14 Gennaio 2026
Tre anni di carcere. È la condanna emessa dal giudice per l’udienza preliminare di La Spezia nei confronti di una quarantenne accusata di maltrattamenti a danno dei figlioletti di 11 e 13 anni, maschio e femmina. Il processo - celebrato in abbreviato, rito che consente d’usufruire dello sconto d’un terzo della pena - riguardava principalmente fatti accaduti un anno e mezzo fa. L’imputata, di origini asiatiche, s’è sempre dichiarata innocente, ha cercato, tramite il proprio legale di chiarire circostanze da lei ritenute «assurde», frutto di fraintendimenti e di una situazione familiare molto delicata.
La pm Monica Burani contestava una serie di maltrattamenti, raccontata direttamente dai due adolescenti. Partendo dall’ultimo evento, sono stati messi in sequenza episodi piuttosto netti. La gup Tiziana Lottini, ancorché debba rendere note le motivazioni della sua decisione, pare avere accolto in pieno la ricostruzione d’accusa. La condanna è pesante, ma sicuramente verrà impugnata davanti alla Corte d’Appello di Genova. Per orientarsi in modo compiuto nella vicenda, occorre tornare a un anno e mezzo fa, quando il caso deflagra con l’intervento dei servizi sociali che sottraggono i figli dalla potestà dei genitori (ancorché il padre non fosse indagato). Gli adolescenti arrivano al pronto soccorso accompagnati dalle forze dell’ordine dopo un episodio da considerarsi sicuramente cruciale nella vicenda. La madre, stando a quanto emergerà nell’inchiesta, ha una discussione con il più piccolo dei suoi figli, il maschio, e lo colpisce alla schiena. Il giovane si era ribellato dopo che il genitore lo aveva invitato ad andare a fare una doccia.
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