Tram deragliato a Milano, prende corpo pista errore umano: ipotesi uso del cellulare mentre il conducente era alla guida

Anche se al momento appare meno probabile, gli inquirenti non escludono del tutto l’ipotesi di un guasto tecnico. Sarà quindi analizzata anche la scatola nera del tram per verificare eventuali anomalie nei sistemi di bordo

Resta da appurare se è stato un malore improvviso o una distrazione fatale, probabilmente provocata da un messaggio inviato col telefonino durante la guida, ma dagli ultimi rilievi sembra sempre più probabile che la causa del deragliamento del tram a Milano possa essere legata a un errore umano. E l'errore sarebbe del conducente del mezzo, al momento il solo indagato per disastro ferroviario, lesioni e omicidio colposi.

Tram deragliato a Milano, prende corpo pista errore umano: ipotesi uso del cellulare mentre il conducente era alla guida

Proseguono senza sosta gli accertamenti sull’incidente che venerdì scorso ha sconvolto Milano. Subito dopo il deragliamento del Tramlink numero 9, in cui hanno perso la vita due persone e una cinquantina sono rimaste ferite, sono stati effettuati i primi rilievi tecnici.

Quello che ne è emerso, almeno in questa fase iniziale, è il quadro di un sistema apparentemente funzionante in tutte le sue parti. Un elemento che fa sì che l’ipotesi di "possibili errori umani" prenda il sopravvento sugli "eventuali malfunzionamenti tecnici", entrambe le piste indicate dagli inquirenti nel decreto di sequestro notificato il 2 marzo all’ATM.

Dai rilievi tecnici è stato appurato che lo scambio e la relativa lanterna — il segnale luminoso che indica la direzione impostata delle rotaie — risultavano perfettamente funzionanti. Anche il sistema di frenata di sicurezza installato sul tram non sarebbe mai entrato in funzione prima che il conducente perdesse il controllo del mezzo. Il convoglio procedeva a una velocità prossima ai 50 chilometri orari, quella massima consentita su quel tratto.

Tutti elementi che rafforzano l’ipotesi che il problema non sia riconducibile né alla rete tranviaria né al mezzo, ma a un fattore umano. Saranno decisive, in questo senso, le analisi delle conversazioni intercorse tra il tranviere e la centrale operativa dell’azienda, così come l’esame del cellulare del conducente, ora sotto sequestro.

Gli investigatori dovranno chiarire se l’uomo abbia segnalato eventuali "anomalie" o un malore improvviso — come sostenuto fin dal primo momento — prima dell’impatto, cui è seguita la chiamata in cui avrebbe farfugliato "deragliamento... male, male male". Oppure se si sia trattato di una distrazione, magari legata proprio all’utilizzo del telefono mentre era alla guida.

Soltanto con gli accertamenti tecnici, che dovrebbero iniziare nei prossimi giorni nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Milano e delegata alla Polizia locale, sarà possibile ricostruire con precisione la dinamica dei fatti. Sono attese le notifiche alle parti coinvolte — ai legali delle vittime, del conducente ed eventualmente ad altri indagati — affinché possano partecipare alle operazioni peritali con i propri consulenti.

A breve verrà inoltre disposta l’autopsia sui corpi delle due vittime, Ferdinando Favia e Okon Johnson Lucky, un passaggio necessario per chiarire ogni aspetto legato alle cause del decesso.

Anche se al momento appare meno probabile, gli inquirenti non escludono del tutto l’ipotesi di un guasto tecnico. Sarà quindi analizzata anche la scatola nera del tram per verificare eventuali anomalie nei sistemi di bordo. Parallelamente verranno esaminate le immagini delle telecamere interne al Tramlink e quelle esterne installate all’incrocio in cui il mezzo ha scarrocciato.

Non solo. Saranno passate al vaglio anche le cartelle cliniche del dipendente Atm per accertare l’eventuale presenza di una sindrome vasovagale o di altri disturbi che possano aver provocato una perdita di coscienza. Fondamentali, infine, le testimonianze dei passeggeri presenti a bordo della linea 9 al momento dell’incidente.