Genova, il fratello gli confessa su Whatsapp di aver ucciso un uomo, lui va dai carabinieri e salva la vita alla vittima
Arrestato l'autore del tentato omicidio: era in un bar ancora sporco di sangue. La lite scoppiata in una casa dopo che i due avevano fumato crack con una minore
Una coltellata al torace, l’altra sul collo e l’ultima, probabilmente indirizzata all’addome, parata con un polso. Un quarantenne nato a Brescia, e residente a Genova, domenica sera ha rischiato di morire sotto i colpi feroci di uno dei due ospiti che aveva invitato a casa per fumare il crack (stupefacente trovato in grandi quantità nell’immobile). Una violenza inspiegabile, forse causata dalla massiccia assunzione di droga, che è costata l’arresto a Elton Vogli, cittadino di origine albanese di 37 anni, fuggito dopo aver visto l’uomo cadere in un lago di sangue dietro al divano. Credeva di aver ucciso Vogli, con precedenti per rissa, così come ha detto al fratello sulla loro chat di whatsapp inviandogli una serie di messaggi disperati e di fotografie della scena del delitto. Pentendosi per quello che aveva fatto.
Invece è stato quel barlume di lucidità a salvare il ferito, perché il fratello di Elton, allarmato da quella conversazione, è andato dai carabinieri denunciando l’accaduto e indicando dove si trovava in quel momento il congiunto. Sono intervenuti i detective del nucleo operativo Centro, facendo scattare le manette ai polsi del trentasettenne - trovato in un bar del Lagaccio con il cellulare della vittima e i vestiti ancora sporchi di sangue - e la denuncia di una ragazza di sedici anni che si trovava nell’appartamento della zona di Priaruggia con gli altri due al momento dell’aggressione. Nonostante l’alias usato dall’adolescente per millantare una maggiore età, è stata identificata grazie agli accertamenti dattiloscopici e affidata ai servizi sociali su disposizione della Procura per i Minori. A Vogli, fermato su disposizione del magistrato di turno - il pm Francesco Cardona Albini - invece viene contestato il tentato omicidio. E per questo è stato portato in carcere a Marassi.
I militari dell’Arma hanno dovuto sfondare la porta per entrare in casa del quarantenne (e dove successivamente è risultata essere domiciliata anche la sedicenne), trovando la vittima steso sul pavimento. Sul tavolo della cucina, il potente stupefacente consumato dai tre con speciali pipette artigianali sequestrate dai carabinieri. Il ferito non si muoveva per il sangue che aveva perso e con un filo di voce implorava aiuto: se i detective fossero arrivati cinque minuti dopo, probabilmente per lui non ci sarebbe stato più nulla da fare. Invece è stato portato in codice rosso al San Martino e operato dalle equipe di chirurgia cardiovascolare. È ricoverato nel reparto di Rianimazione cardiovascolare. Gli inquirenti dovranno aspettare qualche giorno per poterlo interrogare.
Il suo racconto potrebbe essere determinante, perché ancora non è stato trovato un movente né la causa scatenante del triplice accoltellamento. È probabile che la ferocia di Vogli sia dovuta al consumo di crack, ma di certo l’invito a casa allontana l’ipotesi che tra i due ci fossero dei conti in sospeso.