autorità e autorevolezza. Fenomenologia di un paese sull'orlo di una crisi di nervi.Scuola, società, giovani, genitori, manifestazioni(e scontri) di piazza.
autorità e autorevolezza. Fenomenologia di un paese sull'orlo di una crisi di nervi
Scuola, società, giovani, genitori, manifestazioni(e scontri) di piazza.
Il bollettino poco virtuoso e molto preoccupante degli assalti all'arma bianca che si succedono da nord a sud nel paese, e soprattutto dopo le piazze della movida, hanno colonizzato gli spazi educativi, cioé quel che resta della scuola pubblica.
I giovani si armano per una serie di motivi che il sociologo, come sempre continuerà a non capire, vediamo per noia? per essere glamour? per diventare dei bulli più credibili?perchè traditi da qualche ragazzina? oppure per un piumino D&G?
difficile fare dei distinguo , oltre alla normale conta dei morti che per altro ci informa che Italia la pletora degli omicidi o ferimenti, è sempre minore numericamente che negli altri stati UE, senza parlare degli USA, ovviamente.
Ora il centro delle preoccupazioni, che risultano sempre tardive e di difficile soluzione, da parte dei soliti talkisti a reti unificate, e indifferenziati, tra dx e sx, nel consueto "tutti contro tutti," perchè basta farsi inquadrare dalla telecamera e fare qualche urletto insignificante.
Ma la scuola affoga già nella melma delle indempienze culturali, programmatiche e se mi permettete strutturali, in un affanno ormai preoccupante che assomiglia ad una deriva, forse quando frequentavamo medie e licei, senza parlare di Università, non avevamo, almeno il sottoscritto, il sentore di questa crisi, quasi irreversibile di questo pilastro della società.
Si uccide a scuola, come nei viali fighetti della movida alcolica, nelle case dell'alta società e nei cortili abbandonati delle periferie, trasformati in alcove col solito finale criminale, ma è sempre colpa degli altri, "lo straniero" assassino, se letto da destra o poco integrato e coccolato da quello che rimane della sinistra pietista.
La società contemporanea vive una sovrapposizione di crisi di identità che hanno al centro esatto la cultura dell'autorevolezza e l'esperienza dell'autorità, che tanti, troppi danni hanno causato al traballante "bel paese" , vediamo di approfondire.
Siamo ad esempio partiti dall'assurda eliminazione del voto, perchè le anime belle del ministero, non volevano creare disagi, classifiche, tra bravi e meno bravi,e le colpe sono sempre della società "abietta, gretta e violenta" che non sopporta il cretino, ecco l'ho detto, e come immagino, non si può criminalizzare quelli brutti sporchi e cattivi che quindi non studiano perchè il mondo odia "i poveri", ma lo stupido è una figura bipartisan
Ma oggi il cretino è diventato un "maschietto alfa".
Dunque la scuola immagina di creare un'uniformità verso l'ignoranza generalizzata per non offendere, o demoralizzare quelli che non ce la fanno, e questo vale dalla primaria, all'università, qualcuno dei più vecchi tra voi ricorderanno esami di gruppo e diciotto/trentesimi garantito per tutti.
Che squallore!
Ora l'autorevolezza di professori è stata annichilita da altri maestrini che ci hanno raccontato, nei decenni scorsi, che non è giusto classificare il talento e la valenza culturale di ciascun studente, meglio tutti scemi(perchè di questo si tratta)che aiutare quelli bravi, che diventano solo buoni, mentre scappano nelle scuole private, prezzolate.
Qualcuno, e sapete benissimo chi ha voluto una scuola politicizzata(solo a sinistra),e purtroppo sindacalizzata, che è peggio, dove ogni magagna anche la più grave dove essere giustificata da un modesto "tribunale del popolo", che finisce per assolvere e persistentemente il cretino(ricordiamo il meraviglioso "la persistenza del cretino" di Fruttero & Lucentini, illuminante e inascoltato),magari lavativo e assenteista, e colpevolizzare l'impegnato, sia esso docente che discente
Il disastro è dunque servito, amplificato dai mezzi digitali che ormai ci raccontano una scuola, a qualsiasi livello, in uno stato comatoso, criminale, dove lo studente ha preso il sopravvento e ovviamente non sarà possibile chiedere rispetto, verso qualsiasi forma di autorità e figuriamoci se in questa giungla possiamo far capire che attraverso l'autorevolezza, migliorano le condizioni sociali di tutti.
La questione criminale nella scuola e l'aumento delle reazioni assurde, e continue da parte di tanti potenziali assassini, in tenera età probabilmente non sono più controllabili dalle famiglie, altra istituzione tramontata, tra i silenzi dello schermo del telefonino, e totale assenza di convivialità.
Chiedere al genitore distratto e stressato dalla quotidianità di perquisire le camerette dei mini-delinquenti ci sembra un'utopia propagandistica, ma invece colpire i potenziali spadaccini in erba, su sequestro di telefonini, di patenti, e nel caso dello straniero di permesso di soggiorno, potrebbe essere un viatico interessante, molto più del metal detector da installare in tutte le scuole dalle primarie ai Politecnici. E con quali fondi? e quali sono le scuole pericolose? probabilmente, potenzialmente tutte.
Ritrovare l'autorevolezza nei docenti, senza criminalizzarli, significa fare un servizio alla società tutta anche imponendo quella autorità condivisa che rende migliore uno stato e le sue istituzioni perchè, pugnalare un compagno di banco non è solo un gesto inaccettabile, ma non credere più a nessuna gerarchia, magari intellettuale, è peggio, perchè dopo l'anarchia disastrata da centro sociale, c'è solo il nulla, e purtroppo questo vuoto continuiamo a non vederlo.