Ugo Longo, 17 anni dalla morte dell'avvocato e dirigente sportivo che salvò la Lazio dalla crisi del 2003 evitando il fallimento
Penalista di primo piano, fu presidente della Società Sportiva Lazio dal 2003 al 2004, nella vita privata fu compagno di Gabriella Greco
Il 14 marzo ricorre l'anniversario della morte di Ugo Longo, avvocato penalista e dirigente sportivo che nel 2003 assunse l'incarico di presidente della Società Sportiva Lazio, svolgendo un ruolo decisivo in uno dei momenti più difficili della storia del club biancoceleste: guidò la società in una complessa fase di crisi economica riuscendo ad evitarne il fallimento.
Chi era Ugo Longo, ex Presidente della Lazio
Nato a Caltanissetta il 1° gennaio 1941 e morto a Roma il 14 marzo 2009, Longo fu un avvocato di grande esperienza e una figura molto conosciuta negli ambienti giudiziari e sportivi italiani. Seppe mettere le proprie competenze legali al servizio della Lazio in un momento delicatissimo, quello della crisi economica del 2003, contribuendo a stabilizzare la situazione finanziaria e a garantire la continuità della società.
Ugo Longo si laureò con lode in Giurisprudenza all’Università di Palermo, si trasferì a Roma nel 1959 e intraprese la carriera di avvocato penalista nel 1967, iscrivendosi all’Ordine degli avvocati di Roma e diventando anche patrocinante in Cassazione. Nel corso della sua carriera professionale si occupò di numerosi processi di rilievo mediatico e giudiziario. Tra questi figurano il processo per il Calcioscommesse del 1980, nel quale difese Franco Cordova e Stefano Pellegrini, oltre a vicende come il delitto dell’Olgiata, lo scandalo dei fondi neri del SISDE e diverse inchieste legate a Tangentopoli e Mani Pulite.
Nel mondo dello sport entrò negli anni Novanta. Nel 1996 fu nominato vicecapo della Procura antidoping del Comitato Olimpico Nazionale Italiano e l’anno successivo ne divenne procuratore capo. Durante le indagini seguite alle accuse di doping nel calcio sollevate da Zdeněk Zeman, Longo si dimise denunciando la carenza di mezzi che rendeva difficile svolgere efficacemente il lavoro investigativo.
Parallelamente svolse il ruolo di avvocato di fiducia della famiglia di Sergio Cragnotti, proprietaria della Lazio all’epoca, seguendo diversi casi legali che riguardavano il club. Entrò anche nel consiglio di amministrazione della società biancoceleste, di cui curò vari aspetti giuridici.
Nel gennaio 2003, dopo il crac finanziario del gruppo Cirio e le dimissioni di Cragnotti, Longo fu nominato presidente della Lazio in una fase estremamente critica. La società si trovava in grave difficoltà economica, con stipendi arretrati e un forte indebitamento con il fisco. Durante la sua presidenza promosse diverse operazioni per salvare il club, tra cui aumenti di capitale e una riorganizzazione della gestione finanziaria, coinvolgendo anche migliaia di piccoli azionisti.
Grazie a queste iniziative la Lazio riuscì a superare il rischio di fallimento e a iscriversi al campionato successivo. In quegli anni arrivò anche un importante risultato sportivo: la conquista della quarta Coppa Italia nel 2004. Nello stesso anno Longo trovò l’accordo con il nuovo azionista di maggioranza Claudio Lotito, a cui cedette il pacchetto azionario e la presidenza della società.
Anche dopo aver lasciato la guida del club, continuò a seguire la Lazio come consulente legale, difendendola in diverse vicende giudiziarie sportive, tra cui quelle legate allo scandalo del calcio italiano del 2006.
Nella sua vita privata fu legato sentimentalmente a Gabriella Greco. Longo morì il 14 marzo 2009, all’età di 68 anni, dopo una lunga malattia, lasciando il ricordo di un avvocato di grande esperienza e di un dirigente sportivo che ebbe un ruolo decisivo in uno dei momenti più difficili della storia della Lazio.