Chi è M.M., 49enne giornalista e vicedirettore di vari Tg, oggi manager di società ferroviaria, arrestato per pedopornografia
L'uomo è stato arrestato insieme all'amante, una docente di 52 anni. I due si sarebbero scambiati foto della figlia e dei nipoti di lei, 12, 5 e 8 anni, "nudi" e "In posizioni sessualmente esplicite"
Venerdì pomeriggio le forze dell'ordine hanno arrestato M.M., 49enne ex vicedirettore di un telegiornale nazionale e ora manager di una società del settore ferroviario, con le accuse di violenza sessuale su minori, pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico. Insieme a lui è stata arrestata anche l'amante, una docente di 52 anni: secondo quanto raccolto dagli inquirenti, i due si sarebbero scambiati video e fotografie della figlia della donna, di 12 anni, e dei suoi due nipoti, di 5 e 8 anni, "nudi" e in "posizioni sessualmente esplicite".
Chi è M.M., 49enne giornalista e vicedirettore di vari Tg, oggi manager di società ferroviaria, arrestato per pedopornografia
L'identità dell'uomo e della docente, accusati di violenza sessuale su minori, pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico, non è ancora stata resa nota dalle forze dell'ordine.
Tuttavia, secondo le informazioni raccolte dal Giornale d'Italia, l'identità di M.M. corrisponderebbe a quella di un ex giornalista dell'Ansa, di Mediaset, Rai, ex vicedirettore di Sky Tg24 e precedentemente impiegato presso Ansaldo Energia. Oggi avrebbe un ruolo in Hitachi Rail, compagnia che lavora nel settore ferroviario.
Gli investigatori hanno recuperato video, foto e file, compromettenti sui dispositivi della coppia; le analisi su questi device ha delineato un quadro di abusi ripetuti. Secondo i magistrati, la donna e il giornalista si scambiavano immagini di minori "in pose sessualmente esplicite". A rendere ancora più grave la posizione degli indagati sono i messaggi che accompagnavano i file, commenti definiti "irripetibili" e che, secondo gli inquirenti, descriverebbero palpeggiamenti e violenze compiute dalla docente sulla figlia e sui nipoti quando le venivano affidati, sempre su presunta istigazione del compagno.
Le chat mostrerebbero inoltre discussioni su ciò che era già stato fatto e su ciò che i due avrebbero voluto fare. Per la Procura, guidata dall’aggiunto Maurizio Arcuri e dalla pm Maria Perna, il quadro probatorio è tale da rendere necessario il ricorso alla custodia cautelare.