Riscaldamenti, le date dello spegnimento: dal 15 marzo per il Sud Italia, fino al 15 aprile per la Pianura Padana e il Nord

La data precisa dipende dalle sei zone climatiche in cui l’Italia è suddivisa per legge, che non coincidono necessariamente con i confini regionali, e che stabiliscono calendario e durata massima di accensione dei termosifoni

Con l’arrivo della primavera, inizia lo spegnimento dei riscaldamenti. In alcune zone si comincerà già il 15 marzo, mentre in altre regioni bisognerà attendere il 15 aprile. La data precisa dipende dalle sei zone climatiche in cui l’Italia è suddivisa per legge, che non coincidono necessariamente con i confini regionali, e che stabiliscono calendario e durata massima di accensione dei termosifoni. Questa regolamentazione serve a ottimizzare i consumi, ridurre le emissioni di CO2 e garantire una gestione più efficiente dell’energia, pur tenendo conto di possibili ordinanze comunali che possono modificare le date stabilite.

Riscaldamenti, le date dello spegnimento: dal 15 marzo per il Sud Italia, fino al 15 aprile per la Pianura Padana e il Nord

Per determinare quando spegnere i termosifoni è necessario fare riferimento alla mappa delle sei zone climatiche del territorio italiano, identificate con lettere dall’A alla F. Quest’anno il calendario rimane invariato: il 15 marzo va spento il riscaldamento nelle zone più calde, indicate dalla lettera A, che comprendono Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle.

Successivamente toccherà alle zone B e C, con lo spegnimento previsto entro il 31 marzo. Qui rientrano gran parte della Sicilia e le aree costiere del sud, inclusa Napoli. Le fasce D ed E potranno mantenere i termosifoni accesi fino al 15 aprile, mentre per la zona F, che riguarda le aree alpine, non ci sono limitazioni.

Oltre a consultare la mappa delle zone climatiche, è sempre consigliabile verificare sul sito ufficiale del proprio Comune eventuali ordinanze che anticipano o posticipano lo spegnimento in base alle condizioni meteorologiche locali.

Date di spegnimento e fasce orarie per zona climatica

  • Zona climatica A: dal 1 dicembre al 15 marzo, massimo 6 ore giornaliere – Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle.

  • Zona climatica B: dal 1 dicembre al 31 marzo, massimo 8 ore giornaliere – Reggio Calabria, Crotone, Trapani, Siracusa, Palermo, Messina, Catania e Agrigento.

  • Zona climatica C: dal 15 novembre al 31 marzo, massimo 10 ore giornaliere – Imperia, Latina, Benevento, Caserta, Napoli, Salerno, Bari, Lecce, Taranto, Brindisi, Catanzaro, Cosenza, Cagliari, Oristano, Sassari e Ragusa.

  • Zona climatica D: dal 1 novembre al 15 aprile, massimo 12 ore giornaliere – Genova, La Spezia, Savona, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Pisa, Pistoia, Prato, Massa Carrara, Siena, Forlì, Ancona, Ascoli Piceno, Macerata, Pesaro, Roma, Viterbo, Terni, Avellino, Chieti, Pescara, Foggia, Isernia, Matera, Caltanissetta, Nuoro, Teramo e Vibo Valentia.

  • Zona climatica E: dal 15 ottobre al 15 aprile, massimo 14 ore giornaliere – Alessandria, Asti, Aosta, Biella, Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Novara, Padova, Pavia, Sondrio, Torino, Varese, Verbania, Vercelli, Bolzano, Gorizia, Pordenone, Bologna, Ferrara, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo, Torino, Treviso, Trieste, Udine, Verona, Vicenza, Venezia, Arezzo, Perugia, Rieti, Frosinone, L’Aquila, Campobasso, Potenza ed Enna.

  • Zona climatica F: nessuna limitazione di gradi o orario – Cuneo, Belluno, Trento.