Villa Pamphili, disposta perizia psichiatrica per Francis Kaufmann, difesa: "Condizioni mentali deteriorate in modo evidente"
Il cittadino statunitense è imputato per il duplice omicidio aggravato dai motivi futili e abietti e per l’occultamento di cadavere. Le accuse riguardano la morte della compagna Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda
La Corte d’Assise di Roma ha disposto una perizia psichiatrica per Francis Kaufmann, l’uomo accusato del duplice femminicidio avvenuto a Villa Pamphili, per stabilire se sia in grado di partecipare consapevolmente al processo. I giudici hanno concesso ai periti 30 giorni di tempo per valutare le condizioni mentali dell’imputato e accertarne la capacità di assistere al dibattimento.
Il cittadino statunitense è imputato per il duplice omicidio aggravato dai motivi futili e abietti e per l’occultamento di cadavere. Le accuse riguardano la morte della compagna Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda. I corpi delle due vittime furono scoperti nel giugno 2025, in momenti diversi, tra i cespugli del parco di Villa Pamphili, nascosti all’interno di sacchi neri.
Villa Pamphili, disposta perizia psichiatrica per Francis Kaufmann, difesa: "Condizioni mentali deteriorate in modo evidente"
La richiesta della perizia psichiatrica era arrivata dalla difesa. "Una richiesta legata alle sue condizioni mentali - aveva spiegato in aula l’avvocato Paolo Foti - che negli ultimi mesi sono andate deteriorandosi in modo evidente. A mio modo di vedere non sono compatibili con lo stare in giudizio". La Procura di Roma si era opposta alla richiesta, sostenendo che non vi fossero i presupposti per disporla. I giudici avevano quindi rinviato la decisione in attesa di acquisire il diario clinico dell’imputato, per poi accogliere l’istanza.
Il processo si è aperto il 2 febbraio davanti alla Corte d’Assise. Francis Kaufmann è accusato di aver ucciso la compagna Anastasia e la figlia Andromeda, di appena 11 mesi.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo avrebbe prima strangolato la compagna e poi la bambina. Gli esami del Dna hanno confermato che Kaufmann era il padre della piccola. L’imputato, che all’epoca si presentava come un regista americano utilizzando diversi alias — tra cui “Rexal Ford” — non ha mai confessato e durante gli interrogatori si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Dopo il duplice omicidio era fuggito in Grecia, dove è stato arrestato in seguito a un mandato di cattura internazionale e poi estradato in Italia. Prima di lasciare il Paese aveva contattato alcuni familiari negli Stati Uniti fornendo versioni contraddittorie su quanto accaduto: dalla presunta fuga della compagna con un altro uomo fino all’ipotesi di poter riavere la figlia con sé.