12 Marzo 2026
Investcloud di Marghera, fonte: Facebook, @Lo sciopero delle donne
Investcloud chiude in Italia. 37 licenziamenti nella sede di Marghera, che equivalgono ad una cessazione totale delle attività nel nostro Paese. L'azienda Usa specializzata in software per il settore finanziario, ha deciso di optare per un riassetto totale, sostituendo i suoi dipendenti con l'intelligenza artificiale. Pur con ricavi e utili in crescita. Nel 2024 il bilancio ha segnato un utile netto di 501mila euro e un fatturato di 9,9 milioni, in crescita del 63% rispetto al 2023. L'episodio pone l'attenzione su uno dei temi più importanti degli ultimi anni in ambito lavoro, che terrà inevitabilmente banco anche nei prossimi anni. Una recente sentenza del tribunale di Roma ha stabilito che è legittimo il licenziamento di un dipendente da sostituire con l'intelligenza artificiale per giustificato motivo oggettivo.
Investcloud ha spiegato che l'attuale modello di business, sviluppato "secondo un modello fortemente distribuito in diversi Paesi nel mondo e parzialmente basato su soluzioni adattate a livello locale, non risulta più compatibile con l'obiettivo di realizzare una piattaforma tecnologica integrata centrata su soluzioni basate sull'intelligenza artificiale".
La filiale italiana di Investcloud è tutt'altro che in crisi. Il bilancio 2024, l'ultimo pubblicato, ha registrato un utile netto di 501.000 euro e un fatturato di 9.941.000, in crescita rispetto al 2023 (più 63%). Tuttavia, nonostante questo, la multinazionale americana ha deciso di fare a meno della forza lavoro italiana sostenendo che l'attività della sede veneziana sarebbe diventata "strutturalmente anti-economica e inefficiente".
Sul piede di guerra i sindacati. Così Matteo Masiero della Fim Cisl: "Il caso della InvestCloud Italy (Ex Finantix) di Marghera dimostra in modo pratico come la "Transizione" tecnologica impatti pesantemente nel lavoro e oggi sempre più anche nel settore metalmeccanico travolgendo quell’idea di giustizia sociale, tutela a occupazionale e impresa locale per cui tutti i giorni combattiamo. È evidente che quando si trattano ben immateriali e servizi i vincoli di spazio e tempo vengono meno e con essi viene messo in discussione tutto l’impianto delle tutele contrattuali, dal costo del lavoro, al salario, alle protezioni sociali".
Daniele Giordiano e Michele Valentini della Cgil di Venezia: "Non siamo di fronte soltanto ad una riorganizzazione aziendale: siamo davanti ad un caso emblematico che dimostra come l'intelligenza artificiale non sia affatto neutra. Il punto vero è sempre lo stesso: quale intelligenza artificiale, con quali strumenti, con quali regole e sotto quale controllo pubblico. Questa vicenda conferma il ritardo grave accumulato dall’Italia e dall’Unione europea. Un ritardo che oggi produce una crescente dipendenza da grandi gruppi e da altri Paesi che, com’è evidente, perseguono i propri interessi strategici e industriali, non certo quelli del lavoro, dell’occupazione e del sistema produttivo italiano".
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