Danneggiati da vaccino Covid fuori dal ghetto, infranto il tabù del Parlamento: Comitato Ascoltami ricevuto in commissione

A 5 anni dalla campagna vaccinale di massa, il Comitato Ascoltami, che riunisce in forma organizzata il più alto numero di danneggiati da vaccino anti-Covid è stato ricevuto dalla Commissione bicamerale che indaga sui fatti della pandemia

Il lungo cammino dei danneggiati da vaccino anti-Covid ha toccato ieri un punto di non ritorno. Finalmente, a cinque anni dalla campagna vaccinale di massa, il Comitato Ascoltami, che riunisce in forma organizzata il più alto numero di danneggiati da vaccino anti-Covid è stato ricevuto dalla Commissione bicamerale che indaga sui fatti della pandemia. L’audizione si è svolta a Palazzo San Macuto e ha visto protagonista Federica Angelini, fondatrice e presidente del Comitato che si batte per il riconoscimento delle vittime della campagna vaccinale. Al suo fianco, c’eravamo anche noi della Bussola, chiamati a rispondere alle domande dei commissari, dopo il lungo lavoro di indagine giornalistica che abbiamo svolto al fianco del Comitato per dare dignità a questo dramma nascosto per troppo tempo.

È stata un’audizione intensa, nel corso della quale sono risuonate parole per la prima volta chiare sull’esistenza dei danneggiati da vaccino. E finalmente, il poter parlare liberamente di questo fenomeno, taciuto per troppi anni, ha consentito di abbattere il tabù che vedeva i danneggiati come malati di serie B, definiti sprezzantemente no vax.

Proprio su questo termine odioso, la senatrice del Pd Ylenia Zambito, si è scusata dopo aver sentito il drammatico racconto di Federica Angelini, per aver definito in passato i danneggiati «no vax», mostrando come il lavoro svolto da Fratelli d’Italia in Commissione, che ha voluto fortemente questa audizione, sia stato proficuo anche e soprattutto nell’ottica dell’accettazione di vittime di una campagna vaccinale che doveva essere a rischio zero.

Invece, la Angelini, prendendo la parola, ha descritto le numerose patologie subite dai danneggiati, i tentativi infruttuosi fino a ieri di farsi ascoltare dalle Istituzioni e ha illustrato ai parlamentari, che hanno ascoltato con interesse e senza pregiudizi, le richieste che il Comitato da cinque anni fa alla politica: un ticket esentivo per sospetta reazione avversa, la revisione della legge 2010/92 che regolamenta gli indennizzi e la creazione di un ambulatorio in ogni regione per sospetta reazione da vaccino.

«In questi anni il Comitato che rappresento – ha detto la Angelini – ha svolto un lavoro costante: abbiamo raccolto testimonianze terribili, segnalazioni; abbiamo ascoltato centinaia di famiglie; abbiamo fornito orientamento giuridico e umano a cittadini che non trovavano interlocutori; abbiamo inoltrato istanze alle autorità competenti affinché ogni caso fosse preso in considerazione».

E ha ricordato di quando nel novembre 2021 venne ricevuta in Senato portando una relazione su quanto stava accadendo: «Lì mi è stato detto, e lo ripeto qui, davanti a voi, che per lo Stato italiano, purtroppo, noi non eravamo previsti. Mi è stato detto proprio così: Signora, voi non siete previsti. Quella frase non la dimenticherò mai. Perché quando stai male e ti senti dire che non sei previsto, significa che non esisti».

Poi rivolgendosi alla Commissione ha fatto appello: «Questa Commissione ha oggi la possibilità di dimostrare che lo Stato non volta nuovamente le spalle ai propri cittadini. Che sa guardare con onestà anche ai passaggi più controversi della propria storia recente. Che sa trasformare il dolore in consapevolezza e la sofferenza in responsabilità».

Alle parole della Angelini ha fatto seguito la relazione preparata dalla Bussola, nella quale è stato illustrato il lavoro di indagine giornalistica svolto a sostegno del Comitato e di tutti i danneggiati. Un lavoro nel quale, oltre a raccontare incessantemente le storie drammatiche di cittadini vaccinati e resi invalidi da diverse patologie, dalla neuropatia delle piccole fibre alla peri-miocardite fino alla cecità e molte altre, abbiamo rendicontato anche sulle sentenze della Giustizia a favore dei danneggiati e pronunciate “in nome del popolo italiano”.

Ma anche rendendo informata la Commissione delle difficoltàche oggi i danneggiati hanno nell’accedere agli indennizzi previsti dalla legge, che pure non stanno mancando. Nel corso della nostra audizione abbiamo cercato di smontare due pregiudizi che solitamente vengono detti per sminuire la portata degli effetti avversi da vaccino e che qualche commissario, ancora ripete: «i benefici superano i rischi» e «tutti i farmaci hanno effetti collaterali».

Si tratta in realtà di frasi manifesto che non hanno alcuna attinenza con la realtà e che sono smentite dal fatto che almeno per i danneggiati i rischi hanno superato i benefici e di questo bisogna tenere conto. E che nessuno per prendere un qualunque farmaco che può dare effetti avversi viene obbligato e che comunque se lo prende è perché ha qualche cosa che non va, perlomeno. Condizioni che per il vaccino non si sono verificate.

In conclusione, del nostro intervento, abbiamo rimarcato come sia dovere dello Stato farsi carico dei danneggiati per rispondere ad una sorta di riconciliazione nazionale che prenda in carico nella cura queste vittime lasciate sul campo dalla stagione pandemica.

I deputati e senatori della minoranza si sono detti colpiti e sinceramente partecipi del dolore dei danneggiati, cui per la prima volta hanno riconosciuto quella dignità e quell’ascolto che in passato, quando governavano al tempo della pandemia, dal Pd ai 5 Stelle, era stata negata.

E, in particolare il grillino Alfonso Colucci, vicino all’ex premier Giuseppe Conte, il quale ha chiesto alla Angelini dettagli sulle richieste di revisione legislativa che possano permettere ai danneggiati di essere presi in carico dallo Stato.

Soddisfatti e non poteva essere altrimenti per un momento di chiarezza istituzionale da sempre assente nel dibattito, i parlamentari del gruppo di Fratelli d’Italia, cui va dato atto, soprattutto con la deputata Alice Buonguerrieri e col presidente Marco Lisei, di aver fortemente voluto questa audizione per iniziare a dare loro delle risposte.

In particolare, la Buonguerrieri, in una nota ha detto: «La campagna di comunicazione istituzionale sui vaccini anti-Covid fu fallimentare. Federica Angelini, presidente del Comitato Ascoltami che riunisce persone danneggiate dal siero, ha confermato oggi in commissione Covid che i cittadini si recarono nei centri vaccinali sospinti dalla persuasione esercitata dalle istituzioni. La Angelini, lei stessa vittima degli effetti avversi del vaccino, ha spiegato che in molti si sono vaccinati per senso d’altruismo, poiché convinti che la vaccinazione non avrebbe trasmesso il virus a persone care, magari più fragili. Ebbene, quella scelta, basata dunque su un’informazione fuorviante, si è rivelata per loro fatale: la Angelini ha parlato di migliaia di casi gravi, molti dei quali conclusi con il decesso del danneggiato. È inaccettabile che le istituzioni recidano il rapporto di fiducia con la cittadinanza in nome di ragioni politiche ammantate di scientificità».

E ha poi proseguito: «Sappiamo, infatti, grazie al lavoro della commissione Covid, come emerso dai video delle riunioni del Cts, che l’allora ministro della Salute, Roberto Speranza, decise di tirare dritto con la campagna vaccinale nonostante le perplessità rappresentate dagli esperti. Persone che hanno subito danni gravi a seguito della vaccinazione, se non fosse per Fratelli d'Italia, sarebbero rimaste ancora oggi ignorate e persino denigrate, perché i componenti dell'opposizione avevano osteggiato in ufficio di presidenza l'audizione del Comitato Ascoltami definendone i componenti, in modo dispregiativo, "no-vax". Ma l'impegno di Fratelli d'Italia non si ferma qui: faremo tutto il necessario per fornire loro sostegno».

Ora, l’auspicio è che prosegua il lavoro per assicurare cure e nuove normative per i danneggiati, come effettivamente sta avvenendo da parte di Fratelli d’Italia. Una cosa è certa, almeno dopo oggi: parlare di danneggiati da vaccino non può più essere tabù e nemmeno essere considerato un tema residuale nel dibattito o peggio ancora, superato dal tempo.

E la Bussola è onorata di aver contribuito a rompere il muro di gomma con i suoi articoli.

Di Andrea Zambrano