Armi, l'Europa è il più grande importatore di armi al mondo: oltre ad essere sotto permanente ricatto degli USA siamo pure scemi

Gli europei si riempiono di armi ma non le fabbricano, le importano dagli USA, non sarebbe possibile una riconversione così veloce dei propri sistemi di produzione: oltre che autodistruttivi siamo pure stupidi – LO STUDIO

L’espansione delle armi nel mondo è dovuta all‘Europa. I trasferimenti internazionali di sistemi militari crescono del 9,2% tra il periodo 2016-2020 e il quinquennio 2021-2025. I dati emergono da un nuovo rapporto dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI) che analizza le tendenze del mercato mondiale degli armamenti.

Il forte aumento della domanda europea ha triplicano gli acquisti del continente e fatto conquistare alla regione la prima posizione per importazione. L’Europa riceve il 33% delle importazioni globali di armi. Nel quinquennio precedente la quota raggiungeva solo il 12%.

E’ la ricetta NATO che ha imposto il passaggio: gli USA hanno deciso che L’Europa deve aumentare il budget che dedica alla difesa. E deve farlo con tempi decisi da Washington. E come? Acquistando armi dagli USA. Gli Stati Uniti forniscono quasi la metà delle armi destinate all’Europa, con una quota del 48%. Germania e Francia seguono con quote minori.

Il conflitto in Ucraina alimenta una parte decisiva di questo cambiamento. Kiev riceve il 9,7% dei trasferimenti globali tra il 2021 e il 2025 e conquista la prima posizione tra gli importatori. Molti governi europei avviano programmi di riarmo con l’obiettivo di rafforzare la capacità militare di fronte alla minaccia percepita da Mosca.

Mathew George, direttore del programma sui trasferimenti di armi del SIPRI, collega l’aumento dei flussi a questa dinamica. Secondo il ricercatore, le consegne all’Ucraina rappresentano il fattore più visibile ma molti altri Paesi europei hanno avviato nuovi e invasivi programmi di acquisizione per rafforzare le forze armate. Polonia e Regno Unito occupano le posizioni successive nella classifica degli importatori europei.

L’espansione della domanda europea contribuisce al rafforzamento della posizione degli Stati Uniti nel mercato globale. Washington detiene il 42% delle esportazioni mondiali nel periodo 2021-2025, contro il 36% nel quinquennio precedente. Le esportazioni statunitensi crescono del 27% e raggiungono 99 Paesi.

Per la prima volta in due decenni l’Europa riceve la quota maggiore delle esportazioni statunitensi, con il 38%. Il Medio Oriente segue con il 33%. L’Arabia Saudita resta il principale cliente di Washington e assorbe il 12% delle vendite.

Il ricercatore Pieter Wezeman interpreta questa dinamica come segno di un predominio consolidato. Le armi statunitensi offrono capacità tecnologiche avanzate e rafforzano i rapporti strategici con Washington. Il governo statunitense considera le esportazioni militari uno strumento di politica estera e un sostegno per l’industria della difesa.

La Francia occupa la seconda posizione tra gli esportatori globali con il 9,8% del mercato. Parigi registra una crescita del 21% nelle vendite e spedisce armamenti verso 63 Paesi. India, Egitto e Grecia rappresentano i clienti principali. Le vendite francesi verso partner europei crescono con forza, anche se la maggior parte delle esportazioni raggiunge mercati esterni al continente.

La Russia registra invece una forte contrazione. Le esportazioni russe scendono del 64% tra i due periodi analizzati e la quota globale cala dal 21% al 6,8%. Mosca invia armamenti a 30 Stati. India, Cina e Bielorussia assorbono quasi tre quarti delle vendite. A dimostrazione che partecipare direttamente a una guerra non comporta per forza di cose aumentare la propria produzione.

La Germania conquista la quarta posizione tra gli esportatori e supera la Cina. Berlino controlla il 5,7% del mercato globale. Una parte consistente delle consegne raggiunge l’Ucraina e altri Paesi europei.

Anche l’Italia registra una delle crescite più rapide. Le esportazioni aumentano del 157% e portano il Paese al sesto posto nella classifica mondiale. Il Medio Oriente riceve oltre metà delle vendite italiane, mentre Asia-Oceania ed Europa seguono con quote minori.

Israele amplia la presenza nel mercato globale. La quota cresce dal 3,1% al 4,4% e supera quella del Regno Unito. L’industria militare israeliana concentra lo sviluppo sui sistemi di difesa aerea, un settore che attira una forte domanda internazionale.