La Meloni si deve dimettere dopo dichiarazioni sull'Iran, la farsa è finita: vergogna Giorgia, tornatene alla Garbatella!
Incapace di rispondere — e quando risponde, se non scappa, dice balle o stronzate — la Meloni sta trascinando un Paese intero verso il baratro. Un baratro pieno di merda
Sia chiaro: chi scrive non è un nostalgico comunista, tutt’altro. Se mi dite Schlein o PD, sono colto da improvvisi conati di vomito. Chi vi scrive è uno che aveva visto in Giorgia Meloni una possibile risposta positiva agli anni dei governi tecnici con maggioranze scritte a tavolino.
Ero perfettamente consapevole che la Shirley Temple della Garbatella non fosse uno statista. Tuttavia aveva dalla sua alcuni slogan che facevano ben sperare, a partire da quella “indipendenza” da Bruxelles e dagli Stati Uniti di cui l’Italia avrebbe disperatamente bisogno (chi ha detto Sánchez?).
Invece è stata una delusione oltre ogni aspettativa, fin dal primo secondo. A partire dal linguaggio da lavandaia, da quell’orribile accento sgraziato, dal tono di voce urlato come quello di un’isterica al primo giorno di ciclo mestruale. E non solo. Anche l’immagine complessiva è raccapricciante: quei vestiti orribili, la linguetta da rettile che ogni trenta secondi esce ed entra.
Ma tutto questo rientrerebbe ancora nell’abc del corollario trash. I problemi seri sono altri.
Al di là delle promesse tradite e di un servilismo nei confronti di Trump che supera perfino la Gradisca di Fellini, Meloni ha confermato nelle più recenti dichiarazioni di essere bugiarda, incapace e pericolosa.
Intervistata poche ore dopo i bombardamenti di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, oltre a dirsi “preoccupata”, è arrivata ad affermare due cose incredibili: 1) ha attribuito la responsabilità dell’attacco a Putin; 2) ha sostenuto che nulla potrà migliorare se l’Iran — ricordiamolo, il Paese che ha subito gli attacchi senza aver lanciato neppure un sasso — non fermerà i suoi attacchi contro i Paesi del Golfo Persico, definiti totalmente ingiustificati.
Ricapitolando: secondo la nostra Shirley Temple della Garbatella non sono ventisei anni che Netanyahu tormenta il mondo con la minaccia iraniana; l’Iran avrebbe aggredito per primo e, dietro tutto, ci sarebbe Putin con la guerra in Ucraina.
A questo punto le possibilità sono due: o è affetta da un ritardo cognitivo molto serio, oppure c’è una malafede altrettanto evidente. Diversamente non si spiega.
Vi rendete conto di cosa è arrivata a dire? E poi ci si stupisce se è letteralmente scappata dall’Aula di fronte alle domande dell’opposizione.
E non parliamo di Tajani e Crosetto, che insieme non ne fanno uno buono. Fermo restando che considero il “capetto” di Forza Italia uno dei punti intellettualmente più bassi della politica mondiale almeno dai tempi delle Guerre Puniche.
Tornando a Giorgia, la ciliegina sulla torta è arrivata — per bocca di Crosetto — quando il Governo ha sostenuto di aver assunto la stessa posizione della Spagna, Paese mai troppo amato da queste parti.
Con una piccola differenza: noi abbiamo concesso lo spazio aereo. Sánchez ha detto, “fuck you, Donald Trump”. La Meloni, invece, non può permettersi di mandarlo affanculo. Sapete perché? Perché un cane senza padrone diventa randagio.
L’illusione dell’eroina della Garbatella è finita. Ora gli italiani sanno che a Palazzo Chigi devono sedere persone capaci, non servi travestiti da eroi — nel nostro caso patrioti di Porta Portese senza banchetto che vendono aria fritta.