Stramezzi si è salvato, la pietà no. E nemmeno la verità sul dannato vaccino che continua a mietere vite

Mentre il nostro dottore stava in coma, i soliti hanno dato il peggio di loro: nessuna sorpresa, se mai la conferma di una propaganda infame che deve continuare

Sono deluso, ho sprecato un coccodrillo: Andrea Stramezzi si è salvato. Pure bello, mi era riuscito: io a scrivere cose smielate su di lui, e lui che se ne stava bello tranquillo in coma, senza provare niente, nessun dolore, come la canzone di Battisti (me lo ha detto lui). Sempre questa maledetta fretta, potevo tenermelo nel cassetto. Chissà quando ricapiterà. E già le anime belle si disperano: “Prima si è salvato Del Papa, adesso pure Stramezzi: non c'è un Dio”. Invece c'è, e spero si ricordi di loro.

Noi adesso scherziamo, ci sfottiamo, e non sono mai stato così felice di essere profetico: quella pizza, sorridendo alla faccia di chi ci vuole male, dovremo farcela sul serio, Andrea ed io. E mai avrei creduto di dovergli fare l'elogio funebre, anche se poi è andato male. Noi scherziamo, ma la colata lavica di cattiveria e di viltà che ha raggiunto Andrea mentre stava in coma, e pareva non farcela, quella rimane e dimostra parecchie cose, la prima: certa gente, molta gente fa clamorosamente schifo e non si smentisce mai (ad attaccare Stramezzi sono stati precisamente quelli che ci si poteva aspettare, anzi che non potevamo non aspettarci: mai perdere un'occasione per deludere, mi raccomando); ma di più grave c'è, resta il furore stupido su questa faccenda dei vaccini, del Covid. Stramezzi è stato irriso, gli è stato augurato di crepare (spero adesso vi scoppi il fegato, squallidi) in quanto “medico novax che si era vaccinato”: siamo alla psicopatologia, che però testimonia di un passato che non passa: eccoci di nuovo a un anno fa, due anni fa, cinque anni fa: la strage continua e si allarga, le morti più o meno improvvise e le malattie croniche, devastanti, insistono, nessuno paga, la propaganda è più forte di prima, l'abbiamo vista anche a Sanremo che è spettacolo di regime.

Si è normalizzato il crimine, ma su questo avevamo pochi dubbi; si è normalizzato anche l'odio. Non è solo fanatismo e non è solo lo sciacallaggio dei miserabili, è una precisa strategia che continua, intesa ad alimentare la confusione e a buttarla in vacca, come si dice. Il furore non passerà, più sanno in cuor loro di avere avuto torto e più insisteranno nella violenza verbale, nella diffamazione, nelle provocazioni. Questa strage globale, che coincideva col giro della pedofilia globale intorno ad Epstein, resterà, deve restare il tabù di questa epoca. Tanto più che, esattamente come un anno fa, due anni fa, cinque anni fa, ancora oggi nessuno tra i vari personaggi pubblici si azzarda a dire le cose come stanno, neppure quando si ammala. Sto portando in giro un monologo dove racconto tutto, cito uno per uno, con tanto di anagrafe, i messaggi di odio e di minaccia di cinque anni fa; poi cito i messaggi delle vittime, di quelli che non ce l'hanno fatta. Trovo innumerevoli difficoltà, tutti, quando scoprono di che si tratta, oppongono il medesimo rifiuto: ci spiace ma c'è di mezzo la politica, non vogliamo guai.

Una coda di paglia sconcertante, ma non sorprendente. Continueremo a leggere, a sentire che i vaccini hanno salvato due milioni, venti milioni, venti miliardi di vite. Che gli effetti avversi non esistono. Che sono sporadici. Che sono frutto di suggestioni. Continueranno ad aspettare la prossima pandemia, e saranno gli stessi mostri, orchi, pedofili, cannibali perché è morto solo uno, il terminale, il centro di gravità permanente dell'inferno ma l'inferno continua. Continueranno a prendere in giro chi si è salvato, a odiare chi ha testimoniato, a isolare chi non si è consegnato alla grande menzogna. Continueranno a non spiegare, a coprire, a mestare, a ripetere che è stato un virus accidentale, sfuggito chissà dove, come, a chi, come se non fosse il prodotto di un processo di ricerca e perversa ricerca che durava da quasi 20 anni. Insisteranno nel negare il veleno letale della proteina spike, a dispetto del fatto che le farmacie ormai offrono un test di rilevamento della medesima proteina, per ragioni evidentissime, anche se non specificate: “Così, per sapere, per stare tranquilli”.

In un certo senso, anzi in molti sensi, hanno vinto: nessuno dei responsabili pagherà a termini penali così come non pagherà in salute, visto che quelli che hanno ingannato, mentito o forzato sulle somministrazioni, si sono ben guardati dall'assumerle a loro volta: diversamente non si spiega la loro vitalità, quell'essere sempre in giro, a inaugurare, ricevere premi, lauree ad honorem, a nominare ed essere nominati, ad affiorare permanentemente dall'acquario televisivo: fidatevi, chi ha avuto una malattia grave quell'energia non ce l'ha: se alla malattia si somma la cura, devastante, e l'effetto permanente del vaccino, è già tanto se uno riesce a trascinarsi per qualche minuto al giorno. Fidatevi.

E questa è la cosa che fa più rabbia: noi all'estrema fatica, i nostri carnefici, bugiardi, infami, più in sella che mai. Perché non si sono vaccinati mai. Tira a campare, Andrea Stramezzi, che è andata già bene così. Certo però che se sapevo che te la cavavi, tutte quelle belle parole me le risparmiavo. Bauscia di una gramigna che altro non sei.