Torino. Paolo Capone, Leader UGL: "Chi attacca la Polizia attacca lo Stato e la convivenza civile"


"Le immagini che arrivano da Torino sono inaccettabili. Durante la manifestazione pro Askatasuna si è assistito a una violenza inaudita. Secondo i primi rilievi sarebbero oltre cento i feriti tra le Forze dell'Ordine: 96 poliziotti, 7 militari della guardia di finanza e 5 carabinieri. Un agente della Polizia di Stato di 29 anni è stato brutalmente aggredito con calci, pugni e persino con un martello, in quello che ha assunto i contorni di un vero e proprio linciaggio. A lui, agli agenti feriti alle famiglie e a tutte le donne e gli uomini delle Forze dell’ordine che ogni giorno garantiscono la sicurezza dei cittadini va la mia piena e totale solidarietà. Lo Stato non può e non deve arretrare di fronte a chi sceglie la violenza. Come ha sottolineato anche la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, quanto accaduto a Torino non è una forma di legittima protesta, ma un’aggressione pianificata e deliberata contro lo Stato e chi lo rappresenta. Le immagini dell’agente aggredito parlano da sole: non siamo di fronte a manifestanti, ma a soggetti che trasformano la piazza in un fronte di guerra, colpendo chi indossa una divisa, i giornalisti e i cittadini. Il mio appello è alla fermezza: la violenza non può trovare giustificazione né impunità. Occorre agire con determinazione affinché episodi di questo tipo non si ripetano. Solo così si può garantire sicurezza, legalità e convivenza civile". Lo ha dichiarato Paolo Capone, Segretario Generale dell'UGL, in merito all'aggressione subita dalle Forze dell'Ordine durante gli scontri al corteo organizzato contro lo sgombero del centro Askatasuna.