AI, legittimo licenziamento di un dipendente, sostituibile con l'intelligenza artificiale, per motivi di riorganizzazione aziendale - LA SENTENZA del Tribunale di Roma
La vicenda trae origine dal licenziamento per giustificato motivo oggettivo intimato a una lavoratrice inquadrata nel livello IV del CCNL Commercio, impiegata come graphic designer all'interno del team creativo e marketing di una società operante nel settore della sicurezza informatica
Una sentenza del Tribunale di Roma legittima il licenziamento di un dipendente, sostituibile con l'intelligenza artificiale, per motivi di riorganizzazione aziendale. La vicenda trae origine dal licenziamento per giustificato motivo oggettivo intimato a una lavoratrice inquadrata nel livello IV del CCNL Commercio, impiegata come graphic designer all'interno del team creativo e marketing di una società operante nel settore della sicurezza informatica. Un licenziamento giustificato da una riorganizzazione aziendale, resasi tale dopo una grave crisi economico-finanziaria che avrebbe obbligato l'impresa ad intraprendere altre scelte. La sentenza sta già facendo discutere considerando che tocca un tema molto delicato, e cioè la sostituzione del lavoro umano con uno strumento come l'intelligenza artificiale.
AI, legittimo licenziamento di un dipendente, sostituibile con l'intelligenza artificiale, per motivi di riorganizzazione aziendale
Secondo una sentenza del Tribunale di Roma sarebbe legittimo il licenziamento per giustificato motivo oggettivo fondato su una riorganizzazione aziendale. Il tutto va anche inserito in un quadro di difficoltà economica-finanziaria dell'impresa stessa che sarebbe stata provata.
La lavoratrice aveva impugnato il licenziamento deducendone la pretestuosità e aggiungendo che le mansioni da lei ricoperte non sarebbero state eliminate, bensì redistribuite ad altri dipendenti. Inoltre, veniva lamentato che nessun'altra mansione, anche inferiore, sarebbe stata offerta alla lavoratrice.
Il Tribunale ha rigettato il ricorso, ritenendo dimostrata la sussistenza della crisi economica motivata dall'azienda. E a sostegno di ciò ci sarebbero diversi elementi come la riduzione dell'organico, la dismissione degli immobili, l'avvio di procedure di gestione della crisi e l'abbandono di alcuni settori non ritenuti più strategici. Così, la posizione di graphic designer sarebbe stata considerata coerente con la scelta imprenditoriale di concentrare le risorse sulle attività ad alto contenuto tecnologico.
La sentenza ha già aperto il dibattito su quello che potrebbe accade nel prossimo futuro, con il lavoro umano che potrebbe essere progressivamente assorbito da strumenti di intelligenza artificiale.