Vi parlo del mio amico Andrea Stramezzi, che tra la vita e la morte lotta, e non lo sa, contro un odio demente
Io una cosa so per certo: fosse mai capitato a qualcuno dei suoi detrattori, e perfino persecutori, mai avrei sentito Andrea concedersi uno dei loro commenti, maligni, sciacalleschi. Non gli apparteneva, non era da lui.
Spero con tutto me stesso non sia questo un coccodrillo, un de profundis ma solo un attestato di vicinanza per un amico: Andrea Stramezzi misteriosamente in coma, lotta per la vita al Policlinico di Milano: e si scatena la viltà, si agitano i vermi: chi ironizza, chi lo insulta, lo irride, tanto non può rispondere, chi insinua e le insinuazioni sono talmente stupide da sembrare degli autogol a porta vuota. Evitiamo i nomi che tanto sono sempre gli stessi e non meritano altro che disprezzo intinto nell'oblio. Però, siccome è troppo facile mistificare, io mi sento in dovere di mettere nero su bianco alcune precisazioni. La prima, sul piano umano: io di Andrea Stramezzi conservo la consistenza di un milanese, un conterraneo, sollecito, affettuoso, gentile: si è sempre tenuto al corrente del mio percorso oncologico, mi ha raggiunto, mi ha mandato farmaci e integratori di supporto, mi è stato, soprattutto, vicino umanamente, pur nella distanza e senza chiedermi niente, lo ha fatto perché se lo sentiva, per indole umana e di medico. E se lo ha fatto con me, lo ha fatto con chissà quanti altri, conoscenti e a maggior ragione pazienti. Lo ha fatto sapendo benissimo che su certe questioni eravamo distanti, ma lo ha fatto da uomo a uomo. E anche, mi piace pensare, da “bauscia” milanese a bauscia.
Non l'ho mai sentito azzardare giudizi meschini o malvagi su colleghi, anche quelli che gli volevano e gli facevano del male: opinioni sprezzanti, magari, sì, spregevoli no. Viceversa, di rappresaglie e cattiveria ne riceveva di continuo: mi disse, e non ieri, ma anni fa, di sentirsi stanco, a volte disperato, che aveva pensato molto al gesto del collega Giuseppe De Donno, aveva pensato di raggiungerlo. Chi odia in modo continuo, scientifico, chi non lascia mai in pace non lo fa per questioni di puntiglio e in definitiva neppure di egocentrismo: agisce in maniera per così dire scientifica, sapendo che l'odio sistematico genera stress e lo stress è il portale per ogni potenziale malattia o attacco; ne so qualcosa io e quelli che attaccano Andrea, perfino in queste ore, perfino nella sua condizione tra la vita e la morte, sono gli stessi che si scagliavano proprio contro De Donno, e che non ne ebbero abbastanza neppure del suo suicidio; e sono gli stessi che ogni santo giorno mandano a me auguri e minacce di morte: come mai sei ancora vivo, come mai il cancro non ha fatto sul dovere, speriamo che ti torni, speriamo te ne venga uno nuovo.
Andrea sconta il mio stesso destino: venire odiato dalle due tribù fanatiche, i “no” e i “pro”: i no perché, essendosi vaccinato, “ha tradito”,: senza considerare che Stramezzi, da medico, aveva accettato una pratica cui era contrario, sapendola pericolosa, esclusivamente per potersi continuare a dedicare ai pazienti, non solo suoi visto che veniva raggiunto da una quantità inverosimile di gente che gli chiedeva aiuto; dall'altra parte, i “pro” che lo attaccano allo stesso modo come traditore in fama di novax, sia pure di ritorno: e non si rendono conto, qui sta l'autogol, che, qualsiasi cosa sia accaduta ad Andrea, e ancora non se ne sa niente, se davvero è caduto di “malore improvviso”, questa è né più né meno la conferma che tutti tendono a negare o esorcizzare: aveva subìto tre dosi, era stressato, si è schiantato improvvisamente. Sono ancora solo ipotesi, va ribadito, e si fanno strada tra versioni incontrollate e perfino dietrologie da film di spionaggio: ma qui io ragiono in punto di logica, e la logica dei “pro” che lo sfottono perché sarebbe cascato di “malore improvviso”, proprio non sta in piedi. Quanto poi a chi osserva che “è andato a farsi curare dai medici tradizionali”, è un rilievo ancora più surreale e inconsistente: dove doveva andare? Con tutto che, essendo in coma, non ha deciso lui, non poteva assumere decisione alcuna. Ma, ripeto, dove doveva andare? Io non ho mai sentito il dottor Stramezzi gettare il bambino con l'acqua sporca, allo stesso modo in cui, se è lecito scendere nel personale, ma lo faccio proprio in punto di logica e di realtà, io pur sapendo che il vaccino mi aveva fatto ammalare, mi sono affidato a cure e terapie ospedaliere, non alle danze della pioggia o alle spremute di sole. Io non ho mai sentito Stramezzi rimproverarmi per queste scelte; casomai, da medico, mi suggeriva, mi proponeva ulteriori soluzioni a supporto: e perché mai non avrebbe dovuto?
Ma questi, in fondo, sono dettagli. Resta la sostanza umana: quella di un uomo e un medico che, forte delle sue convinzioni, condivisibili, discutibili, si è dedicato agli altri fino a consumarsi; e l'altra di chi, senza rispetto e senza dignità, gioisce e scherza sul suo stato moribondo, per giunta fingendo di preoccuparsene, dunque carogna due volte perché di fatto gli augura di morire. Andrea è in coma e non può saperlo, ma, se mai tornerà fra noi, tutto farà meno che stupirsene: quante volte lo abbiamo osservato, insieme, che se una cosa buona il Covid con tutti gli annessi e connessi ha sortito, è stata il disvelamento degli altarini e delle illusioni: le cose stanno come stanno e la cosiddetta gente è quella che è, cioè fa schifo, fa ribrezzo. Fa orrore. Una incapacità di rispetto, di pietà umana, perfino di intelligenza elementare: almeno statevi zitti. Ma questa faccenda dei social ha convinto tutti, in particolare i primitivi, che è necessario dimostrare quanto sono infami. Poi parlano tanto di empatia. Io una cosa so per certo: fosse mai capitato a qualcuno dei suoi detrattori, e perfino persecutori, mai avrei sentito Andrea Stramezzi concedersi uno dei loro commenti, maligni, sciacalleschi. Non gli appartiene proprio, non fa parte del suo animo. C'è gente che lo voleva morto, ci voleva morti, e adesso festeggia, in modo disumano, incredibile, fra turbini di bestemmie, oscenità, assurdità. E franche bugie, come quello che mi ha scritto: i malori improvvisi prima dei vaccini erano 50mila l'anno, dovete crepare tutti. Ma pensa: poteva dircelo, avvertirci. Ma non ha nome, non ha faccia, ha solo il suo odio demente e analfabeta. Salvati, Andrea, e dopo andremo a farci una pizza sorridendo di tutta questa miseria umana. Amaramente. Ma sorridendo, come abbiamo fatto tante volte.