Patenti, età e sicurezza: l’Italia di Salvini si concentra sugli over-80 mentre i giovani sfrecciano verso la tragedia stradale

Il Ministro pensa a limiti di età e rinnovi più duri per gli anziani, ma i dati mostrano che gli incidenti sono un problema più giovane che grigio

Mentre il governo italiano si affanna a studiare come rivedere gli esami di rinnovo della patente dopo certi limiti di età, il dibattito pubblico sembra un gigantesco specchietto per allodole. È la nuova linea Salvini: se abbiamo problemi di sicurezza stradale, cerchiamo la causa là dove fa meno rumore – nel tranquillo mondo degli ultraottantenni che ogni tanto sbagliano una curva o, peggio, un’autostrada contromano.  

Il Ministro dei Trasporti evoca numeri e dati, ma l’impianto della discussione sembra più una puntata di Chi l’ha visto? che una strategia seria di prevenzione. Sì, alcuni anziani hanno causato sinistri drammatici, e va presa in seria considerazione la capacità di guidare con l’età, ma non è questa – da sola – la partita aperta sulle nostre strade. I numeri europei e nazionali raccontano un’altra storia: i giovani conducenti nei primi anni di patente sono quelli che statisticamente producono più incidenti, soprattutto per eccesso di velocità, distrazioni o guida notturna spericolata.  

Eppure il dibattito resta focalizzato sulla soglia di anzianità e su esami più duri o restrizioni misteriose, mentre chi dovrebbe guidare con prudenza e responsabilità inizia appena a muovere i primi metri da neopatentato. Limiti di potenza, periodi di prova, politiche educative e campagne mirate – queste sì – sono le risposte che potrebbero ridurre davvero gli incidenti giovanili. Ma qui da noi sembra più facile prendere di mira i capelli bianchi.

Nel frattempo, le strade italiane restano piene di chi non ha ancora imparato a gestire un volante in situazioni critiche. Continuare a puntare il dito sugli anziani rischia di essere non solo ingiusto, ma politicamente miope: la sicurezza stradale non è una questione d’età, è una questione di cultura, educazione e controllo serio, non di slogan e tempi di rinnovo di una patente. Se la politica non comincia a guardare i dati reali, finirà per mettere toppe dove servono ponti. E nel frattempo, giovani e anziani continueranno a scontrarsi – metaforicamente e non – sulle nostre strade.