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Enzo Tortora, l’uomo a cui la vita è stata rovinata: bisogna riformare la giustizia italiana, anche i giudici devono pagare i loro errori

Penso che la storia di Tortora sia da ricordare, perché per colpa di un clamoroso errore giudiziario gli ha rovinato la vita, e nessuno gliel’ha mai restituita: e per questo penso che anche i giudici debbano pagare per i loro errori

08 Marzo 2026

Enzo Tortora, l’uomo a cui la vita è stata rovinata: bisogna riformare la giustizia italiana, anche i giudici devono pagare i loro errori

Da poco è uscita la nuova serie su Enzo Tortora di Marco BellocchioPortobello. Guardarla mi ha fatto molto riflettere.

Enzo Claudio Marcello Tortora, nato a Genova il 30 novembre 1928, è stato un conduttore televisivo, attore, autore, giornalista e politico. Viene considerato padre della televisione italiana, per il suo stile di linguaggio televisivo moderno ed elegante. Inizia negli anni ’50 in Rai, conducendo La Domenica Sportiva, Campanile Sera e Portobello, il suo capolavoro che lo portò al successo, perché all’epoca era un format rivoluzionario. Negli anni ’70-’80, riusciva a coinvolgere 26 milioni di spettatori, quasi mezza popolazione italiana. 

Però non andò tutto come previsto, perché il 17 giugno 1983 venne arrestato con accuse gravissime di associazione camorristica e traffico di droga. Quando Tortora vide il suo mandato di arresto rimase sbalordito, consapevole di non
aver mai commesso quei crimini. L’arresto in manette davanti alle telecamere divenne simbolo della macelleria giudiziaria italiana.

Purtroppo, in poco tempo si ritrovò contro una parte dei suoi telespettatori, senza sapere della sua innocenza. Tortora affrontò sette mesi di carcere e poi i domiciliari. Nel 1985, venne condannato in primo grado, Tortora rifiutò ogni compromesso, si candidò con i radicali, divenne europarlamentare ma lasciò l’incarico per concentrarsi sul processo. Nel 1986, venne assolto con formula piena perché il fatto non sussiste. Dopo tanto tempo Tortora tornò a Portobello, un gesto che divenne simbolico per dignità e riscatto. Tortora morì nel 1988, poco dopo la fine del processo.

Non essendo ancora nato, in quegli anni mi sono documentato grazie ai racconti di mio padre e guardando la serie. Penso che la storia di Tortora sia da ricordare, perché per colpa di un clamoroso errore giudiziario gli ha rovinato la vita, e nessuno gliel’ha mai restituita. Persone che prima lo amavano e lo seguivano sempre in televisione finirono per trovarselo contro,
per un errore dei giudici che si sono fidati di false testimonianze fatte da persone provenienti da ambienti di camorra. Ed è per questo che io penso che ci voglia una riforma nella giustizia italiana, e che anche i giudici devono pagare i loro errori.

di Nico Combattelli Popoli (Pe)

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