Genova, falsifica il testamento dell'amico defunto intestandosi due appartamenti di lusso, condannato a un anno notaio in pensione

L'indagine era partita dalla denuncia di una nipote che era stata esclusa dall'eredità. Si era insospettita per un lascito a una parrocchia; lo zio non era mai andato in chiesa

Si era fatto intestare due appartamenti di lusso alla Foce, quartiere residenziale in una delle zone più pregiate di Genova, falsificando il testamento di un ex manager e aveva provato a rivenderli. Ma la nipote era riuscita a fare bloccare l’esecuzione testamentaria denunciando tutto alla Procura. Ora, il Tribunale ha condannato a un anno, per falso in testamento, quel finto amico che era riuscito a farsi lasciare una parte del patrimonio. La vicenda risale al 2022. La pm Daniela Pischetola aveva aperto un fascicolo e delegato i carabinieri dopo la denuncia della nipote di un dirigente di 91 anni.

A insospettire la donna era stato un lascito di diecimila euro a una parrocchia di Sampierdarena visto che l’anziano zio non frequentava gli ambienti di chiesa. Ad avvisare la donna del testamento in cui, soprattutto, venivano dati due appartamenti di pregio a un uomo di 75 anni residente a Davagna notaio in pensione amico del morto.

La pm aveva ottenuto il sequestro preventivo dei due immobili, quello dove viveva l’anziano e un altro nello stesso palazzo. La donna e la Procura si erano affidati a due diversi periti grafologi che hanno attestato la falsità del testamento che risulterebbe pure copiato, nelle prime quattro righe, da un incartamento depositato al catasto.