra a Rogoredo".

Omicidio Mansouri, Cinturrino chiede domiciliari e respinge accuse: "Ho sparato per paura"

"Ho sparato perché avevo paura perché quella è una brutta zona della città". La stessa "paura" di conseguenze per il suo gesto lo avrebbe spinto, a suo dire, a posizionare una pistola accanto al cadavere di Mansouri, per accreditare la versione di una legittima difesa.

Così il suo avvocato Marco Bianucci nel riferire le dichiarazioni del suo assistito: "Ha ribadito la dinamica dei fatti, la propria responsabilità per aver messo l'arma vicino al cadavere, ma assolutamente ha negato la volontà di uccidere e ha negato la premeditazione. Ha sparato per paura, era al buio, in una brutta zona della nostra città. Conosceva Manouri solo da una foto segnaletica, con lui non aveva nessun rapporto". 

A Cinturrino è contestata anche la premeditazione. È indagato per oltre 30 capi di imputazione, tra estorsioni, arresti illegali, spaccio, concussioni, rapina, sequestro di persona, calunnia, percosse, depistaggio e falso.

Altri 2 poliziotti indagati

Al contempo, la procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati altri due poliziotti del commissariato Mecenate. Quattro poliziotti erano già stati iscritti per favoreggiamento e omissione di soccorso.