Maddie, l'angioletto scomparso 20 anni fa, è stata ritrovata: stava negli archivi di Epstein, come altri angeli spariti
Malvagità e avidità si sommavano nella cricca del finanziere orco: come dire, l'ultraliberismo che usa il dirigismo burocratico. E non finisce così, non basta spezzare un collo, le élite dei cannibali continuano come prima: chi mai può fermarle se hanno tecnica e ricchezza?
Maddie, l'angelo bambino svanito dal mondo venti anni fa, è stata a suo modo ritrovata, sta rinchiusa nei famigerati Epstein files e c'è chi adesso dice d'averla vista per mano alla strega del pedofilo, la Ghislaine Maxwell, in circostanze agghiaccianti come quelle di un film: la bambina che ripetutamente si volta, si copre un occhio, come vulnerata, come a voler chiedere aiuto ma la strega se la porta via. Ultima speranza, comunque sia, di immaginarla, chissà come, scampata, perché se davvero era finita in quel gorgo infernale non c'è più niente da aspettarsi. L'anonima pedofili esisteva ed esiste, ruotava intorno al finanziere che invitava tutti nelle sue isole demoniache per feste demoniache e, la si metta come si vuole, quel giro di orchi, di mostri esisteva e c'è ancora: sono tutti quelli che adesso si vergognano, non di ciò che facevano, e fanno, ma di essere stati scoperti. Temono per l'immagine, la reputazione, dunque gli affari.
La si rigiri come si vuole, ma questo orrore è reale, forse non al colmo del cannibalismo, ma non ci sentiremmo di escluderlo, forse non al livello della clonazione degli infanti violentati, ma insomma reale nella sua malvagità sostanziale, abissale. Dicono che finora è emerso niente, una infima parte degli orrori e dei protagonisti e anche questo non è difficile da credere. Se i nessuno sanno combinare atrocità inimmaginabili, se un ragazzino può macellare una compagna e scaraventarla ancora viva in un torrente, come fanno a non fare di peggio quelli che possono, che hanno tutte le occasioni per diventare demoni? La mela del peccato vale sempre, l'occasione fa l'uomo mostro. Un mondo mai così infrequentabile, mai così invivibile. Che rigurgita, che scoppia di buoni propositi, di valori scintillanti, di parole inclusive ma è retto da una rete di finanzieri orchi che organizzano stragi globali; e anche questo, con tutte le cautele che si vogliono, è difficile e sempre più difficile da negare, da non vedere. C'è una frase, fin troppo abusata, di Dostoevskij, “Se Dio non c'è tutto è possibile”, ma andrebbe forse capovolta: tutto diventa possibile quando c'è un Dio solo, il Vello d'Oro, per dire la ricchezza senza limiti e senza scrupoli. Come facciamo a sfoltire il mondo dei poveracci?” chiedeva il filantropo Gates al pedofilo Epstein. E trovavano subito la soluzione, una pandemia misteriosa da curare con farmaci misteriosi, ma letali, così da farci ancora più soldi, oceani di miliardi, passando per di più da benefattori. Dopo la “fine della Storia” immaginata da Fukuyama, uno dei tanti altisonanti coglioni che pretendono di illustrare la contemporaneità, il mondo si è dibattuto tra feticci vecchi ma risorgenti, come per risacca: il liberismo assoluto, trionfante, a tout prix, per cui va bene tutto, anche che una multinazionale di spedizioni paghi i fattorini schiavi a 2 euro la consegna, senza diritti, senza sicurezza, senza tutele, il liberismo finanziario che mette in tasca a un solo individuo migliaia di miliardi, cifre inimmaginabili che superano di molti multipli l'economia dei singoli Paesi; e, per reazione, una risorgenza statalista altrettanto assoluta e isterica; statalista e sovrastatale, come l'Unione Europea che vuol regolarizzare e imporre tutto dalla coltivazione delle vongole alla somministrazione di veleni.
Nessuno ha capito che questi due idoli erano solo in apparenza contrapposti, che in realtà cospiravano a costruire il peggiore dei mondi possibili. Per la semplicissima, evidentissima ragione che lo Stato burocratico conserva sì tutta la sua carica impositiva, autoritaria, ma al servizio della finanza totalmente deregolata, libera da qualsivoglia vincolo, la finanza che si fa feticcio da sé. Liberismo non è o non è più liberalismo e non è libertarismo, non è difesa dall'oppressione dirigista ma potere assoluto che utilizza le leggi e gli strumenti repressivi degli Stati con l'ausilio di una tecnica a sua volta onnipotente. Lavorano insieme, la finanza compera i poteri pubblici e se ne serve per schiacciare cittadinanze sempre più nominali, sempre più ridotte a plebi di ritorno. E non c'è altra ideologia o controideologia o soluzione che tenga: le cose stanno così, una resipiscienza è impensabile, tanto più che chi sbaglia non paga specie se può comperarsi quel magnifico istituto di tutela che risponde al nome di garantismo, oggi inteso correttamente come schermo per i criminali e i grandi ladri da una certa soglia di reddito in poi. Tecnica e scienza, la gaia scienza, l'infallibile scienza invocata dai fautori della repressione pandemica: adesso si viene a sapere che l'ultramostro Epstein investiva pesantemente in quella stessa scienza, corrompeva scienziati e premi Nobel, ne finanziava le ricerche; insomma perseguiva lo stesso disegno sviluppato a proposito dell'informazione, svilita, svuotata, inglobata nella comunicazione che è l'esatto contrario perché può contenere tutto e il suo opposto: notizie vere e falsità, fatti reali e allucinazioni, neologismi incomprensibili o distorcenti, pubblicità, esaltazioni, gogne, operazioni di discredito e di distruzione individuale e collettiva. Anche la sacra scienza, la suprema tecnica sono finite nel calderone della comunicazione malefica: per anni ci hanno garantito tutte le virtù possibili sui vaccini, nessuna delle quali fondata, coprendone tutte le avversità, viceversa indiscutibili. Le riviste mediche mentono come i giornali di gossip, e uno dei principali amici del pedofilo Epstein risulta essere il principale padrone dei social media, quello Zuckerberg che si era vantato di avere sistematicamente corrotto, impedito una corretta informazione sui vaccini, contribuendo alla più grande strage globale della modernità. Esattamente come teorizzavano i mostri alla corte del pedofinanziere.
In un mondo senza Dio tutto è possibile? Di dèi ne abbiamo fin troppi, ma tutti fasulli, ammazzati, fagocitati dalla comunicazione. I nuovi dèi, gli dèi moderni stanno nella normalizzazione e perfino esaltazione delle pratiche più spaventose: proprio la pedofilia, l'aborto come sistema, lo scambio dei sessi come moda, la somministrazione di ormoni micidiali per bloccare la crescita ai bambini, il traffico di minori, le madri affittate coi loro uteri, la clonazione di tutto, l'intelligenza artificiale per simulare tutto e negare ogni realtà, per confondere ogni cosa, così che ciò che uno vede, più sembra vero e più non esiste. Ma serve pure per smentire le nefandezze più terrificanti, “ma no, non può essere vero, è l'intelligenza artificiale”. Il mondo che non c'è, dove tutto è confuso, indistinguibile, dove non si può più separare nessun bene dal male, dove esiste solo il male, dove il male non basta mai, è il regno dei diavoli, il Pandemonio. Ci sono di quei personaggi mostruosi, cui la chirurgia estetica ha tolto ogni residuo di umanità, volti deformati, labbra come piante carnivore o immense vagine, unghie come lame infinite, come artigli assassini, tratti fisici senza più simmetria, senza armonia, che non sono solo la negazione della bellezza “che salverà il mondo”, sono la incarnazione della bruttezza demoniaca che il mondo lo perde. E non sono casuali. C'è come un trionfo del male assoluto che si scatena dappertutto, che assale da ogni parte, dal quale non ci si salva. Un male che raggiunge dove vuole, quando vuole e non passa, cresce sempre. Gli umani, che non ci capiscono niente, o anche troppo, in qualche caso, si rifugiano ancora nelle ideologie decrepite, sconfitte da secoli, ma tuttora senza alternative praticabili, a meno di non voler considerare tali la superstizione delirante, il complottismo ossessivo, le filosofie di giornata, gli esoterismi consumistici o il rifiuto del tempo che si smentisce di continuo. Come in certi neorurali che mi capita di incontrare quando viaggio, che si sono confinati in boschi e zone inaccessibili, piuttosto preoccupanti, così come inquietanti sono quelli come loro che vivono in una bolla di alienazione per cui, se ti ospitano a dormire, pensi “io da qui non esco, io domani non mi sveglio”. Però nelle loro baite o cascine o casolari neorurali custodiscono trionfi tecnologici impensabili, come a voler esorcizzare quella volontà di restare distaccati dall'umanità perfida e irredimibile, come a non volerci avere a che fare, a rifiutarla, ma restando connessa, sapendo tutto ciò che combina. Orrori compresi.
Pare che al mondo di angeli bambini come Maddie ne spariscano a milioni ogni anno. E dove vanno a finire è fin troppo chiaro. Pochi angeli e troppi demoni. Ma alla fine ogni depravazione, ogni abisso, ogni malvagità si riducono all'unico dio rimasto, il Vello d'oro, la fame che non si placa, dopo un palazzo un castello, dopo un castello una città, dopo una città un'isola, dopo un'isola il mondo intero. Da cui sfoltire i falliti, i poveracci, e da ripopolare di bambini rapiti, torturati, divorati, clonati. Dite che è troppo orribile perché sia proprio così, che ci vogliono le prove, che alla fine il male non passerà? E ditelo, ditelo pure...