Milano, il trans di 42 anni coinvolto nell'intervento della polizia denuncia i vigili per "lesioni, tortura e minacce"

Secondo la ricostruzione del legale dell'uomo sarebbero contestabili i reati di lesioni personali aggravate, di tortura e di minacce

Ha sporto denuncia, presso la procura di Milano, l'uomo brasiliano trans di 42 anni che lo scorso 24 maggio è stato fermato da quattro agenti della Polizia che l’avevano colto nell’atto di infastidire alcuni bimbi e passanti.

Il trans di 42 anni coinvolto nell'intervento di polizia riportato dai video sui social sporge denuncia per lesioni personali

"Erano colpi per ammorbidire, non per fare male" aveva detto mercoledi il segretario del sindacato Sulpl, Daniele Vincini, prendendo le difese degli agenti della polizia locale di Milano criticati sui social e da alcuni media.
Tutto è avvenuto nei pressi di Parco Trotter. Per ragioni ancora da chiarire, la polizia Locale aveva fermato A. M., di nazionalità brasiliana e con alcuni precedenti per reati da strada. Il fermo era avvenuto non senza fatica dato che la trans continuava a urlare di avere l'Aids.

Secondo quanto riferito da una passante il 42enne “urlava e prendeva a calci le auto. Poi si precipitava in mezzo alla strada, rischiando di essere investito. All’arrivo di due operatori ecologici che dovevano tentare di pulire il parchetto, si è messo a inveire anche contro di loro”.

A quel punto, anche per una questione di ordine pubblico e sicurezza, la Locale l'avrebbe caricato in auto per portarlo negli uffici di via Custodi. Nel percorso tuttavia il transessuale avrebbe fatto resistenza costringendo la polizia a fermarsi. A quel punto avrebbe tentato la fuga e dopo aver ferito due agenti a calci, sarebbe stata bloccata come con lo spray al peperoncino e con qualche colpo di manganello.

Oggi, forte evidentemente di un certo consenso riscosso sui social, l'uomo trans ha presentato denuncia per il delitto di lesioni personali aggravate dall'abuso della funzione pubblica e dalla "discriminazione etnica, razziale e religiosa", oltre che per quelli di tortura e minacce. Gli agenti, sostengono il trans e i suoi legali, si sarebbero accaniti su di lui a causa della sua transessualità, mentre il reato di tortura viene contestato perché è stata tenuta chiusa dentro l'auto dei vigili circa 20 minuti.
Ma secondo Vincini le cose sono andate un po’ diversamente: "Il soggetto che è stato colpito dagli agenti nelle fasi più concitate del fermo ha avuto zero giorni di prognosi e non ha avuto problemi di tipo fisico. Nella concitazione, sotto l'effetto adrenalinico qualcosa può essere sfuggito…. ma gli unici che hanno riportato lesioni sono gli agenti” con l'uomo che “li ha aggrediti sputando loro addosso, sul viso, saliva con sangue".