20 Febbraio 2026
Separazione delle carriere nel mondo, fonte: Instagram, @ilgiornale
Con l'avvicinarsi della data del referendum della giustizia, il 22 e 23 marzo, molti italiani si stanno chiedendo come è gestita la giustizia in altri Paesi del mondo. Nella maggior parte degli Stati occidentali, fra cui praticamente tutti i membri dell'Unione Europea, ma anche Gran Bretagna, Stati Uniti, Canada e Giappone, vige la separazione delle carriere. In altri Paesi, invece, come Russia, Cina, Egitto e Turchia, c'è un sistema giuridico più simile a quello italiano attuale, in cui la distanza fra giudicanti e requirenti è molto poca.
Il tema della separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri è al centro del dibattito in diversi ordinamenti, in quello italiano in primis, dato l'avvicinarsi della data del referendum. Nel panorama internazionale esistono modelli molto differenti, che riflettono tradizioni giuridiche, equilibri istituzionali e culture politiche diverse.
In molti Paesi europei e occidentali la distinzione tra magistratura giudicante e requirente è netta o comunque strutturalmente definita. In Germania il pubblico ministero è organizzato in modo gerarchico e dipende dal potere esecutivo, separato dai giudici. In Francia i magistrati appartengono formalmente allo stesso ordine, ma le funzioni e i percorsi di carriera sono distinti. Anche in Spagna e Portogallo esiste una differenziazione funzionale tra chi accusa e chi giudica.
Nei sistemi di common law la separazione è ancora più marcata. Nel Regno Unito i procuratori non fanno parte della magistratura giudicante, mentre negli Stati Uniti i district attorneys sono organi dell’accusa spesso eletti e totalmente distinti dai giudici. Modelli simili si ritrovano in Canada e Giappone.
Diversa la situazione in altri contesti, dove giudici e pubblici ministeri appartengono formalmente allo stesso corpo o dove il sistema giudiziario è fortemente influenzato dall’esecutivo. In Russia e Cina il potere politico esercita un controllo significativo sull’azione giudiziaria. In Paesi come Iran, Egitto o Turchia, l’assetto istituzionale prevede una minore distinzione strutturale tra funzioni e un ruolo rilevante dell’autorità statale.
L’assenza di una separazione formale delle carriere non equivale automaticamente a corruzione o arretratezza. Indicatori internazionali sullo stato di diritto mostrano che la qualità di un sistema giudiziario dipende da molteplici fattori: indipendenza effettiva dei magistrati, trasparenza delle nomine, garanzie disciplinari, libertà di stampa e solidità delle istituzioni democratiche.
È vero però che in diversi Stati privi di una forte separazione funzionale si registrano criticità legate all’indipendenza della magistratura e alla concentrazione del potere, soprattutto dove l’esecutivo può incidere direttamente su nomine e carriere. Al contrario, nei sistemi con chiara distinzione tra accusa e giudizio esistono meccanismi più definiti di controllo reciproco.
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